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	<title>Bloog.it Articoli</title>
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	<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 22:43:55 +0000</pubDate>
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				<title>Capitolo 3: Sport</title>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 22:43:55 +0000</pubDate>
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                <description><![CDATA[<address><span style="color: #000000"></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Quella notte dormii malissimo. Di nuovo. Mi svegliai molto presto. Almeno non sarei arrivata tardi a scuola. Mi preparai con calma riepilogando i mille pensieri che affollavano assurdamente il mio cervello. Specchiandomi osservai a lungo il mio riflesso: i miei grandi occhi blu erano contornati da profonde occhiaie e i miei boccoli corvini svettavano nettamente contro la mia carnagione chiara. Li legai in una coda alta e uscii dal bagno. Finalmente feci un’abbondante colazione sotto lo sguardo soddisfatti di mio padre, gli diedi un bacio e uscii. Venti minuti dopo arrivai a scuola con largo anticipo ancora immersa fino alle orecchie nei miei pensieri.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Entrai in classe con le cuffie alle orecchie isolata da tutto il resto grazie a una canzone di Pink.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Il mio banco era vicino alla finestra in seconda fila, la vista dava sul giardino interno della scuola ma era quasi del tutto coperta da un’enorme quercia secolare. Ci misi un po’ di tempo per accorgermi che sulla lavagna c’era scritto a caratteri cubitali “festival dello sport” e che il rappresentante di classe, un ragazzetto viscido con grossi occhiali neri, stava parlando alla classe.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Mi tolsi una cuffia per uscire dal mio mondo di isolamento e sentire che cosa diceva.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>-…. le sezioni A, B e C di ogni anno formeranno la squadra rossa mentre le sezioni D, E ed F formeranno la squadra blu- ogni singola parola in modo pomposo e così lentamente da essere quasi insopportabile-Domenica 27 Settembre, tra circa una settimana, le due squadre gareggeranno in varie discipline e ogni studente deve iscriversi e partecipare ad almeno una. Tutta la giornata di oggi è dedicata alla riunione di ognuna delle due squadre e alla formazione dei gruppi di allenamento a seconda dello sport scelto. Mentre da lunedì fino al giorno del festival ci saranno gli allenamenti. Oggi la nostra squadra, quella rossa, si riunisce nel teatro alle 8.15–  Detto questo si mise a scrutare con aria assorta il suo costosissimo orologio da polso annunciando poi che era ora di andare alla riunione. Tutti gli studenti della classe si alzarono in modo caotico e si diressero chiacchierando verso il teatro che si trovava al pian terreno.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Rimasi un po’ spiazzata e non mi alzai subito, mi ero proprio dimenticata della giornata dello sport. Era un tipo di attività che la nostra scuola promuoveva molto. Il preside era giapponese ed evidentemente in molte (se non in tutte) scuole del Giappone ci sono attività come il festival della cultura e dello sport che lui aveva deciso di promuovere anche in Italia tramite la nostra scuola. Erano due manifestazioni aperte al pubblico molto amate nella nostra città soprattutto dalle famiglie degli studenti.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Niente da dire sul festival culturale che generalmente si teneva a Maggio: era una bella iniziativa anche se io non partecipavo. In quell’occasione le classi dovevano organizzare spettacoli teatrali e bancarelle di ogni tipo,la scuola si trasformava quasi in una fiera di paese e il tutto era anche utile per spingere nuovi ragazzi a iscriversi lì. Erano ormai tre anni che i miei compagni di classe mi avevano fatto capire che il mio aiuto per organizzare l’evento scelto non era ben accetto perciò generalmente “restavo ai margini” durante i giorni dei preparativi e per lo più facevo da spettatrice indesiderata, insomma non dovevo fare molto e potevo girare tutto il giorno tra bancarelle e attrazioni mimetizzandomi tra la folla.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Invece la giornata dello sport era il mio incubo: ho sempre odiato fare sport ma purtroppo c’era l’obbligo a partecipare inoltre non potevo nemmeno bigiare visto che mio padre veniva puntualmente ogni anno a vedere i disastri che combinavo. A completare questo bel quadretto mi aspettava una settimana intera di allenamenti, l’unica cosa positiva era che le lezioni venivano sospese fino al giorno delle gare.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Il teatro della scuola, in cui quella mattina si sarebbe svolta la riunione per la giornata dello sport, era un’enorme sala con un grande palco di fronte al quale stavano ben allineate in file ordinate almeno un centinaio di sedie di legno. La mia classe era arrivata per prima, tutti gli studenti si erano seduti vicini, avevano occupato le prime file e chiacchierando aspettavano le altre due classi che avrebbero composto la squadra rossa. Io mi sedetti nell’ultima fila, quella più lontano in assoluto dal palco, in un angolo nascosto. Dopo pochi minuti, circa quaranta studenti entrarono e presero posto. La mia fila era completamente vuota e molte altre sedie qua e la non furono occupate.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Mentre già i rappresentanti delle tre classi stavano prendendo parola dopo essere saliti sul palco, le grandi porte della sala del teatro si aprirono con uno schianto e, in contemporanea, tutte le teste si girarono giusto in tempo per vedere un Chris alquanto affaticato entrare correndo. -Scusate il ritardo. Mi ero perso– urlò facendo ridere parecchie persone.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>I rappresentanti si guardarono tra di loro poi una ragazza alta e slanciata con un caschetto di capelli rossi iniziò a parlare ad un microfono, facendo finta di nulla.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Oggi dobbiamo decidere i gruppi delle varie discipline sportive…– disse con voce acuta.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Senti posso sedermi qui?– mi chiese una voce dolce distraendomi da quello che diceva la ragazza.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Chris era entrato nella mia fila e indicava la sedia affianco alla mia.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Fai quello che vuoi– risposi seccamente – a tuo rischio e pericolo-</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Lui mi guardò divertito e si sedette.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Distribuiremo un foglio sul quale dovrete scrivere il vostro nome e indicare la disciplina scelta. Poi vi diremo dove vi allenerete da lunedì– stava dicendo la ragazza coi capelli rossi.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>I vari rappresentanti iniziarono a girare per le file, la ragazza con i capelli rossi mi passò due fotocopie senza nemmeno guardarmi. Diedi un foglio a Chris e guardai il mio.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Si poteva scegliere tra Basket, Pallavolo, Baseball, Salto in alto, Salto in lungo, Salto degli ostacoli, Staffetta, 100 metri femminile, 200 metri maschile, lancio del peso e cavallina.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Come ogni anno avrei sicuramente optato per una disciplina individuale, di solito sceglievo il lancio del peso proprio perché non ero particolarmente brava e sicuramente sarei stata eliminata al primo turno. Scrissi il mio nome e mentre stavo per segnare la mia scelta Chris mi distrasse.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Cosa hai scelto?– mi chiese curioso.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Lancio del peso– risposi piano.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Perché? Sei brava?-</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– No per niente– dissi con sincerità.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>–Allora perché non provi qualcosa che riguardi la corsa?– chiese</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– La corsa? Perché dovrei? –</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Beh mi è capitato un sacco di volte di vederti correre la mattina. Sei sempre in ritardo!-</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Questo è vero ma non sono particolarmente veloce –</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Come fai a dirlo? Hai mai testato la tua velocità? Hai partecipato a gare o cose del genere?-</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Testato?– chiesi confusa – No– risposi incerta.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Beh allora perché non partecipi alla staffetta o ai 100 metri femminili?-</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Non saprei–</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Dai che ti costa provaci. Sicuramente hai un ottima resistenza– disse mentre già mi rubava il foglio – quale delle due preferisci?-</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– No dai ma che fai?- dissi scocciata mentre mi sbracciavo per recuperare il mio foglio.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>–Quale delle due preferisci?– chiese di nuovo insistendo.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Nessuna, ridammi quel…– non feci nemmeno in tempo a finire la frase che già aveva segnato la crocetta al posto mio e si era alzato per consegnare.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Sconfitta sprofondai nella sedia con un muso fino a terra e le braccia incrociate.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Ho scelto i 100 metri– affermò tutto sorridente mentre si risedeva al suo posto –Dai sarà divertente–</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– E tu che hai scelto?– chiesi mugugnando.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– 200 metri, staffetta e basket– disse felicemente.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Cavolo! Per caso ti piace fare sport?– chiesi sarcastica.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Lui annuì –scommetto che tu invece non ti muovi molto. Anche se per essere una divanara sei magrissima-</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Una che?– chiesi io</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Divanara! Una che non fa sport– spiegò ridendo beato. I capelli biondi risplendevano sotto le luci al neon del teatro disegnandogli una specie di aureola sulla testa, mentre i suoi occhi divenivano brillanti e completamente coinvolti dalla sua risata. Quel ragazzo era l’allegria fatta persona, sorrideva o rideva sempre, era piccolo sole. Il mio esatto opposto.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Non sono una divanara!– dissi fingendo di offendermi – è solo che non mi piace sudare-</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Il che è praticamente la stessa cosa–</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>I rappresentanti di classe parlarono ancora per molto spiegando dove avrebbero dovuto trovarsi i vari gruppi di allenamento la settimana dopo e a che ora. Poiché alcuni avevano scelto più discipline i gruppi non si allenavano contemporaneamente ma a rotazione e perciò restava molto tempo libero a chi invece ne aveva scelta solo una. Nel tempo libero si poteva decidere di continuare ad allenarsi o fare altro.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Il lunedì successivo avrei dovuto trovarmi sulla pista di atletica della scuola alle 10.00 di mattina e nel pomeriggio alle 14.00. Almeno avrei potuto dormire un po’ di più perché di certo non mi sarei svegliata presto per fare allenamenti extra.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Quella sera spiegai a mio padre che presto ci sarebbe stato il festival, ovviamente ne era entusiasta.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Lancio del peso?– mi chiese durante la cena.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– No quest’anno corro i 100 metri– risposi io tranquillamente.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Davvero?– era emozionatissimo – bene! Porto la macchina fotografica e magari anche la videocamera-</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Papà no ti prego-</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Che bello non vedo l’ora. Il 27 hai detto? È Domenica mattina, perfetto– era tanto felice che nemmeno mi ascoltava. Lasciai perdere e mi concentrai sul polpettone.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Passai il weekend seguente nell’ozio più totale beandomi del fatto che la settimana seguente non ci sarebbero state lezioni e quindi non avevo nessun compito da fare e nessuna verifica da temere. Sperai con tutto il cuore che quel lunedì avrebbe piovuto così gli allenamenti sarebbero stati annullati. Ovviamente quella mattina il sole splendeva crudele e non c’era nemmeno una nuvola all’orizzonte. Il cielo era azzurro e limpido e l’aria era tiepida: una giornata perfetta per fare attività all’aperto. Ovviamente.</strong></span></address>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<address><span style="color: #000000"></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Quella notte dormii malissimo. Di nuovo. Mi svegliai molto presto. Almeno non sarei arrivata tardi a scuola. Mi preparai con calma riepilogando i mille pensieri che affollavano assurdamente il mio cervello. Specchiandomi osservai a lungo il mio riflesso: i miei grandi occhi blu erano contornati da profonde occhiaie e i miei boccoli corvini svettavano nettamente contro la mia carnagione chiara. Li legai in una coda alta e uscii dal bagno. Finalmente feci un’abbondante colazione sotto lo sguardo soddisfatti di mio padre, gli diedi un bacio e uscii. Venti minuti dopo arrivai a scuola con largo anticipo ancora immersa fino alle orecchie nei miei pensieri.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Entrai in classe con le cuffie alle orecchie isolata da tutto il resto grazie a una canzone di Pink.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Il mio banco era vicino alla finestra in seconda fila, la vista dava sul giardino interno della scuola ma era quasi del tutto coperta da un’enorme quercia secolare. Ci misi un po’ di tempo per accorgermi che sulla lavagna c’era scritto a caratteri cubitali “festival dello sport” e che il rappresentante di classe, un ragazzetto viscido con grossi occhiali neri, stava parlando alla classe.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Mi tolsi una cuffia per uscire dal mio mondo di isolamento e sentire che cosa diceva.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>-…. le sezioni A, B e C di ogni anno formeranno la squadra rossa mentre le sezioni D, E ed F formeranno la squadra blu- ogni singola parola in modo pomposo e così lentamente da essere quasi insopportabile-Domenica 27 Settembre, tra circa una settimana, le due squadre gareggeranno in varie discipline e ogni studente deve iscriversi e partecipare ad almeno una. Tutta la giornata di oggi è dedicata alla riunione di ognuna delle due squadre e alla formazione dei gruppi di allenamento a seconda dello sport scelto. Mentre da lunedì fino al giorno del festival ci saranno gli allenamenti. Oggi la nostra squadra, quella rossa, si riunisce nel teatro alle 8.15–  Detto questo si mise a scrutare con aria assorta il suo costosissimo orologio da polso annunciando poi che era ora di andare alla riunione. Tutti gli studenti della classe si alzarono in modo caotico e si diressero chiacchierando verso il teatro che si trovava al pian terreno.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Rimasi un po’ spiazzata e non mi alzai subito, mi ero proprio dimenticata della giornata dello sport. Era un tipo di attività che la nostra scuola promuoveva molto. Il preside era giapponese ed evidentemente in molte (se non in tutte) scuole del Giappone ci sono attività come il festival della cultura e dello sport che lui aveva deciso di promuovere anche in Italia tramite la nostra scuola. Erano due manifestazioni aperte al pubblico molto amate nella nostra città soprattutto dalle famiglie degli studenti.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Niente da dire sul festival culturale che generalmente si teneva a Maggio: era una bella iniziativa anche se io non partecipavo. In quell’occasione le classi dovevano organizzare spettacoli teatrali e bancarelle di ogni tipo,la scuola si trasformava quasi in una fiera di paese e il tutto era anche utile per spingere nuovi ragazzi a iscriversi lì. Erano ormai tre anni che i miei compagni di classe mi avevano fatto capire che il mio aiuto per organizzare l’evento scelto non era ben accetto perciò generalmente “restavo ai margini” durante i giorni dei preparativi e per lo più facevo da spettatrice indesiderata, insomma non dovevo fare molto e potevo girare tutto il giorno tra bancarelle e attrazioni mimetizzandomi tra la folla.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Invece la giornata dello sport era il mio incubo: ho sempre odiato fare sport ma purtroppo c’era l’obbligo a partecipare inoltre non potevo nemmeno bigiare visto che mio padre veniva puntualmente ogni anno a vedere i disastri che combinavo. A completare questo bel quadretto mi aspettava una settimana intera di allenamenti, l’unica cosa positiva era che le lezioni venivano sospese fino al giorno delle gare.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Il teatro della scuola, in cui quella mattina si sarebbe svolta la riunione per la giornata dello sport, era un’enorme sala con un grande palco di fronte al quale stavano ben allineate in file ordinate almeno un centinaio di sedie di legno. La mia classe era arrivata per prima, tutti gli studenti si erano seduti vicini, avevano occupato le prime file e chiacchierando aspettavano le altre due classi che avrebbero composto la squadra rossa. Io mi sedetti nell’ultima fila, quella più lontano in assoluto dal palco, in un angolo nascosto. Dopo pochi minuti, circa quaranta studenti entrarono e presero posto. La mia fila era completamente vuota e molte altre sedie qua e la non furono occupate.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Mentre già i rappresentanti delle tre classi stavano prendendo parola dopo essere saliti sul palco, le grandi porte della sala del teatro si aprirono con uno schianto e, in contemporanea, tutte le teste si girarono giusto in tempo per vedere un Chris alquanto affaticato entrare correndo. -Scusate il ritardo. Mi ero perso– urlò facendo ridere parecchie persone.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>I rappresentanti si guardarono tra di loro poi una ragazza alta e slanciata con un caschetto di capelli rossi iniziò a parlare ad un microfono, facendo finta di nulla.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Oggi dobbiamo decidere i gruppi delle varie discipline sportive…– disse con voce acuta.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Senti posso sedermi qui?– mi chiese una voce dolce distraendomi da quello che diceva la ragazza.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Chris era entrato nella mia fila e indicava la sedia affianco alla mia.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Fai quello che vuoi– risposi seccamente – a tuo rischio e pericolo-</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Lui mi guardò divertito e si sedette.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Distribuiremo un foglio sul quale dovrete scrivere il vostro nome e indicare la disciplina scelta. Poi vi diremo dove vi allenerete da lunedì– stava dicendo la ragazza coi capelli rossi.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>I vari rappresentanti iniziarono a girare per le file, la ragazza con i capelli rossi mi passò due fotocopie senza nemmeno guardarmi. Diedi un foglio a Chris e guardai il mio.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Si poteva scegliere tra Basket, Pallavolo, Baseball, Salto in alto, Salto in lungo, Salto degli ostacoli, Staffetta, 100 metri femminile, 200 metri maschile, lancio del peso e cavallina.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Come ogni anno avrei sicuramente optato per una disciplina individuale, di solito sceglievo il lancio del peso proprio perché non ero particolarmente brava e sicuramente sarei stata eliminata al primo turno. Scrissi il mio nome e mentre stavo per segnare la mia scelta Chris mi distrasse.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Cosa hai scelto?– mi chiese curioso.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Lancio del peso– risposi piano.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Perché? Sei brava?-</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– No per niente– dissi con sincerità.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>–Allora perché non provi qualcosa che riguardi la corsa?– chiese</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– La corsa? Perché dovrei? –</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Beh mi è capitato un sacco di volte di vederti correre la mattina. Sei sempre in ritardo!-</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Questo è vero ma non sono particolarmente veloce –</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Come fai a dirlo? Hai mai testato la tua velocità? Hai partecipato a gare o cose del genere?-</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Testato?– chiesi confusa – No– risposi incerta.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Beh allora perché non partecipi alla staffetta o ai 100 metri femminili?-</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Non saprei–</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Dai che ti costa provaci. Sicuramente hai un ottima resistenza– disse mentre già mi rubava il foglio – quale delle due preferisci?-</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– No dai ma che fai?- dissi scocciata mentre mi sbracciavo per recuperare il mio foglio.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>–Quale delle due preferisci?– chiese di nuovo insistendo.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Nessuna, ridammi quel…– non feci nemmeno in tempo a finire la frase che già aveva segnato la crocetta al posto mio e si era alzato per consegnare.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Sconfitta sprofondai nella sedia con un muso fino a terra e le braccia incrociate.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Ho scelto i 100 metri– affermò tutto sorridente mentre si risedeva al suo posto –Dai sarà divertente–</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– E tu che hai scelto?– chiesi mugugnando.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– 200 metri, staffetta e basket– disse felicemente.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Cavolo! Per caso ti piace fare sport?– chiesi sarcastica.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Lui annuì –scommetto che tu invece non ti muovi molto. Anche se per essere una divanara sei magrissima-</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Una che?– chiesi io</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Divanara! Una che non fa sport– spiegò ridendo beato. I capelli biondi risplendevano sotto le luci al neon del teatro disegnandogli una specie di aureola sulla testa, mentre i suoi occhi divenivano brillanti e completamente coinvolti dalla sua risata. Quel ragazzo era l’allegria fatta persona, sorrideva o rideva sempre, era piccolo sole. Il mio esatto opposto.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Non sono una divanara!– dissi fingendo di offendermi – è solo che non mi piace sudare-</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Il che è praticamente la stessa cosa–</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>I rappresentanti di classe parlarono ancora per molto spiegando dove avrebbero dovuto trovarsi i vari gruppi di allenamento la settimana dopo e a che ora. Poiché alcuni avevano scelto più discipline i gruppi non si allenavano contemporaneamente ma a rotazione e perciò restava molto tempo libero a chi invece ne aveva scelta solo una. Nel tempo libero si poteva decidere di continuare ad allenarsi o fare altro.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Il lunedì successivo avrei dovuto trovarmi sulla pista di atletica della scuola alle 10.00 di mattina e nel pomeriggio alle 14.00. Almeno avrei potuto dormire un po’ di più perché di certo non mi sarei svegliata presto per fare allenamenti extra.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Quella sera spiegai a mio padre che presto ci sarebbe stato il festival, ovviamente ne era entusiasta.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Lancio del peso?– mi chiese durante la cena.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– No quest’anno corro i 100 metri– risposi io tranquillamente.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Davvero?– era emozionatissimo – bene! Porto la macchina fotografica e magari anche la videocamera-</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Papà no ti prego-</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>– Che bello non vedo l’ora. Il 27 hai detto? È Domenica mattina, perfetto– era tanto felice che nemmeno mi ascoltava. Lasciai perdere e mi concentrai sul polpettone.</strong></span></address> <address><span style="color: #000000"><strong>Passai il weekend seguente nell’ozio più totale beandomi del fatto che la settimana seguente non ci sarebbero state lezioni e quindi non avevo nessun compito da fare e nessuna verifica da temere. Sperai con tutto il cuore che quel lunedì avrebbe piovuto così gli allenamenti sarebbero stati annullati. Ovviamente quella mattina il sole splendeva crudele e non c’era nemmeno una nuvola all’orizzonte. Il cielo era azzurro e limpido e l’aria era tiepida: una giornata perfetta per fare attività all’aperto. Ovviamente.</strong></span></address>]]></content:encoded>
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				<title>Io gioco al casino online</title>
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                <description><![CDATA[<p style="text-align: justify">Vai matto per il <a href="http://casino-4all.it/poker/" target="_self">poker online</a>, il blackjack, le slot machine, le roukette o le scommesse sportive? Oggi giocare ai <a href="http://casino-4all.it/" target="_self">casino on line</a> è semplice e veloce. Negli ultimi anni sono nate centinaia di sale da  gioco virtuali alla quale è possibile accedervi comodamente da casa. In  pratica si potrà giocare ai casinò via web vestiti con un semplice  pigiama o addirittura mentre si sta cucinando. Il casino online è il  futuro, ma è anche il presente. Basti pensare che tutti i giorni,  milioni di persone, giocano online e ancora di più sono quelli che lo  faranno.</p>
<p style="text-align: justify">In base  ad un'esperienza decennale come giocatore di casino, sò molto bene  quali sono le caratteristiche che fanno di un casino online il migliore e  lo differenziano dagli altri. I criteri principali da consigliare sono:  software Playtech, piattaforme utilizzate, qualità dei giochi, servizio  clienti e rispetto del giocatore, affidabilità e sicurezza nei  pagamenti. Per potere mantenere la nostra lista sempre aggiornata e  renderla imparziale e mutevole, noi stessi continuiamo a giocare per   riclassificare quotidianamente i casino recensiti ed aiutarti a fare la  scelta migliore e più responsabile. Oggi su internet i casino online   sono davvero tantissimi  e tutti offrono bonus di ingresso davvero  interessanti. Basta aprire il proprio <a href="http://casino-4all.it/la-lobby-in-una-poker-room-conto-gioco-e-bonus/" target="_self">conto gioco nel casino</a> e ti viene caricato il bonus  ma bisogna sapere scegliere i migliori  per potere giocare in totale sicurezza e garanzia.  Per farla breve;  giocare alle slot machine o alla roulette tramite i casino online, è  un’esperienza innovativa e sempre più emozionante. I giochi d’azzardo,  quelli legali AAMS naturalmente, sono una goduria indescrivibile, quasi  magica. Conosco una persona che una volta, attraverso i casino online,  ha vinto 20mila euro spendendone "solo" 50.</p>
<p style="text-align: justify">Detto questo, a me piace giocare online al casino ma lo faccio responsabilmente.</p>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Vai matto per il <a href="http://casino-4all.it/poker/" target="_self">poker online</a>, il blackjack, le slot machine, le roukette o le scommesse sportive? Oggi giocare ai <a href="http://casino-4all.it/" target="_self">casino on line</a> è semplice e veloce. Negli ultimi anni sono nate centinaia di sale da  gioco virtuali alla quale è possibile accedervi comodamente da casa. In  pratica si potrà giocare ai casinò via web vestiti con un semplice  pigiama o addirittura mentre si sta cucinando. Il casino online è il  futuro, ma è anche il presente. Basti pensare che tutti i giorni,  milioni di persone, giocano online e ancora di più sono quelli che lo  faranno.</p>
<p style="text-align: justify">In base  ad un'esperienza decennale come giocatore di casino, sò molto bene  quali sono le caratteristiche che fanno di un casino online il migliore e  lo differenziano dagli altri. I criteri principali da consigliare sono:  software Playtech, piattaforme utilizzate, qualità dei giochi, servizio  clienti e rispetto del giocatore, affidabilità e sicurezza nei  pagamenti. Per potere mantenere la nostra lista sempre aggiornata e  renderla imparziale e mutevole, noi stessi continuiamo a giocare per   riclassificare quotidianamente i casino recensiti ed aiutarti a fare la  scelta migliore e più responsabile. Oggi su internet i casino online   sono davvero tantissimi  e tutti offrono bonus di ingresso davvero  interessanti. Basta aprire il proprio <a href="http://casino-4all.it/la-lobby-in-una-poker-room-conto-gioco-e-bonus/" target="_self">conto gioco nel casino</a> e ti viene caricato il bonus  ma bisogna sapere scegliere i migliori  per potere giocare in totale sicurezza e garanzia.  Per farla breve;  giocare alle slot machine o alla roulette tramite i casino online, è  un’esperienza innovativa e sempre più emozionante. I giochi d’azzardo,  quelli legali AAMS naturalmente, sono una goduria indescrivibile, quasi  magica. Conosco una persona che una volta, attraverso i casino online,  ha vinto 20mila euro spendendone "solo" 50.</p>
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				<title>The Spot</title>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 22:21:06 +0000</pubDate>
				<dc:creator>eltiburon</dc:creator>
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                <description><![CDATA[questa è la mia prima piccola pubblicità:

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=XGQICuGfrSs[/youtube]]]></description>
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				<title>ASSETATO</title>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 21:23:17 +0000</pubDate>
				<dc:creator>fantomas</dc:creator>
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                <description><![CDATA[Eccomi qua ,

non da protagonista, come di solito sono abituato , ma bensi come BENEFATTORE !!! per chi Vincera' . Ma sicuro di aver fatto degli ottimi acquisti che daranno sicuramente il giusto lustro ad una societa di rilievo e di prestigio ! il comandante Pasquettino NON molla , ci siamo dati degli obiettivi chiari , NON ARRIVARE ULTIMI , FAR RESTARE CON NOI SOCIETA AMICHE , SIMPATICHE ED UN PO BURLONE ,,,, E MAGARI VINCERE IL PREMIO MESSO IN PALIO DAL NUOVO SPONSOR,,,,, ( Grazie Franco PATA ) ....

Riguardo i voti , vedo che piu o meno identificano le persone !!! BRAVI

Per finire saluto il Falchi che con stile ha fatto un mercato astuto , conoscendo che davanti a lui c'e' una societa' im......lle che invece di rinforzarsi visto la posizione , ne esce malconcia , astuto PUNTERA' AL 3° POSTO !

poi saluto il tristissimo Masso ,,,,,, dai vieni con me non te ne pentirai.

DOMANDA ...... Ma perche in una casa sulle colline di Bardolino e' abitudine ( quando arrivano gli amici ) spegnere le luci e non rispondere al campanello e neanche al telefono ???? ed allora SUONIAMO LE TROMBE !!!!  ,,,,,,,,  MALEDUCATO !!

UN SALUTO A TUTTI

FANTOMAS]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[Eccomi qua ,

non da protagonista, come di solito sono abituato , ma bensi come BENEFATTORE !!! per chi Vincera' . Ma sicuro di aver fatto degli ottimi acquisti che daranno sicuramente il giusto lustro ad una societa di rilievo e di prestigio ! il comandante Pasquettino NON molla , ci siamo dati degli obiettivi chiari , NON ARRIVARE ULTIMI , FAR RESTARE CON NOI SOCIETA AMICHE , SIMPATICHE ED UN PO BURLONE ,,,, E MAGARI VINCERE IL PREMIO MESSO IN PALIO DAL NUOVO SPONSOR,,,,, ( Grazie Franco PATA ) ....

Riguardo i voti , vedo che piu o meno identificano le persone !!! BRAVI

Per finire saluto il Falchi che con stile ha fatto un mercato astuto , conoscendo che davanti a lui c'e' una societa' im......lle che invece di rinforzarsi visto la posizione , ne esce malconcia , astuto PUNTERA' AL 3° POSTO !

poi saluto il tristissimo Masso ,,,,,, dai vieni con me non te ne pentirai.

DOMANDA ...... Ma perche in una casa sulle colline di Bardolino e' abitudine ( quando arrivano gli amici ) spegnere le luci e non rispondere al campanello e neanche al telefono ???? ed allora SUONIAMO LE TROMBE !!!!  ,,,,,,,,  MALEDUCATO !!

UN SALUTO A TUTTI

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				<title>Come scaricare video da youtube</title>
				<link>http://comescaricaremusicadayoutube.bloog.it/come-scaricare-video-da-youtube.html</link>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 21:15:29 +0000</pubDate>
				<dc:creator>comescaricaremusicadayoutube</dc:creator>
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                <description><![CDATA[Belly dance festival, come scaricare video da youtube, per non parlare di feste di danza del ventre, dare ampia opportunità di imparare il mestiere tutta heartedly e con dedizione in un arco di tempo specificato. La forma d'arte di questa danza ha ispirato numerosi amatori di perseguire seriamente le forme più avanzate di danza del ventre in tutti i metodi per <a href="http://www.come-scaricare-musica-da-youtube.com/come-scaricare-video-da-youtube/">Come scaricare video da youtube</a> divertente. La maggior parte dei passaggi della danza del ventre tribale sono movimenti circolari che sono isolati in una parte del corpo alla volta. Le gyrates ballerino e vibra a controllo intelligente dei muscoli per mantenere il ritmo andando sforzo. Come si arriva meglio a danza del ventre, la flessibilità è aumentata e trucchi per come scaricare musica da youtube che usano monete e spade sono popolari per dimostrare l'uso dei muscoli soprattutto nella pancia e fianchi.

Danza del ventre Tribal se americano Tribal Fusion o altro, interiorizza i ritmi e il deflusso delle emozioni. E 'incanalata in una danza improvvisata che ha la sua unicità e non può essere imparato a come <a href="http://www.come-scaricare-musica-da-youtube.com/">Scaricare Musica da Youtube</a> in modo bello. Ogni danzatore fa una personale esperienza con la musica e comunica con uno stile individuale. è più di una comunicazione con il pubblico su una base uno a uno e questo è ciò che si aggiunge alla sensualità semplicità e fluido della danza. E 'sbagliato pensare che la danza del ventre tribale è solo come scaricare musica da youtube, ma in realtà è una dimostrazione molto maturo che non sia timida e al tempo stesso è intrisa di una dignità rara.]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[Belly dance festival, come scaricare video da youtube, per non parlare di feste di danza del ventre, dare ampia opportunità di imparare il mestiere tutta heartedly e con dedizione in un arco di tempo specificato. La forma d'arte di questa danza ha ispirato numerosi amatori di perseguire seriamente le forme più avanzate di danza del ventre in tutti i metodi per <a href="http://www.come-scaricare-musica-da-youtube.com/come-scaricare-video-da-youtube/">Come scaricare video da youtube</a> divertente. La maggior parte dei passaggi della danza del ventre tribale sono movimenti circolari che sono isolati in una parte del corpo alla volta. Le gyrates ballerino e vibra a controllo intelligente dei muscoli per mantenere il ritmo andando sforzo. Come si arriva meglio a danza del ventre, la flessibilità è aumentata e trucchi per come scaricare musica da youtube che usano monete e spade sono popolari per dimostrare l'uso dei muscoli soprattutto nella pancia e fianchi.

Danza del ventre Tribal se americano Tribal Fusion o altro, interiorizza i ritmi e il deflusso delle emozioni. E 'incanalata in una danza improvvisata che ha la sua unicità e non può essere imparato a come <a href="http://www.come-scaricare-musica-da-youtube.com/">Scaricare Musica da Youtube</a> in modo bello. Ogni danzatore fa una personale esperienza con la musica e comunica con uno stile individuale. è più di una comunicazione con il pubblico su una base uno a uno e questo è ciò che si aggiunge alla sensualità semplicità e fluido della danza. E 'sbagliato pensare che la danza del ventre tribale è solo come scaricare musica da youtube, ma in realtà è una dimostrazione molto maturo che non sia timida e al tempo stesso è intrisa di una dignità rara.]]></content:encoded>
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				<title>Avere La cessione del quinto della busta paga</title>
				<link>http://internauta.bloog.it/avere-la-cessione-del-quinto-della-busta-paga.html</link>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 20:41:21 +0000</pubDate>
				<dc:creator>internauta</dc:creator>
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                <description><![CDATA[La <a href="http://www.eurorisparmi.com/banche/ottenere-prestito-facilmente-cessione-quinto.html">cessione del quinto</a> della mensilita' rappresenta una particolare tipologia di prestito che si caratterizza per il principio in cui e' pagato la spettanza. Le quote saranno cioe' pagate tramite l'addebito sulla busta paga. 

La cessione del quinto si dunque diversifica dagli ulteriori finanziamenti visto che in tale ipotesi e' l'ente dove il debitore lavora a pagare la aliquota all'istituto finanziario e a trattenere poi il denaro sulla mensilita'.
 
Per conseguire la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cessione_del_quinto_dello_stipendio">cessione del quinto della mensilita'</a> quindi si dimostra necessaria avere un lavoro da dipendente, infatti e' un metodo di prestito non richiedibile per gli imprenditori e per chi non ha un'occupazione.]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[La <a href="http://www.eurorisparmi.com/banche/ottenere-prestito-facilmente-cessione-quinto.html">cessione del quinto</a> della mensilita' rappresenta una particolare tipologia di prestito che si caratterizza per il principio in cui e' pagato la spettanza. Le quote saranno cioe' pagate tramite l'addebito sulla busta paga. 

La cessione del quinto si dunque diversifica dagli ulteriori finanziamenti visto che in tale ipotesi e' l'ente dove il debitore lavora a pagare la aliquota all'istituto finanziario e a trattenere poi il denaro sulla mensilita'.
 
Per conseguire la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cessione_del_quinto_dello_stipendio">cessione del quinto della mensilita'</a> quindi si dimostra necessaria avere un lavoro da dipendente, infatti e' un metodo di prestito non richiedibile per gli imprenditori e per chi non ha un'occupazione.]]></content:encoded>
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				<title>"PARTICOLARE"</title>
				<link>http://claudiopole.bloog.it/particolare.html</link>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 20:38:28 +0000</pubDate>
				<dc:creator>claudiopole</dc:creator>
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                <description><![CDATA["Mentre aspettavo che arrivasse il tram nel mio cervello continuava ad ancorare il solito pensiero su come , quando e perche',avrei detto al "nulla "di non pernsarci mai piu'!]]></description>
                <content:encoded><![CDATA["Mentre aspettavo che arrivasse il tram nel mio cervello continuava ad ancorare il solito pensiero su come , quando e perche',avrei detto al "nulla "di non pernsarci mai piu'!]]></content:encoded>
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				<title>Monte Calvario - Tappia 9 febbraio 2012</title>
				<link>http://ossola.bloog.it/monte-calvario-tappia-9-febbraio-2012.html</link>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 20:28:48 +0000</pubDate>
				<dc:creator>ossola</dc:creator>
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                <description><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://ossola.bloog.it/files/2012/02/Calvario-Tappia.jpg"><img class="size-full wp-image-80  aligncenter" title="Calvario - Tappia" src="http://ossola.bloog.it/files/2012/02/Calvario-Tappia.jpg" alt="" width="576" height="398" /></a></p>
<p style="text-align: left"></p>
<p style="text-align: left">Oggi finito di lavorare ho deciso di fare una passeggiata partendo dal Monte Calvario fino a Tappia e giù per Villadossola. Questa volta non sono andato con Nervitesi Manolo ma con il mio cane Pesaso, un Husky di 4 anni. Rispetto alle altre due uscite  meno impegnative e più corte, giusto per vedere come reagivano le ginocchia, hanno risposto bene. Il cane si è divertito tra i boschi e la neve ha fatto il "pazzo".</p>
<p style="text-align: left">Purtroppo il gps si è attivato un km dopo e si è spento un pò prima, comunque ho ricostruito il percorso a mano. Credo che la distanza totale sia poco più di 5 Km.</p>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://ossola.bloog.it/files/2012/02/Calvario-Tappia.jpg"><img class="size-full wp-image-80  aligncenter" title="Calvario - Tappia" src="http://ossola.bloog.it/files/2012/02/Calvario-Tappia.jpg" alt="" width="576" height="398" /></a></p>
<p style="text-align: left"></p>
<p style="text-align: left">Oggi finito di lavorare ho deciso di fare una passeggiata partendo dal Monte Calvario fino a Tappia e giù per Villadossola. Questa volta non sono andato con Nervitesi Manolo ma con il mio cane Pesaso, un Husky di 4 anni. Rispetto alle altre due uscite  meno impegnative e più corte, giusto per vedere come reagivano le ginocchia, hanno risposto bene. Il cane si è divertito tra i boschi e la neve ha fatto il "pazzo".</p>
<p style="text-align: left">Purtroppo il gps si è attivato un km dopo e si è spento un pò prima, comunque ho ricostruito il percorso a mano. Credo che la distanza totale sia poco più di 5 Km.</p>]]></content:encoded>
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						<item>
				<title>Il messaggio di Graziani: "Unire le energie migliori portatrici di speranza"  Tre giorni col vescovo San Mauro riscopre una comunità partecipe</title>
				<link>http://mariodemarco.bloog.it/il-messaggio-di-graziani-unire-le-energie-migliori-portatrici-di-speranza-tre-giorni-col-vescovo-san-mauro-riscopre-una-comunita-partecipe.html</link>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 20:26:25 +0000</pubDate>
				<dc:creator>mariodemarco</dc:creator>
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                <description><![CDATA[<strong>San Mauro riscopre una comunità partecipe</strong>

<strong>SAN MAURO MARCHESATO </strong>– Domenica 5 febbraio si è con conclusa con il pranzo comunitario nell’oratorio, la visita pastorale del vescovo Domenico Graziani. Tre giorni di grande festa per la comunità di San Mauro Marchesato, che ha stupito e incoraggiato anche chi non è abituato a frequentare assiduamente la Chiesa. E’ stata un’occasione per tante famiglie di vivere qualche giorno nella gioia e godere di un segno di attenzione e di accoglienza da parte del vescovo che non si è risparmiato a dialogare con tutti quelli che hanno sentito il bisogno di parlargli.
Un’esperienza che per San Mauro non sarà dimenticata , ma sarà, per quello che si è visto, occasione perché rinasca in ognuno la gioia e il coraggio di annunciare Cristo in famiglia. E’ giustamente soddisfatto don Giuseppe Noce; il suo paziente lavoro di questi otto anni ha dato buoni frutti.
L’accoglienza del Vescovo è avvenuta alle ore 17,30 di venerdì 3. Ad attenderlo alla porta della Matrice c’erano il parroco don Giuseppe e le suore figlie dell’Oratorio. L’arcivescovo ha raggiunto il presbiterio benedicendo i fedeli. A porgere il saluto di benvenuto a nome della comunità parrocchiale è stato Mario De Marco. Molto sentita e partecipata la liturgia della Parola che ne è seguita, durante la quale hanno rivolto il loro saluto con parole piene di gratitudine alla Chiesa di Dio, tutti i gruppi parrocchiali. In serata mons. Graziani ha avuto l’incontro con il consiglio Pastorale e il consiglio degli affari economici. A relazionare e a porre il saluto è stato Vittorio Frandina, mentre il vescovo, in un clima di vera fratellanza, si è soffermato sull’importanza della vita dei laici nella Chiesa.
Sabato mattina, il presule ha incontrato nel salone del Soccorso il gruppo Caritas e i Ministri straordinari dell’Eucarestia. Bello e molto apprezzato vedere, poi, il vescovo per le vie del paese, mentre andava a fare visita ad alcuni ammalati.
Nell’omelia di domenica ha poi rivolto a tutti gli ammalati il suo saluto. Poi ha spiegato che sono proprio gli ammalati quelli che autorizzano i preti e ogni cristiano a fare dei discorsi che mettono a dura prova la libertà della scienza. “Mi riferisco - ha detto il vescovo – alla teologia del dolore, soprattutto alla teologia sul dolore innocente”.
Nel pomeriggio il Santuario della Beata Vergine del Soccorso si è riempito dei ragazzi di San Mauro, tra i quali vi erano gli studenti della prima e della seconda media con le loro catechiste e il gruppo scout. Il vescovo ha rivolto delle domande ai ragazzi, i quali non hanno fatto attendere le loro risposte, tant’è che nell’omelia di domenica li ha così ricordati: “Avete dato un bel esempio di futuro. Se il presente è quello di ieri, il futuro, possiamo dire, che sarà bellissimo”.
Nel pomeriggio di sabato, monsignor Graziani, ha poi incontrato il gruppo post cresima, il gruppo giovanile, dalla 3ª media in poi, con le loro famiglie. Per tutti è stato un momento per ravvivare la loro fede cristiana. La giornata si è conclusa con la liturgia penitenziale, nel corso della quale, molti fedeli hanno ricevuto il sacramento della confessione direttamente dal vescovo.
Il momento clou della visita pastorale è stato quello della Santa Messa di domenica, celebrata dal vescovo, nella Chiesa Madre stracolma di fedeli, con il sindaco Levino Rajani, il vicesindaco Ignazio Mauro Spadafora e gli assessori Raffaele Poerio e Tonino Corigliano. A rendere onore alla presenza dell’arcivescovo di Crotone – Santa Severina, anche il maresciallo dei carabinieri di Santa Severina, Angelo Carculli, da cui San Mauro territorialmente dipende.
C’erano inoltre il comandante dei vigili urbani Carmine Donato e il dipendente Carmelo Ferrazzo. Alla fine della Santa Messa e prima della benedizione Rajani ha rivolto al vescovo il saluto della città e gli ha consegnato una targa ricordo. Il vescovo nella sua omelia ha spaziato anche nella vita sociale per concludere con le parole di Giovanni Paolo II “ Non abbiate paura”. Monsignor Graziani, con sentita convinzione, si è dichiarato lieto perché “ho trovato una comunità molto viva. Dobbiamo progredire, dobbiamo impegnarci molto per poter mettere insieme le migliori energie affinché si diventi responsabili di progetti di miglioramento delle condizioni della nostra società, portatori di speranza”. Un messaggio che ha fatto centro nei cuori dei presenti. In conclusione vi è stato il pranzo comunitario, organizzato dalle suore, figlie dell’Oratorio, Vincenza e Federica, con il coinvolgimento di numerose donne che hanno preparato il pranzo meglio di un lussuoso ristorante. Ma la cosa bella di queste volontarie è stata la composizione del gruppo: dal medico all’insegnante, dall’impiegata alla casalinga, alla commerciante, a riprova di come la visita Pastorale è “un segno del Signore”.
(m.o.d.m.)

Da IL CROTONESE di MARTEDI’ 7 FEBBRAIO pag. 20]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<strong>San Mauro riscopre una comunità partecipe</strong>

<strong>SAN MAURO MARCHESATO </strong>– Domenica 5 febbraio si è con conclusa con il pranzo comunitario nell’oratorio, la visita pastorale del vescovo Domenico Graziani. Tre giorni di grande festa per la comunità di San Mauro Marchesato, che ha stupito e incoraggiato anche chi non è abituato a frequentare assiduamente la Chiesa. E’ stata un’occasione per tante famiglie di vivere qualche giorno nella gioia e godere di un segno di attenzione e di accoglienza da parte del vescovo che non si è risparmiato a dialogare con tutti quelli che hanno sentito il bisogno di parlargli.
Un’esperienza che per San Mauro non sarà dimenticata , ma sarà, per quello che si è visto, occasione perché rinasca in ognuno la gioia e il coraggio di annunciare Cristo in famiglia. E’ giustamente soddisfatto don Giuseppe Noce; il suo paziente lavoro di questi otto anni ha dato buoni frutti.
L’accoglienza del Vescovo è avvenuta alle ore 17,30 di venerdì 3. Ad attenderlo alla porta della Matrice c’erano il parroco don Giuseppe e le suore figlie dell’Oratorio. L’arcivescovo ha raggiunto il presbiterio benedicendo i fedeli. A porgere il saluto di benvenuto a nome della comunità parrocchiale è stato Mario De Marco. Molto sentita e partecipata la liturgia della Parola che ne è seguita, durante la quale hanno rivolto il loro saluto con parole piene di gratitudine alla Chiesa di Dio, tutti i gruppi parrocchiali. In serata mons. Graziani ha avuto l’incontro con il consiglio Pastorale e il consiglio degli affari economici. A relazionare e a porre il saluto è stato Vittorio Frandina, mentre il vescovo, in un clima di vera fratellanza, si è soffermato sull’importanza della vita dei laici nella Chiesa.
Sabato mattina, il presule ha incontrato nel salone del Soccorso il gruppo Caritas e i Ministri straordinari dell’Eucarestia. Bello e molto apprezzato vedere, poi, il vescovo per le vie del paese, mentre andava a fare visita ad alcuni ammalati.
Nell’omelia di domenica ha poi rivolto a tutti gli ammalati il suo saluto. Poi ha spiegato che sono proprio gli ammalati quelli che autorizzano i preti e ogni cristiano a fare dei discorsi che mettono a dura prova la libertà della scienza. “Mi riferisco - ha detto il vescovo – alla teologia del dolore, soprattutto alla teologia sul dolore innocente”.
Nel pomeriggio il Santuario della Beata Vergine del Soccorso si è riempito dei ragazzi di San Mauro, tra i quali vi erano gli studenti della prima e della seconda media con le loro catechiste e il gruppo scout. Il vescovo ha rivolto delle domande ai ragazzi, i quali non hanno fatto attendere le loro risposte, tant’è che nell’omelia di domenica li ha così ricordati: “Avete dato un bel esempio di futuro. Se il presente è quello di ieri, il futuro, possiamo dire, che sarà bellissimo”.
Nel pomeriggio di sabato, monsignor Graziani, ha poi incontrato il gruppo post cresima, il gruppo giovanile, dalla 3ª media in poi, con le loro famiglie. Per tutti è stato un momento per ravvivare la loro fede cristiana. La giornata si è conclusa con la liturgia penitenziale, nel corso della quale, molti fedeli hanno ricevuto il sacramento della confessione direttamente dal vescovo.
Il momento clou della visita pastorale è stato quello della Santa Messa di domenica, celebrata dal vescovo, nella Chiesa Madre stracolma di fedeli, con il sindaco Levino Rajani, il vicesindaco Ignazio Mauro Spadafora e gli assessori Raffaele Poerio e Tonino Corigliano. A rendere onore alla presenza dell’arcivescovo di Crotone – Santa Severina, anche il maresciallo dei carabinieri di Santa Severina, Angelo Carculli, da cui San Mauro territorialmente dipende.
C’erano inoltre il comandante dei vigili urbani Carmine Donato e il dipendente Carmelo Ferrazzo. Alla fine della Santa Messa e prima della benedizione Rajani ha rivolto al vescovo il saluto della città e gli ha consegnato una targa ricordo. Il vescovo nella sua omelia ha spaziato anche nella vita sociale per concludere con le parole di Giovanni Paolo II “ Non abbiate paura”. Monsignor Graziani, con sentita convinzione, si è dichiarato lieto perché “ho trovato una comunità molto viva. Dobbiamo progredire, dobbiamo impegnarci molto per poter mettere insieme le migliori energie affinché si diventi responsabili di progetti di miglioramento delle condizioni della nostra società, portatori di speranza”. Un messaggio che ha fatto centro nei cuori dei presenti. In conclusione vi è stato il pranzo comunitario, organizzato dalle suore, figlie dell’Oratorio, Vincenza e Federica, con il coinvolgimento di numerose donne che hanno preparato il pranzo meglio di un lussuoso ristorante. Ma la cosa bella di queste volontarie è stata la composizione del gruppo: dal medico all’insegnante, dall’impiegata alla casalinga, alla commerciante, a riprova di come la visita Pastorale è “un segno del Signore”.
(m.o.d.m.)

Da IL CROTONESE di MARTEDI’ 7 FEBBRAIO pag. 20]]></content:encoded>
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				<title>Pad Thai(Piatto thailandese)</title>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 20:12:07 +0000</pubDate>
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                <description><![CDATA[<a href="http://rossomela.bloog.it/files/2012/02/IMG_1511.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-23" title="Pad Thai" src="http://rossomela.bloog.it/files/2012/02/IMG_1511-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>
<h2>INGREDIENTI:</h2>
-1 pacchetto di spaghetti di riso o pasta thailandese

-6 o 7 gamberi

-arachidi tostati q.b.

-1 uovo

-1 pacchetto di tofu naturale

-aglio

-un cipollotto

-olio

-germogli di soia

-salsa di soia
<h3>PREPARAZIONE:</h3>
1- Inizialmente tagliare il tofu a quadretti non troppo spessi... poi far cuocere gli spaghetti;

2- mettere sul fuoco una pentola antiaderente con un filo d'occhio, nel frattempo fate bollire in un pentolino i gamberi;

3- fare il soffritto di aglio e cipollotto,il tutto tritato finemente senza farlo bruciare;

4- mettere il tofu e farlo soffriggere affinchè prenda il colore marroncino ;

5-Scolare gli spaghetti e metterli nella pentola antiaderente insieme al tofu e a una manciata di germogli di soia e ai gamberi precedentemente fatti bollire e sgusciati;

6-in un pentolino far cuocere un uovo strapazzato e poi aggiungerlo con gli altri ingredienti;

7-concludere tritando una manciata di arachidi,versare la pasta con tutti gli ingredienti in un piatto ,spolverare gli arachidi tritati sugli spaghetti  e serviteli.
<h3>VI GARANTISCO CHE DOPO QUESTO PIATTO SARETE BELLI PIENI E SODDISFATTI, INOLTRE A VOSTRO PIACIMENTO POTETE AGGIUNGERE LA SALSA DI SOIA.</h3>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<a href="http://rossomela.bloog.it/files/2012/02/IMG_1511.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-23" title="Pad Thai" src="http://rossomela.bloog.it/files/2012/02/IMG_1511-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>
<h2>INGREDIENTI:</h2>
-1 pacchetto di spaghetti di riso o pasta thailandese

-6 o 7 gamberi

-arachidi tostati q.b.

-1 uovo

-1 pacchetto di tofu naturale

-aglio

-un cipollotto

-olio

-germogli di soia

-salsa di soia
<h3>PREPARAZIONE:</h3>
1- Inizialmente tagliare il tofu a quadretti non troppo spessi... poi far cuocere gli spaghetti;

2- mettere sul fuoco una pentola antiaderente con un filo d'occhio, nel frattempo fate bollire in un pentolino i gamberi;

3- fare il soffritto di aglio e cipollotto,il tutto tritato finemente senza farlo bruciare;

4- mettere il tofu e farlo soffriggere affinchè prenda il colore marroncino ;

5-Scolare gli spaghetti e metterli nella pentola antiaderente insieme al tofu e a una manciata di germogli di soia e ai gamberi precedentemente fatti bollire e sgusciati;

6-in un pentolino far cuocere un uovo strapazzato e poi aggiungerlo con gli altri ingredienti;

7-concludere tritando una manciata di arachidi,versare la pasta con tutti gli ingredienti in un piatto ,spolverare gli arachidi tritati sugli spaghetti  e serviteli.
<h3>VI GARANTISCO CHE DOPO QUESTO PIATTO SARETE BELLI PIENI E SODDISFATTI, INOLTRE A VOSTRO PIACIMENTO POTETE AGGIUNGERE LA SALSA DI SOIA.</h3>]]></content:encoded>
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				<title>tutti i protagonisti della Biennale Habitat 2010</title>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 20:02:36 +0000</pubDate>
				<dc:creator>habitatlab</dc:creator>
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                <description><![CDATA[<strong><a href="http://habitatlab.bloog.it/files/2012/02/titolo-3e32-Ø-cm.-901.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-29" title="titolo 3e32-Ø cm. 90" src="http://habitatlab.bloog.it/files/2012/02/titolo-3e32-Ø-cm.-901-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

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<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong>Biennale Habitat 2010</strong>

Manifesto collettivo 

<strong>tutti i protagonisti della Biennale Habitat 2010</strong>

Alice - Omar Algenii - Alessandra Angelucci - Maurizio Anselmi

Ginevra Basile - Daniele Becci - Giuseppe Berghella - Alessandro Biondo - Roberto Bonu

Marcello Borrone - Luciano Brandimarte -  Giordano Bruno – Edgardo Bucciarelli

Alessandro Cacchione - Verino Caldarelli - Cristina Campi - Nicola Campitelli - Domenico Cappuccilli Walter Catini - Vincenzo Caporale - Federica Carpineta - Giorgio Celenza - Gianni Chiodi - Annalisa Cialini – Maria Gabriella Ciaffarini - Aurelio Cilli - Alessandro Cipressi - Alberto Clementi - Goffredo Civitarese – Romano Cocco - Maria Adele Colicchio - Antonio Collalti -  Armida Collalti - Domenico Collalti - Elena Costa - Mario Costantini - Alfredo Cremonese - Ugo Crescenzi - Complesso strumentale della Scuola Media “Pugliesi” Ortona - Conservatorio "L. D'Annunzio"

Coro femminile “Cappella Ars Musicalis” -  Coro “Emozioni antiche” - Stefano Cutilli

Lucia D’Alessandro - Filippo Del Guzzo - Marisa Del Signore – Angela De Lauretis - Licio Di Biase - Antonio Di Chiacchio - Fabio Di Cocco - Giuseppe Di Croce - Antonella Di Emidio - Armando Di Luca - Paolo Di Lullo

Giovanni Di Nunzio - Davide Di Cioccio - Enrico Di Giuseppantonio - Silvio Di Lorenzo - Alessandro Di Loreto - Rosalinda Di Marco  - Angelo De Nicola - Sara Di Giampietro - Beniamino Di Rico

Tino Di Sipio - Daniele Di Tonno - Manuel Dominioni - Walter D'Arcangelo - Piero D’Egidio

 Mario D’Urbano - Luca Dragani

Ensemble strumentale-vocale di musica antica “Il Migliarino” - Ensemble “Fairy Consort”

Antonino Fabbrocino - Smeralda Fagnani - Nicola Farina - Umberto Febo – Domenico Felicione -Tino Ferretti - Anna Maria Ferrone  - Nicola Francescucci - Berardo Fiorilli - Giuseppe Fioritoni

Graziano Gabriele - Giancarlo Galan - Lorenzo Grottola - Giordano Bruno Guerri

Antonio Iacuone – Fabio Incatasciato - Cristina Ingarao - Bianca Lucia Iorio –  ISIA Roma Design: Tommaso Salvatori - Lorena Luzzi - Chiara Longo - Marco Ripiccini

Elio Lattanzio - Gianni Letta - Jessica Liberatore - Domenico Longhi - Nicola Lorito - Cinzia Lo Russo

Maria Bernadette Lo Russo  - Francesca Lupone 

Giorgio Mancini - Mario Mancini - Nicola Marvulli - Luca Matani - Luigi Albore Mascia - Gaspare Masciarelli - Remo Massacesi - Paolo Mastri - Leonardo Mastropasqua - Walter Mazzitti - Mario Mazzocca - Giuliano Mazzoccante Valerio Mele - Melos Clarinet Ensemble<strong>  - </strong>Alessio Misuri - Agostino Monteferrante - Luciano Monticelli - Arabella Morelli - Giandonato Morra -  Andrea Morricone - Cristina Mosca 

Andrea Oliva - Stefano Olivi  - Angelo Orsini - Orchestra della Scuola Media “Mazzini” L’Aquila

Carlo Pace - Nazario Pagano - Tommaso Pagliani - Giuseppe Pallottini - Pietro Palma - Mario Palmerio - Marco Papa - Mauro Pappagallo  -  Giustino Parisse - Franco Parone - Cristina Parone - Enrico Perigozzo –  Elena Petruzzi - Leonardo Pierdomenico - Simone Pirri

Fabrizio Rapposelli - Matteo Renzi - Francesco Rigon - Giorgio Rigon - Lorenzo Ronca - Remo Ruffini

Massimo Salcito  - Antonio Sebastiani - Dom Serafini - Sara Sidonio - Antonio Sorgi

Mons. Angelo Spina - Daniela Stomei - Scuola Elementare 1° Circolo, Pescara 

Silvio Tarantelli - Massimo Taschini - Guerino Testa - Luigi Tiberio - Matilde Tommassini  - Fabrizio Tontodonati - Antonella Torelli - Alessandro Tornincasa  - Enrico Trubiano - Donato Tulliani

Claudio Ucci - Enzo Vaccarella -  Gianni Zaccardelli - Andrea Zappone

ENTI<strong> </strong>

<strong>Regione Abruzzo</strong><strong> </strong>

<strong>Presidenza del Consiglio Regionale</strong><strong> </strong>

<strong>Comune di Atri </strong><strong> </strong><strong> </strong>

<strong>Comune di Anversa degli Abruzzi</strong><strong> </strong>

<strong>Comune di Pescara</strong><strong> </strong>

<strong>Comune di Pineto  </strong><strong> </strong>

<strong>Comune di San Giovanni Teatino</strong>

<strong>Provincia di Chieti</strong>

<strong>Provincia di Pescara</strong>

<strong>Provincia dell’Aquila</strong>

<strong>Provincia di Teramo</strong>

<strong>Camera di Commercio Industria Artigianato Pescara</strong>

<strong>Ordine degli Architetti Conservatori Paesaggisti Pianificatori Prov. Pescara</strong>

<strong>Porto Turistico di Pescara</strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

Artisti a Villa Basile
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="247" valign="top"> </td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Aurora Manfredi</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Cinzia Lo Russo</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Amedeo Lanci</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Antonio Spagnuolo</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Stefano Benedetti</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Giuseppe Capaccioli</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Paolo Bocco</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Gudrun Burgstaller</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Laura Grassi</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Santo Paolo Guccione</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Anna Garibotti</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Luisa Bergamini</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Annamaria Buonamici</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Anna Grossi</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Giovanni Colazzo</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Alessandra Colazzo</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Lorenzo Perrone</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Nino Spallone</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Alessandro Biondo</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Arabella Morelli</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Lorena Peris</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Marco Lacomba</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Alfredo Futuro</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Alice</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Vittorio Verderosa</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Elisabetta Rogai</td>
</tr>
</tbody>
</table>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<strong><a href="http://habitatlab.bloog.it/files/2012/02/titolo-3e32-Ø-cm.-901.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-29" title="titolo 3e32-Ø cm. 90" src="http://habitatlab.bloog.it/files/2012/02/titolo-3e32-Ø-cm.-901-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong>Biennale Habitat 2010</strong>

Manifesto collettivo 

<strong>tutti i protagonisti della Biennale Habitat 2010</strong>

Alice - Omar Algenii - Alessandra Angelucci - Maurizio Anselmi

Ginevra Basile - Daniele Becci - Giuseppe Berghella - Alessandro Biondo - Roberto Bonu

Marcello Borrone - Luciano Brandimarte -  Giordano Bruno – Edgardo Bucciarelli

Alessandro Cacchione - Verino Caldarelli - Cristina Campi - Nicola Campitelli - Domenico Cappuccilli Walter Catini - Vincenzo Caporale - Federica Carpineta - Giorgio Celenza - Gianni Chiodi - Annalisa Cialini – Maria Gabriella Ciaffarini - Aurelio Cilli - Alessandro Cipressi - Alberto Clementi - Goffredo Civitarese – Romano Cocco - Maria Adele Colicchio - Antonio Collalti -  Armida Collalti - Domenico Collalti - Elena Costa - Mario Costantini - Alfredo Cremonese - Ugo Crescenzi - Complesso strumentale della Scuola Media “Pugliesi” Ortona - Conservatorio "L. D'Annunzio"

Coro femminile “Cappella Ars Musicalis” -  Coro “Emozioni antiche” - Stefano Cutilli

Lucia D’Alessandro - Filippo Del Guzzo - Marisa Del Signore – Angela De Lauretis - Licio Di Biase - Antonio Di Chiacchio - Fabio Di Cocco - Giuseppe Di Croce - Antonella Di Emidio - Armando Di Luca - Paolo Di Lullo

Giovanni Di Nunzio - Davide Di Cioccio - Enrico Di Giuseppantonio - Silvio Di Lorenzo - Alessandro Di Loreto - Rosalinda Di Marco  - Angelo De Nicola - Sara Di Giampietro - Beniamino Di Rico

Tino Di Sipio - Daniele Di Tonno - Manuel Dominioni - Walter D'Arcangelo - Piero D’Egidio

 Mario D’Urbano - Luca Dragani

Ensemble strumentale-vocale di musica antica “Il Migliarino” - Ensemble “Fairy Consort”

Antonino Fabbrocino - Smeralda Fagnani - Nicola Farina - Umberto Febo – Domenico Felicione -Tino Ferretti - Anna Maria Ferrone  - Nicola Francescucci - Berardo Fiorilli - Giuseppe Fioritoni

Graziano Gabriele - Giancarlo Galan - Lorenzo Grottola - Giordano Bruno Guerri

Antonio Iacuone – Fabio Incatasciato - Cristina Ingarao - Bianca Lucia Iorio –  ISIA Roma Design: Tommaso Salvatori - Lorena Luzzi - Chiara Longo - Marco Ripiccini

Elio Lattanzio - Gianni Letta - Jessica Liberatore - Domenico Longhi - Nicola Lorito - Cinzia Lo Russo

Maria Bernadette Lo Russo  - Francesca Lupone 

Giorgio Mancini - Mario Mancini - Nicola Marvulli - Luca Matani - Luigi Albore Mascia - Gaspare Masciarelli - Remo Massacesi - Paolo Mastri - Leonardo Mastropasqua - Walter Mazzitti - Mario Mazzocca - Giuliano Mazzoccante Valerio Mele - Melos Clarinet Ensemble<strong>  - </strong>Alessio Misuri - Agostino Monteferrante - Luciano Monticelli - Arabella Morelli - Giandonato Morra -  Andrea Morricone - Cristina Mosca 

Andrea Oliva - Stefano Olivi  - Angelo Orsini - Orchestra della Scuola Media “Mazzini” L’Aquila

Carlo Pace - Nazario Pagano - Tommaso Pagliani - Giuseppe Pallottini - Pietro Palma - Mario Palmerio - Marco Papa - Mauro Pappagallo  -  Giustino Parisse - Franco Parone - Cristina Parone - Enrico Perigozzo –  Elena Petruzzi - Leonardo Pierdomenico - Simone Pirri

Fabrizio Rapposelli - Matteo Renzi - Francesco Rigon - Giorgio Rigon - Lorenzo Ronca - Remo Ruffini

Massimo Salcito  - Antonio Sebastiani - Dom Serafini - Sara Sidonio - Antonio Sorgi

Mons. Angelo Spina - Daniela Stomei - Scuola Elementare 1° Circolo, Pescara 

Silvio Tarantelli - Massimo Taschini - Guerino Testa - Luigi Tiberio - Matilde Tommassini  - Fabrizio Tontodonati - Antonella Torelli - Alessandro Tornincasa  - Enrico Trubiano - Donato Tulliani

Claudio Ucci - Enzo Vaccarella -  Gianni Zaccardelli - Andrea Zappone

ENTI<strong> </strong>

<strong>Regione Abruzzo</strong><strong> </strong>

<strong>Presidenza del Consiglio Regionale</strong><strong> </strong>

<strong>Comune di Atri </strong><strong> </strong><strong> </strong>

<strong>Comune di Anversa degli Abruzzi</strong><strong> </strong>

<strong>Comune di Pescara</strong><strong> </strong>

<strong>Comune di Pineto  </strong><strong> </strong>

<strong>Comune di San Giovanni Teatino</strong>

<strong>Provincia di Chieti</strong>

<strong>Provincia di Pescara</strong>

<strong>Provincia dell’Aquila</strong>

<strong>Provincia di Teramo</strong>

<strong>Camera di Commercio Industria Artigianato Pescara</strong>

<strong>Ordine degli Architetti Conservatori Paesaggisti Pianificatori Prov. Pescara</strong>

<strong>Porto Turistico di Pescara</strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

Artisti a Villa Basile
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="247" valign="top"> </td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Aurora Manfredi</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Cinzia Lo Russo</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Amedeo Lanci</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Antonio Spagnuolo</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Stefano Benedetti</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Giuseppe Capaccioli</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Paolo Bocco</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Gudrun Burgstaller</td>
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<tr>
<td width="247" valign="top">Laura Grassi</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Santo Paolo Guccione</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Anna Garibotti</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Luisa Bergamini</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Annamaria Buonamici</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Anna Grossi</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Giovanni Colazzo</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Alessandra Colazzo</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Lorenzo Perrone</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Nino Spallone</td>
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<tr>
<td width="247" valign="top">Alessandro Biondo</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Arabella Morelli</td>
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<tr>
<td width="247" valign="top">Marco Lacomba</td>
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<tr>
<td width="247" valign="top">Alfredo Futuro</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Alice</td>
</tr>
<tr>
<td width="247" valign="top">Vittorio Verderosa</td>
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<td width="247" valign="top">Elisabetta Rogai</td>
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						<item>
				<title>Il Calendario</title>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 20:00:52 +0000</pubDate>
				<dc:creator>mariopecoraro</dc:creator>
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                <description><![CDATA[<a href="http://mariopecoraro.bloog.it/files/2012/02/untitled-Copia.png"><img title="Calendario ASD" width="193" src="http://mariopecoraro.bloog.it/files/2012/02/untitled-Copia-193x300.png" class="aligncenter size-medium wp-image-94" alt="" height="300" /></a>Il Calendario "personalizzato" creato da Andrea Grasso...."SEMU TROPPU AVANTI"]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<a href="http://mariopecoraro.bloog.it/files/2012/02/untitled-Copia.png"><img title="Calendario ASD" width="193" src="http://mariopecoraro.bloog.it/files/2012/02/untitled-Copia-193x300.png" class="aligncenter size-medium wp-image-94" alt="" height="300" /></a>Il Calendario "personalizzato" creato da Andrea Grasso...."SEMU TROPPU AVANTI"]]></content:encoded>
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				<title>Biennale Habitat 2010</title>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 19:43:12 +0000</pubDate>
				<dc:creator>habitatlab</dc:creator>
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                <description><![CDATA[<strong><a href="http://habitatlab.bloog.it/files/2012/02/visual.jpg"><img class="size-medium wp-image-22  alignleft" title="Layout 1" src="http://habitatlab.bloog.it/files/2012/02/visual-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a></strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong>Biennale Habitat 2010
</strong>Relazione illustrativa

ELEMENTI ESSENZIALI DI  INQUADRAMENTO E VALUTAZIONE DELL’EVENTO
a cura del Comitato di Direzione di HabitatLAB Onlus e del Comitato di promozione della Biennale Habitat

       <strong>L’associazione  non Profit  HabitatLab Onlus ha promosso,  organizzato  e condotto a termine con successo a Pescara dal  9 ottobre  al 19 dicembre  2010  la prima  edizione  della  Biennale Habitat.</strong>

       Per due mesi  ha avuto luogo un programma denso,  vario, articolato in Forum, Simposi, Mostre, Concerti, Esposizioni con molte iniziative  e  momenti di  confronto aperto, di esibizioni artistiche,  manifestazioni assolutamente libere, di  particolare rilievo e significato,  in gran parte   autogestiti seppur legati  tra di loro da  più fili conduttori, da una impostazione metodologica “di sistema”, da una trama, una tessitura intenzionalmente  “olistica” .
       <strong>Un Evento  assolutamente inedito</strong>  senza eguali nel panorama italiano che ha messo in connessione  elementi a prima vista estranei gli uni agli altri, parti e realtà  nevralgiche dell’Abruzzo, una  rete formata da  borghi, alberghi diffusi,  progetti di architetture,  modelli  di urbanistica, programmi  energetici,  forme di mobilità, trasporti, tratturi, ecovie,  design e comunicazione, organizzazione del verde e del paesaggio,  programmi e progetti enogastronomici, turistici, portuali,  situazioni e stati di fatto  inerenti terremoto, tutela del mare, valorizzazione delle aree protette e della costa, ricerca scientifica, medicina, astrofisica, ecologia, biologia marina,  salubrità alimentare, piani e progetti di sviluppo di area vasta, progetti  innovativi di integrazione energetica, mappe dei titoli minerari,  progetti di designer in particolare per disabili, performance musicali, saggi, lezioni magistrali, concerti , balletti, mostre di pittura, d’arte, di architettura,  di ingegneria, tecnologiche,  mostre fotografiche, scritti storici, letterari,  di costume, aste di beneficienza.
      <strong> Una novità per metodo e contenuti</strong>   che ha attraversato  e annodato esperienze,  elaborazioni, approfondimenti,  piattaforme tecniche , progetti, rappresentazioni, rassegne, esibizioni artistiche,  dibattiti   documentati su temi  reali,  dentro una visione ed  un quadro  di  conoscenza diretta attestata , di  salvaguardia e valorizzazione  delle migliori,  diverse  e più autentiche  espressioni  (esemplarità)  del territorio  e dell’ambiente del “sistema Abruzzo”.
       <strong>Hanno trovato spazio nella Biennale  “esemplarità”  territoriali, storico-culturali ed   “eccellenze”  scientifiche, artistiche,  formative, imprenditoriali,  professionali, anche   poco note,  di cui l’Abruzzo dispone in notevole misura, necessariamente  scelte a campione,  in una sorta di anteprima,  nell’ambito delle principali  “aree  emblematiche”  della regione:    l’area  aquilana  del terremoto  del “Cratere”, la Costa teatina, l’Area metropolitana  Pescara - Chieti,   le aree protette dei Parchi e delle riserve naturali.
</strong>

       Dalla originalità dell’impostazione , dall’impegno  e dalla volontà  del gruppo   di  professionisti, studenti,  operatori  delle quattro provincie abruzzesi che l’ hanno  promossa,  dagli exploit   registrati  nei   due mesi  di programmazione (ottobre-dicembre)   la  Biennale 2010 ha    tratto  motivi, linfa e  vigore   per  poter diventare  in breve tempo    una  importante   “macchina”  culturale e organizzativa, un “deposito archivio interattivo”   un centro di raccolta e di animazione di idee e progetti .      
        La forza della Biennale Habitat  è nella forza  di  idee ed esperienze positive,   di apparati concettuali  ed operativi innovativi, nella volontà di  una coscienza collettiva  intenzionata  a fare da contrappunto  ad un Abruzzo  in ombra,  defilato, depresso, sfiduciato,   fatalmente  debilitato dal terremoto,  dall’immanenza  ormai lunga di   disastri  pubblici,  giudiziari, morali ,  finanziari,  ambientali (sanità, acqua, rifiuti), dagli effetti e dalle  incognite preoccupanti della crisi italiana e internazionale.
      La forza della Biennale  è  nell’ interesse partecipe, nella presenza attiva , convinta  di enti, istituzioni, aziende, associazioni, artisti, musicisti,  scienziati,  personalità religiose, liberi professionisti, medici,  docenti, imprenditori,  pubblici amministratori, esperti, cittadini, giovani, volontari,  quali promotori, interlocutori, referenti e testimonial.
La Biennale  ne annovera già un numero consistente, di assoluto livello.
      <strong>Ha potuto registrarne  la  volontà, il dovere da parte loro di    impegnarsi  in  una “opera d’arte collettiva” ,   per  rianimare l’Abruzzo  ,  per  farne,  con la dovuta ambizione e nei limiti propri di ogni specificità,  modello  di un Progetto Paese per l’Italia del XXI secolo. </strong>

 La posta e le difficoltà della scommessa della Biennale sono alte.
      Si considerino solamente gli  handicap e  le  condizioni  particolarmente difficili di  una regione, relativamente piccola, grande quanto una città mitteleuropea, di appena un milione e trecentomila abitanti, disseminati sul territorio,  una regione  “colpita nel cuore” dal terremoto,  politicamente debole,  da tempo  in affanno, priva di  bussole, disorientata,  esposta a  minacce  continue    di sfruttamento petrolifero, di infiltrazioni  affaristiche, di  incursioni di stampo mafioso,  di dissesti ambientali ed economici.
       La Biennale Habitat  per sua natura  si rivela  un interessante banco di prova, un terreno di  scoperta  di giovani talenti  di età  e di idee a cominciare dai suoi  stessi autori.
L’architetto  designer  <strong>Annika Patregnani</strong>   presidente  e principale artefice  della  edizione 2010   ne costituisce   un  esempio  straordinario   per professionalità, creatività, capacità manageriali sorrette  da un  amore esplicito manifesto,  ancestrale  per “ questa nostra terra meravigliosa, ‘insospettabile’,  a volte sommersa e misteriosa, ma sempre fantastica, l’Abruzzo”.
      Un impegno eccezionale il suo  che ha contribuito in modo determinante  a realizzare un evento che sta  suscitando  interesse in Abruzzo e fuori, anche oltreoceano  e che va raccogliendo
<em><strong>“ vitalissimi   fermenti del nostro tempo, riflessioni profonde che nascono sempre in periodi di crisi, di rivolgimenti strutturali , in situazioni contorte  e paradossali, che impongono  urgenti e responsabili prese di coscienza da parte di tutti”</strong></em>  per rimarcare alcune sue dichiarazioni.

CONFIGURAZIONE  DEL PROGRAMMA

       Inaugurata il 9 ottobre con la  Conferenza stampa  tenuta all’Aurum insieme al Presidente del Consiglio Regionale, ai Presidenti delle Province di Chieti  e di Pescara, ai sindaci di  Pescara, San Giovanni Teatino,  Atri e Pineto, la Biennale Habitat si è snodata  fino al 19 dicembre  per concludersi all’Auditorium De Cecco con l’asta di beneficenza in favore dell’AIL di quadri di pittori contemporanei toscani e abruzzesi e con il Concerto dell’orchestra sinfonica  “Abruzzo fa spettacolo”, una associazione di formazione musicale di qualità dotata anche  di un giovanissimo corpo di ballo che ha riscosso prolungati applausi da un pubblico di  ottocento spettatori in una delle serate artistiche organizzate  nel Padiglione del Porto turistico di Pescara.
       <strong>La Biennale 2010 è stata dunque un susseguirsi di mostre, forum, simposi, concerti, manifestazioni artistiche e culturali, a cui hanno assistito oltre duemila persone e che sono stati animati da  più di 200  protagonisti  con  esibizioni e testimonianze  dirette da  Pescara e da Sulmona,  dall’ Aurum, dal Padiglione del Porto turistico, da Villa Basile,  dall’Auditorium De Cecco, dall’Auditorium della Curia Vescovile di Sulmona e Valva. </strong>

<strong>
</strong>       Una grande rassegna “ragionata” dei problemi, dei contesti,  delle  criticità,  delle esemplarità ed eccellenze dell’Abruzzo di oggi in campi diversi, della memoria storica ampliata considerevolmente   negli  orizzonti  e  nella  conoscenza.

      Hanno dato testimonianza di luoghi e centri strategici, nevralgici  da cui  far partire  o completare progetti, piani e programmi  innovativi  e di  sviluppo :  <strong>i 13 ettari delle aree di risulta della stazione ferroviaria di Pescara centrale</strong>,  <strong>la costa dei trabocchi del chietino</strong>, <strong>la Badia celestiniana di Sulmona</strong>,<strong> il distretto del Benessere di Caramanico Terme,   i borghi di Anversa degli Abruzzi e di Castrovalva,  le “centralità urbane”  in fase di avanzata definizione di San Giovanni Teatino, le località esemplari di Pineto ed Atri, il progetto del nuovo porto canale di Pescara, l’ex zuccherificio  Celdit di Chieti Scalo prototipo di innovazione e integrazione energetica di rango internazionale studiato e progettato dall’ing. Remo Massacesi per l’impresa Toto, il complesso EKK di Città S. Angelo ricavato dalla trasformazione della Cantina Sant’Angelo in un Resort di alto livello</strong>, in una vetrina  di prodotti tipici e della cucina abruzzese di eccellenza allestita da promoter dell’Abruzzo enogastronomico e dell’accoglienza quali Claudio Ucci e Tino Di Sipio, una expo’ permanente di arte dei giardini e di progettazione del verde,  nell’insieme voluti dall’imprenditore Umberto Febo  e  progettati dallo studio associato dell’arch. Mario D’Urbano.
<strong>La Costa teatina</strong> ha rappresentato il fiore all’occhiello della Provincia di Chieti, del Presidente Enrico Di Giuseppantonio come raffigurata nel progetto speciale territoriale di sviluppo sostenibile    -    illustrato il 12 novembre 2010 alla presenza di numerosi sindaci, amministratori locali, tecnici ed imprenditori    - progetto   su cui sta lavorando da tempo lo staff tecnico sotto la  guida di Antonio Di Chiacchio, Alessandro Cipressi, Marcello Borrone.
Significativo il contributo dell’ ing. Alessandro Di Loreto capo Dipartimento per lo sviluppo delle economie del Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri  che ha delineato precise  strategie di intervento.
Altrettanto rilevante  la giornata dedicata a <strong>San Giovanni Teatino  “Fulcro del sistema metropolitano Pescara - Chieti”,</strong>  caratterizzata dalle impostazioni di sistema  illustrate dal Sindaco Verino Caldarelli e  dall’assessore regionale Giandonato Morra  soprattutto in ordine alle problematiche dei trasporti , alle prospettive e  alle  soluzioni programmate per l’aeroporto, per la mobilità veicolare con il raddoppio dell’asse attrezzato, alla riqualificazione ambientale ed architettonica del centro città incentrata sulla chiesa progettata da Mario Botta, al modello di servizi offerti  e di amministrazione finanziaria di Comuni ed Enti locali.
Di diverso tenore  l’apporto  dato alla Biennale da  Licio di Biase, presidente del Consiglio comunale di Pescara, autore di diverse pubblicazioni sulla storia della città.  Una <strong>Pescara Story</strong> che ha formato parte della Mostra sulle esemplarità d’Abruzzo e che è stata occasione, l’ennesima ma non meno interessante, che la Biennale ha voluto riprendere e riproporre attraverso uno studioso  particolarmente attento e preparato in grado di scandagliare “sogni inespressi e rughe cancellate”.
      <strong>   L’ esordio   nel parterre  della Biennale è stato  doverosamente riservato al Terremoto del 6 aprile 2009,  ai libri, agli scritti, ai pensieri , alle opere, alle musiche di  artisti e scrittori per l’Aquila,  alle sequenze fotografiche giganti a forte impatto emotivo  della Mostra  catalogo “Colpiti nel cuore”  della città  capoluogo in macerie  realizzata dall’Associazione il Pontile di Alba Adriatica.
</strong>        Al microfono Paolo Mastri, Elena Costa, Alice, Angelo De Nicola, con le rispettive Case editrici  One Group,  Costa, La Cassandra, Tracce, la rivista ABC, la mostra Chaos.

       Da ottobre a dicembre sono rimaste aperte  due Mostre rassegna  
1 -  Abruzzo <em>“Sintesi del Mondo”</em> per biodiversità, esemplarità,  progettualità, criticità dove hanno campeggiato località, ambienti, percorsi, tecnologie, piani, progetti, storia urbana;
2  -   Aree di risulta della stazione ferroviaria di Pescara, un diario  di iniziative, atti, progetti nel corso degli ultimi  30 anni,  diventata mostra permanente per segnalare l’importanza di  uno spazio da aprire ad un dibattito  approfondito in grado di dare senso o di neutralizzare   la formula “<em>da Vuoto a Luogo</em>”.
 
       Nella Biennale Habitat 2010  si sono avuti  27 giorni  dedicati a manifestazioni a sfondo artistico,  forum,  simposi  intensi quanto ad  esibizioni, illustrazioni, dialoghi , confronti  su realtà e problematiche  particolari frutto  di esperienze diverse, di  studi approfonditi, di  apporti, di indicazioni, soluzioni  elaborate, di progetti strategici, quali  tra gli altri -  di assoluto livello creativo e tecnologico  i <strong>progetti di Design dell’ ISIA di Roma</strong>, istituto di alta formazione diretto da <strong>Giordano Bruno</strong>,  una personalità  tra i protagonista più  significativi  della Biennale 2010  - o  quelli predisposti e presentati  dalla Camera di Commercio di Pescara,  essenziali al  rilancio culturale ed economico in chiave sostenibile dell’Abruzzo, nell’idea e nella visione di una Regione-Città di grandi potenzialità, se opportunamente indirizzata ed  inserita in contesti euromediterranei  e  posta in relazione organica con  ambienti internazionali, con gli abruzzesi  affermatisi nel mondo.
 
      I forum sull’infrastruttura geografica della Regione Abruzzo “chairman” ing. Domenico Longhi, mobilità alternativa, sentieri natura, green way, tratturi presentati da Berardo Fiorilli, Giovanni Di Nunzio, Armando Di Luca, Marcello Borrone, Agostino Monteferrante, Beniamino di Rico hanno fornito materiali e spunti di grande interesse sulla  pianificazione del territorio  basata su conoscenza, progettualità d’avanguardia e informazione tecnologica “interprete”.
       <strong>Il periodo dal 19 al 26 novembre concentrato al padiglione del Porto turistico è stato dedicato al MEDITERRANEAN WORLD per ricordare  che la civiltà del mondo occidentale è figlia del Mediterraneo .
</strong>       Un complesso di iniziative che hanno visto all’opera musicisti e talenti di ogni età – coordinati dal prof. Guillaume Boulay di cui si allega un articolo che ne descrive gli aspetti salienti - ricercatori, medici, designer, operatori economici, sindacalisti  relazionarsi con scuole e studenti di vario ordine e grado  che ne hanno punteggiato lo spirito.
         <strong>Di primissimo piano le giornate dedicate alla scienza e alla innovazione, alle problematiche relative al mondo della ricerca in Italia  che hanno registrato i contributi  di strutture di livello internazionale rappresentate  dalle loro massime intelligenze ed espressioni:
</strong>l’Istituto Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro presente con gli studiosi  più autorevoli ed interessanti in campo ambientale Tommaso Pagliani e Cristina Ingarao, l’Istituto Zooprofilattico di Teramo  molto apprezzato all’estero, diretto con successo dal prof. Vincenzo Caporale, il Centro di eccellenza in Oftalmologia dell’Università di Chieti e Pescara condotto dal prof. Leonardo Mastropasqua, i Dipartimenti di Ematologia e Trasfusione dell’Ospedale dello Spirito Santo di Pescara antesignani a livello europeo nelle terapie delle malattie del sangue e dei trapianti del midollo   punti di riferimento sanitario anche oltre i confini nazionali , affermatisi sotto la guida   del  prof.  Giuseppe  Fioritoni  e del prof. Antonio Iacone, l’Istituto di Astrofisica di valenza mondiale IcraNet di Pescara diretto ad altissimo livello  dallo scienziato Remo Ruffini, supportato da ricercatori dei quattro continenti e da Premi Nobel, l’Istituto di alta formazione al Design e alla Comunicazione ISIA di Roma presieduta dal prof. Giordano Bruno.
       In tale  contesto  ha assunto  particolare rilievo  ed importanza  <strong>la PETIZIONE ALL’UNESCO "ADRIATICO BENE DELL'UMANITÀ" promossa  dalla Biennale Habitat e illustrata a Pescara il 19 novembre 2010 al Porto Turistico  dall’avv. Lorenzo Ronca alla presenza del Sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, il quale utilizzando la sua posizione di vice presidente del "Forum Internazionale delle Città dello Jonio e dell'Adriatico"</strong> ha  immediatamente  preso l’impegno di  sostenerla  a partire  dall’assise di Brindisi  del 5  febbraio  2011.

      La Biennale Habitat si è conclusa con una settimana dedicata all’arte contemporanea a Villa Basile, dal 10 al 18 dicembre intitolata “Atolli dell’Anima”.

Di particolare rilievo la performance di poesia, musica e danza del gruppo Sinergie, un’opera d’arte totale dal titolo “Metafore” che ha aperto e inaugurato la mostra. Nella stessa sede del padiglione di Villa Basile si sono degustate delle “perle rare” d’Abruzzo, grazie alla partecipazione dell’ <strong>Associazione “Terre Alto Angolano”</strong> che, grazie all’attenta guida del dott. Giuseppe Berghella, riunisce e mette a sistema una serie selezionata di aziende vitivinicole, agricole e artigiane di altissima qualità, nel totale e pieno rispetto dei cicli vitali degli habitat rurali e del paesaggio. Ricordiamo, solo per citarne alcune, l’azienda Le Due Colline e l’azienda Pallottini entrambe situate nello splendido scenario del paesaggio di Città Sant’Angelo.
    <strong>Tutte le opere in esposizione alla Villa sono state battute all’asta dal dott. Antonio Pucarelli e il ricavato devoluto all’ AIL Pescara Onlus per la ricerca in campo ematologico.
</strong>

 “<em><strong>Un  grandissimo grazie  alla generosità e sensibilità  dei ventisette artisti  toscani e abruzzesi che hanno voluto  rinverdire un legame storico tra le due regioni, regalando una loro opera  d’arte mossi unicamente da sentimenti di solidarietà umana  altro indelebile tratto distintivo  di questa nostra straordinaria  ineguagliabile Italia”</strong></em>  ha dichiarato il Presidente Annika Patregnani la sera di chiusura della Biennale il 19 dicembre 2010.
      Brochure e  locandine  inerenti la Biennale 2010  forniscono il  quadro d’insieme  dei patrocini e dei coinvolgimenti, in sostanza delle  “implicazioni”, della  “poliedricità”  ed ampiezza del programma sviluppato negli “habitat esplorativi” ospitati all’Aurum,  negli “habitat mediterranei”  accolti al Porto turistico, negli “habitat artistici”  dislocati a Villa Basile e all’Auditorium De Cecco, negli “habitat  del pensiero ecologico”   ricevuti nell’Auditorium della Diocesi di Sulmona e Valva  in perfetto “ spirito celestiniano” particolarmente apprezzati da duecento e più studenti delle scuole superiori dell’area peligna.  
 Un evento a Sulmona di grande spessore culturale  esaltato dagli interventi di Monsignor Angelo Spina, ineguagliabile,  sulla “natura nella spiritualità di Pietro Celestino”, di Walter Mazzitti sulla vitale importanza delle  risorse ambientali e della cultura dell’acqua a livello planetario, decisivo  fattore di  pace per il Medio Oriente, di Giuseppe Di Croce sulla “genesi  ed evoluzione storica del Parco nazionale della Maiella, della legge istitutiva delle aree protette in Italia, dell’Abruzzo regione verde d’Europa”,  di Ugo Crescenzi  sul  “progetto di Università Internazionale della Pace”  quale formidabile strumento di  scambio e di promozione culturale, civile e scientifica  per l’Abruzzo e dall’Abruzzo  in presa diretta con  Paesi emergenti,  con  quelli più poveri ed arretrati, vicini e lontani, sulla base di  raccordi e  collaborazioni positive  da instaurare con le comunità e  con le intelligenze abruzzesi dislocate in  ogni dove del mondo.  
 
<strong>Un programma quello della Biennale Habitat 2010  che interpreta una  prima parte della  straordinaria ricchezza “ambientale” , culturale ed umana che  porta l’impronta dell’Abruzzo sul territorio regionale, in Italia e nel mondo, ossia di realtà degne di essere conosciute a fondo,  di essere monitorate e valorizzate come meritano nell’interesse generale.</strong>

       Un programma estensibile,  aperto ad ampliamenti, supplementi, approfondimenti in progress, i cui contenuti specifici potranno essere via via implementati,  letti in edizioni sempre più complete, “saccheggiati”  a piacimento  per amore del sapere assumendoli  dal Portale della Biennale, in corso di configurazione e di allestimento con tutto  il corredo derivante dal reperimento,  integrazione e riordino di  relazioni e materiali -  scritti, documenti sonori e videografici  -    presentati ed illustrati nei Forum, che dovranno formare oggetto   - secondo gli  auspici  -  di Pubblicazione-Catalogo a stampa della edizione 2010. Sponsor e dotazioni finanziarie permettendo.]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<strong><a href="http://habitatlab.bloog.it/files/2012/02/visual.jpg"><img class="size-medium wp-image-22  alignleft" title="Layout 1" src="http://habitatlab.bloog.it/files/2012/02/visual-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a></strong>

<strong> </strong>

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<strong> </strong>

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<strong> </strong>

<strong>Biennale Habitat 2010
</strong>Relazione illustrativa

ELEMENTI ESSENZIALI DI  INQUADRAMENTO E VALUTAZIONE DELL’EVENTO
a cura del Comitato di Direzione di HabitatLAB Onlus e del Comitato di promozione della Biennale Habitat

       <strong>L’associazione  non Profit  HabitatLab Onlus ha promosso,  organizzato  e condotto a termine con successo a Pescara dal  9 ottobre  al 19 dicembre  2010  la prima  edizione  della  Biennale Habitat.</strong>

       Per due mesi  ha avuto luogo un programma denso,  vario, articolato in Forum, Simposi, Mostre, Concerti, Esposizioni con molte iniziative  e  momenti di  confronto aperto, di esibizioni artistiche,  manifestazioni assolutamente libere, di  particolare rilievo e significato,  in gran parte   autogestiti seppur legati  tra di loro da  più fili conduttori, da una impostazione metodologica “di sistema”, da una trama, una tessitura intenzionalmente  “olistica” .
       <strong>Un Evento  assolutamente inedito</strong>  senza eguali nel panorama italiano che ha messo in connessione  elementi a prima vista estranei gli uni agli altri, parti e realtà  nevralgiche dell’Abruzzo, una  rete formata da  borghi, alberghi diffusi,  progetti di architetture,  modelli  di urbanistica, programmi  energetici,  forme di mobilità, trasporti, tratturi, ecovie,  design e comunicazione, organizzazione del verde e del paesaggio,  programmi e progetti enogastronomici, turistici, portuali,  situazioni e stati di fatto  inerenti terremoto, tutela del mare, valorizzazione delle aree protette e della costa, ricerca scientifica, medicina, astrofisica, ecologia, biologia marina,  salubrità alimentare, piani e progetti di sviluppo di area vasta, progetti  innovativi di integrazione energetica, mappe dei titoli minerari,  progetti di designer in particolare per disabili, performance musicali, saggi, lezioni magistrali, concerti , balletti, mostre di pittura, d’arte, di architettura,  di ingegneria, tecnologiche,  mostre fotografiche, scritti storici, letterari,  di costume, aste di beneficienza.
      <strong> Una novità per metodo e contenuti</strong>   che ha attraversato  e annodato esperienze,  elaborazioni, approfondimenti,  piattaforme tecniche , progetti, rappresentazioni, rassegne, esibizioni artistiche,  dibattiti   documentati su temi  reali,  dentro una visione ed  un quadro  di  conoscenza diretta attestata , di  salvaguardia e valorizzazione  delle migliori,  diverse  e più autentiche  espressioni  (esemplarità)  del territorio  e dell’ambiente del “sistema Abruzzo”.
       <strong>Hanno trovato spazio nella Biennale  “esemplarità”  territoriali, storico-culturali ed   “eccellenze”  scientifiche, artistiche,  formative, imprenditoriali,  professionali, anche   poco note,  di cui l’Abruzzo dispone in notevole misura, necessariamente  scelte a campione,  in una sorta di anteprima,  nell’ambito delle principali  “aree  emblematiche”  della regione:    l’area  aquilana  del terremoto  del “Cratere”, la Costa teatina, l’Area metropolitana  Pescara - Chieti,   le aree protette dei Parchi e delle riserve naturali.
</strong>

       Dalla originalità dell’impostazione , dall’impegno  e dalla volontà  del gruppo   di  professionisti, studenti,  operatori  delle quattro provincie abruzzesi che l’ hanno  promossa,  dagli exploit   registrati  nei   due mesi  di programmazione (ottobre-dicembre)   la  Biennale 2010 ha    tratto  motivi, linfa e  vigore   per  poter diventare  in breve tempo    una  importante   “macchina”  culturale e organizzativa, un “deposito archivio interattivo”   un centro di raccolta e di animazione di idee e progetti .      
        La forza della Biennale Habitat  è nella forza  di  idee ed esperienze positive,   di apparati concettuali  ed operativi innovativi, nella volontà di  una coscienza collettiva  intenzionata  a fare da contrappunto  ad un Abruzzo  in ombra,  defilato, depresso, sfiduciato,   fatalmente  debilitato dal terremoto,  dall’immanenza  ormai lunga di   disastri  pubblici,  giudiziari, morali ,  finanziari,  ambientali (sanità, acqua, rifiuti), dagli effetti e dalle  incognite preoccupanti della crisi italiana e internazionale.
      La forza della Biennale  è  nell’ interesse partecipe, nella presenza attiva , convinta  di enti, istituzioni, aziende, associazioni, artisti, musicisti,  scienziati,  personalità religiose, liberi professionisti, medici,  docenti, imprenditori,  pubblici amministratori, esperti, cittadini, giovani, volontari,  quali promotori, interlocutori, referenti e testimonial.
La Biennale  ne annovera già un numero consistente, di assoluto livello.
      <strong>Ha potuto registrarne  la  volontà, il dovere da parte loro di    impegnarsi  in  una “opera d’arte collettiva” ,   per  rianimare l’Abruzzo  ,  per  farne,  con la dovuta ambizione e nei limiti propri di ogni specificità,  modello  di un Progetto Paese per l’Italia del XXI secolo. </strong>

 La posta e le difficoltà della scommessa della Biennale sono alte.
      Si considerino solamente gli  handicap e  le  condizioni  particolarmente difficili di  una regione, relativamente piccola, grande quanto una città mitteleuropea, di appena un milione e trecentomila abitanti, disseminati sul territorio,  una regione  “colpita nel cuore” dal terremoto,  politicamente debole,  da tempo  in affanno, priva di  bussole, disorientata,  esposta a  minacce  continue    di sfruttamento petrolifero, di infiltrazioni  affaristiche, di  incursioni di stampo mafioso,  di dissesti ambientali ed economici.
       La Biennale Habitat  per sua natura  si rivela  un interessante banco di prova, un terreno di  scoperta  di giovani talenti  di età  e di idee a cominciare dai suoi  stessi autori.
L’architetto  designer  <strong>Annika Patregnani</strong>   presidente  e principale artefice  della  edizione 2010   ne costituisce   un  esempio  straordinario   per professionalità, creatività, capacità manageriali sorrette  da un  amore esplicito manifesto,  ancestrale  per “ questa nostra terra meravigliosa, ‘insospettabile’,  a volte sommersa e misteriosa, ma sempre fantastica, l’Abruzzo”.
      Un impegno eccezionale il suo  che ha contribuito in modo determinante  a realizzare un evento che sta  suscitando  interesse in Abruzzo e fuori, anche oltreoceano  e che va raccogliendo
<em><strong>“ vitalissimi   fermenti del nostro tempo, riflessioni profonde che nascono sempre in periodi di crisi, di rivolgimenti strutturali , in situazioni contorte  e paradossali, che impongono  urgenti e responsabili prese di coscienza da parte di tutti”</strong></em>  per rimarcare alcune sue dichiarazioni.

CONFIGURAZIONE  DEL PROGRAMMA

       Inaugurata il 9 ottobre con la  Conferenza stampa  tenuta all’Aurum insieme al Presidente del Consiglio Regionale, ai Presidenti delle Province di Chieti  e di Pescara, ai sindaci di  Pescara, San Giovanni Teatino,  Atri e Pineto, la Biennale Habitat si è snodata  fino al 19 dicembre  per concludersi all’Auditorium De Cecco con l’asta di beneficenza in favore dell’AIL di quadri di pittori contemporanei toscani e abruzzesi e con il Concerto dell’orchestra sinfonica  “Abruzzo fa spettacolo”, una associazione di formazione musicale di qualità dotata anche  di un giovanissimo corpo di ballo che ha riscosso prolungati applausi da un pubblico di  ottocento spettatori in una delle serate artistiche organizzate  nel Padiglione del Porto turistico di Pescara.
       <strong>La Biennale 2010 è stata dunque un susseguirsi di mostre, forum, simposi, concerti, manifestazioni artistiche e culturali, a cui hanno assistito oltre duemila persone e che sono stati animati da  più di 200  protagonisti  con  esibizioni e testimonianze  dirette da  Pescara e da Sulmona,  dall’ Aurum, dal Padiglione del Porto turistico, da Villa Basile,  dall’Auditorium De Cecco, dall’Auditorium della Curia Vescovile di Sulmona e Valva. </strong>

<strong>
</strong>       Una grande rassegna “ragionata” dei problemi, dei contesti,  delle  criticità,  delle esemplarità ed eccellenze dell’Abruzzo di oggi in campi diversi, della memoria storica ampliata considerevolmente   negli  orizzonti  e  nella  conoscenza.

      Hanno dato testimonianza di luoghi e centri strategici, nevralgici  da cui  far partire  o completare progetti, piani e programmi  innovativi  e di  sviluppo :  <strong>i 13 ettari delle aree di risulta della stazione ferroviaria di Pescara centrale</strong>,  <strong>la costa dei trabocchi del chietino</strong>, <strong>la Badia celestiniana di Sulmona</strong>,<strong> il distretto del Benessere di Caramanico Terme,   i borghi di Anversa degli Abruzzi e di Castrovalva,  le “centralità urbane”  in fase di avanzata definizione di San Giovanni Teatino, le località esemplari di Pineto ed Atri, il progetto del nuovo porto canale di Pescara, l’ex zuccherificio  Celdit di Chieti Scalo prototipo di innovazione e integrazione energetica di rango internazionale studiato e progettato dall’ing. Remo Massacesi per l’impresa Toto, il complesso EKK di Città S. Angelo ricavato dalla trasformazione della Cantina Sant’Angelo in un Resort di alto livello</strong>, in una vetrina  di prodotti tipici e della cucina abruzzese di eccellenza allestita da promoter dell’Abruzzo enogastronomico e dell’accoglienza quali Claudio Ucci e Tino Di Sipio, una expo’ permanente di arte dei giardini e di progettazione del verde,  nell’insieme voluti dall’imprenditore Umberto Febo  e  progettati dallo studio associato dell’arch. Mario D’Urbano.
<strong>La Costa teatina</strong> ha rappresentato il fiore all’occhiello della Provincia di Chieti, del Presidente Enrico Di Giuseppantonio come raffigurata nel progetto speciale territoriale di sviluppo sostenibile    -    illustrato il 12 novembre 2010 alla presenza di numerosi sindaci, amministratori locali, tecnici ed imprenditori    - progetto   su cui sta lavorando da tempo lo staff tecnico sotto la  guida di Antonio Di Chiacchio, Alessandro Cipressi, Marcello Borrone.
Significativo il contributo dell’ ing. Alessandro Di Loreto capo Dipartimento per lo sviluppo delle economie del Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri  che ha delineato precise  strategie di intervento.
Altrettanto rilevante  la giornata dedicata a <strong>San Giovanni Teatino  “Fulcro del sistema metropolitano Pescara - Chieti”,</strong>  caratterizzata dalle impostazioni di sistema  illustrate dal Sindaco Verino Caldarelli e  dall’assessore regionale Giandonato Morra  soprattutto in ordine alle problematiche dei trasporti , alle prospettive e  alle  soluzioni programmate per l’aeroporto, per la mobilità veicolare con il raddoppio dell’asse attrezzato, alla riqualificazione ambientale ed architettonica del centro città incentrata sulla chiesa progettata da Mario Botta, al modello di servizi offerti  e di amministrazione finanziaria di Comuni ed Enti locali.
Di diverso tenore  l’apporto  dato alla Biennale da  Licio di Biase, presidente del Consiglio comunale di Pescara, autore di diverse pubblicazioni sulla storia della città.  Una <strong>Pescara Story</strong> che ha formato parte della Mostra sulle esemplarità d’Abruzzo e che è stata occasione, l’ennesima ma non meno interessante, che la Biennale ha voluto riprendere e riproporre attraverso uno studioso  particolarmente attento e preparato in grado di scandagliare “sogni inespressi e rughe cancellate”.
      <strong>   L’ esordio   nel parterre  della Biennale è stato  doverosamente riservato al Terremoto del 6 aprile 2009,  ai libri, agli scritti, ai pensieri , alle opere, alle musiche di  artisti e scrittori per l’Aquila,  alle sequenze fotografiche giganti a forte impatto emotivo  della Mostra  catalogo “Colpiti nel cuore”  della città  capoluogo in macerie  realizzata dall’Associazione il Pontile di Alba Adriatica.
</strong>        Al microfono Paolo Mastri, Elena Costa, Alice, Angelo De Nicola, con le rispettive Case editrici  One Group,  Costa, La Cassandra, Tracce, la rivista ABC, la mostra Chaos.

       Da ottobre a dicembre sono rimaste aperte  due Mostre rassegna  
1 -  Abruzzo <em>“Sintesi del Mondo”</em> per biodiversità, esemplarità,  progettualità, criticità dove hanno campeggiato località, ambienti, percorsi, tecnologie, piani, progetti, storia urbana;
2  -   Aree di risulta della stazione ferroviaria di Pescara, un diario  di iniziative, atti, progetti nel corso degli ultimi  30 anni,  diventata mostra permanente per segnalare l’importanza di  uno spazio da aprire ad un dibattito  approfondito in grado di dare senso o di neutralizzare   la formula “<em>da Vuoto a Luogo</em>”.
 
       Nella Biennale Habitat 2010  si sono avuti  27 giorni  dedicati a manifestazioni a sfondo artistico,  forum,  simposi  intensi quanto ad  esibizioni, illustrazioni, dialoghi , confronti  su realtà e problematiche  particolari frutto  di esperienze diverse, di  studi approfonditi, di  apporti, di indicazioni, soluzioni  elaborate, di progetti strategici, quali  tra gli altri -  di assoluto livello creativo e tecnologico  i <strong>progetti di Design dell’ ISIA di Roma</strong>, istituto di alta formazione diretto da <strong>Giordano Bruno</strong>,  una personalità  tra i protagonista più  significativi  della Biennale 2010  - o  quelli predisposti e presentati  dalla Camera di Commercio di Pescara,  essenziali al  rilancio culturale ed economico in chiave sostenibile dell’Abruzzo, nell’idea e nella visione di una Regione-Città di grandi potenzialità, se opportunamente indirizzata ed  inserita in contesti euromediterranei  e  posta in relazione organica con  ambienti internazionali, con gli abruzzesi  affermatisi nel mondo.
 
      I forum sull’infrastruttura geografica della Regione Abruzzo “chairman” ing. Domenico Longhi, mobilità alternativa, sentieri natura, green way, tratturi presentati da Berardo Fiorilli, Giovanni Di Nunzio, Armando Di Luca, Marcello Borrone, Agostino Monteferrante, Beniamino di Rico hanno fornito materiali e spunti di grande interesse sulla  pianificazione del territorio  basata su conoscenza, progettualità d’avanguardia e informazione tecnologica “interprete”.
       <strong>Il periodo dal 19 al 26 novembre concentrato al padiglione del Porto turistico è stato dedicato al MEDITERRANEAN WORLD per ricordare  che la civiltà del mondo occidentale è figlia del Mediterraneo .
</strong>       Un complesso di iniziative che hanno visto all’opera musicisti e talenti di ogni età – coordinati dal prof. Guillaume Boulay di cui si allega un articolo che ne descrive gli aspetti salienti - ricercatori, medici, designer, operatori economici, sindacalisti  relazionarsi con scuole e studenti di vario ordine e grado  che ne hanno punteggiato lo spirito.
         <strong>Di primissimo piano le giornate dedicate alla scienza e alla innovazione, alle problematiche relative al mondo della ricerca in Italia  che hanno registrato i contributi  di strutture di livello internazionale rappresentate  dalle loro massime intelligenze ed espressioni:
</strong>l’Istituto Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro presente con gli studiosi  più autorevoli ed interessanti in campo ambientale Tommaso Pagliani e Cristina Ingarao, l’Istituto Zooprofilattico di Teramo  molto apprezzato all’estero, diretto con successo dal prof. Vincenzo Caporale, il Centro di eccellenza in Oftalmologia dell’Università di Chieti e Pescara condotto dal prof. Leonardo Mastropasqua, i Dipartimenti di Ematologia e Trasfusione dell’Ospedale dello Spirito Santo di Pescara antesignani a livello europeo nelle terapie delle malattie del sangue e dei trapianti del midollo   punti di riferimento sanitario anche oltre i confini nazionali , affermatisi sotto la guida   del  prof.  Giuseppe  Fioritoni  e del prof. Antonio Iacone, l’Istituto di Astrofisica di valenza mondiale IcraNet di Pescara diretto ad altissimo livello  dallo scienziato Remo Ruffini, supportato da ricercatori dei quattro continenti e da Premi Nobel, l’Istituto di alta formazione al Design e alla Comunicazione ISIA di Roma presieduta dal prof. Giordano Bruno.
       In tale  contesto  ha assunto  particolare rilievo  ed importanza  <strong>la PETIZIONE ALL’UNESCO "ADRIATICO BENE DELL'UMANITÀ" promossa  dalla Biennale Habitat e illustrata a Pescara il 19 novembre 2010 al Porto Turistico  dall’avv. Lorenzo Ronca alla presenza del Sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, il quale utilizzando la sua posizione di vice presidente del "Forum Internazionale delle Città dello Jonio e dell'Adriatico"</strong> ha  immediatamente  preso l’impegno di  sostenerla  a partire  dall’assise di Brindisi  del 5  febbraio  2011.

      La Biennale Habitat si è conclusa con una settimana dedicata all’arte contemporanea a Villa Basile, dal 10 al 18 dicembre intitolata “Atolli dell’Anima”.

Di particolare rilievo la performance di poesia, musica e danza del gruppo Sinergie, un’opera d’arte totale dal titolo “Metafore” che ha aperto e inaugurato la mostra. Nella stessa sede del padiglione di Villa Basile si sono degustate delle “perle rare” d’Abruzzo, grazie alla partecipazione dell’ <strong>Associazione “Terre Alto Angolano”</strong> che, grazie all’attenta guida del dott. Giuseppe Berghella, riunisce e mette a sistema una serie selezionata di aziende vitivinicole, agricole e artigiane di altissima qualità, nel totale e pieno rispetto dei cicli vitali degli habitat rurali e del paesaggio. Ricordiamo, solo per citarne alcune, l’azienda Le Due Colline e l’azienda Pallottini entrambe situate nello splendido scenario del paesaggio di Città Sant’Angelo.
    <strong>Tutte le opere in esposizione alla Villa sono state battute all’asta dal dott. Antonio Pucarelli e il ricavato devoluto all’ AIL Pescara Onlus per la ricerca in campo ematologico.
</strong>

 “<em><strong>Un  grandissimo grazie  alla generosità e sensibilità  dei ventisette artisti  toscani e abruzzesi che hanno voluto  rinverdire un legame storico tra le due regioni, regalando una loro opera  d’arte mossi unicamente da sentimenti di solidarietà umana  altro indelebile tratto distintivo  di questa nostra straordinaria  ineguagliabile Italia”</strong></em>  ha dichiarato il Presidente Annika Patregnani la sera di chiusura della Biennale il 19 dicembre 2010.
      Brochure e  locandine  inerenti la Biennale 2010  forniscono il  quadro d’insieme  dei patrocini e dei coinvolgimenti, in sostanza delle  “implicazioni”, della  “poliedricità”  ed ampiezza del programma sviluppato negli “habitat esplorativi” ospitati all’Aurum,  negli “habitat mediterranei”  accolti al Porto turistico, negli “habitat artistici”  dislocati a Villa Basile e all’Auditorium De Cecco, negli “habitat  del pensiero ecologico”   ricevuti nell’Auditorium della Diocesi di Sulmona e Valva  in perfetto “ spirito celestiniano” particolarmente apprezzati da duecento e più studenti delle scuole superiori dell’area peligna.  
 Un evento a Sulmona di grande spessore culturale  esaltato dagli interventi di Monsignor Angelo Spina, ineguagliabile,  sulla “natura nella spiritualità di Pietro Celestino”, di Walter Mazzitti sulla vitale importanza delle  risorse ambientali e della cultura dell’acqua a livello planetario, decisivo  fattore di  pace per il Medio Oriente, di Giuseppe Di Croce sulla “genesi  ed evoluzione storica del Parco nazionale della Maiella, della legge istitutiva delle aree protette in Italia, dell’Abruzzo regione verde d’Europa”,  di Ugo Crescenzi  sul  “progetto di Università Internazionale della Pace”  quale formidabile strumento di  scambio e di promozione culturale, civile e scientifica  per l’Abruzzo e dall’Abruzzo  in presa diretta con  Paesi emergenti,  con  quelli più poveri ed arretrati, vicini e lontani, sulla base di  raccordi e  collaborazioni positive  da instaurare con le comunità e  con le intelligenze abruzzesi dislocate in  ogni dove del mondo.  
 
<strong>Un programma quello della Biennale Habitat 2010  che interpreta una  prima parte della  straordinaria ricchezza “ambientale” , culturale ed umana che  porta l’impronta dell’Abruzzo sul territorio regionale, in Italia e nel mondo, ossia di realtà degne di essere conosciute a fondo,  di essere monitorate e valorizzate come meritano nell’interesse generale.</strong>

       Un programma estensibile,  aperto ad ampliamenti, supplementi, approfondimenti in progress, i cui contenuti specifici potranno essere via via implementati,  letti in edizioni sempre più complete, “saccheggiati”  a piacimento  per amore del sapere assumendoli  dal Portale della Biennale, in corso di configurazione e di allestimento con tutto  il corredo derivante dal reperimento,  integrazione e riordino di  relazioni e materiali -  scritti, documenti sonori e videografici  -    presentati ed illustrati nei Forum, che dovranno formare oggetto   - secondo gli  auspici  -  di Pubblicazione-Catalogo a stampa della edizione 2010. Sponsor e dotazioni finanziarie permettendo.]]></content:encoded>
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				<title>I rapporti RSI / OKW (missione militare in Germania) - prima parte</title>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 19:24:04 +0000</pubDate>
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                <description><![CDATA[<a href="http://athenasophia.bloog.it/files/2012/02/esercitorsi2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3171" title="esercitorsi2" src="http://athenasophia.bloog.it/files/2012/02/esercitorsi2.jpg" alt="" width="220" height="149" /></a>I rapporti RSI / OKW (missione militare in Germania)

inhttp://www.repubblicasocialeitaliana.eu/pagine/storia/

Con la sofferta e apprezzabile decisione del Maresciallo Rodolfo Oraziani di accettare l'incarico di Ministro della Difesa delle FF.AA. della R.S.I. (poi Ministro delle FF.AA.), l'Italia repubblicana ""dava concreta e definitiva forma alla propria struttura di Stato, ispirato, da un lato, dall'imperativo etico del rifiuto dell'armistizio e del riscatto dell'Onore della Nazione e delle sue Forze Armate, infangato, per i secoli a venire, non già dall'armistizio di per se tale, ma dalle vergognose modalità con cui si era realizzato; dall'altro lato, dall'assoluta esigenza di erigere, fra la prospettata, terribile ma legittima vendetta dell'Alleato tradito e l'ormai inerme massa del popolo italiano, un forte, valido e rispettato scudo protettivo"".

Si iniziò pertanto in quel tragico settembre del 1943, e fu una nuova dura e sanguinosa fase della guerra che si protrasse fin dopo la fine ufficiale del conflitto, che consacrò una luminosa realtà rimasta scolpita nella Storia dei popoli con centinaia di migliala di soldati italiani che si batteranno, infatti, per tenere fede all'onore della bandiera, su tutti i fronti, a decine e decine di migliaia, riscattando l'onore di un popolo e l'immagine di una Nazione, troppo spesso vilipesa da chiunque volesse farlo.

Il programma di ricostruzione delle FF.AA. venne affidato al Gen. Emilie Canevari, un esperto e originale studioso di ordinamenti militari, tecnica e dottrine tattiche moderne, sagace collaboratore di studi e relazioni già fatte conoscere nell'anteguerra, ma more solito, visionate e accantonate dalla casta militare dominante, troppo legata ai superati e comodi schemi del passato da prestare attenzione alle novità, al progresso, all'evoluzione dottrinaria e tecnologica in atto negli altri eserciti importanti. Il programma Canevari, rielaborato ad hoc su indicazioni del maresciallo Oraziani, conteneva modifiche radicali, e si fondava su collaudate esperienze di guerra, nuove strutture di comando e innovazioni tecnico/logistiche, aspetti organici diversi dal passato e più aderenti alle esperienze realizzate sul campo di battaglia: una serie di novità che anche se adottate da altri eserciti erano, però, sempre state osteggiate e boicottate dal vertice del R.E. fatalmente portato all'immobilismo, alla staticità, alla cristallizzazione dottrinaria come ampiamente dimostrato nei precedenti anni di guerra sui fronti di battaglia.

Il programma "Canevari" stabiliva l'istituzione di un esercito apolitico, così come concepito da Oraziani, dopo essere riuscito a convincere e modificare il pensiero iniziale di Mussolini, influenzato negativamente da Ricci e Pavolini, che "prevedeva, invece, in origine", un esercito fascista, politicizzato in quanto basato sulla MVSN, svincolato dalle classiche tradizioni militari italiane ereditate dal R.E. Renato Ricci che da tempo si trovava col figlio Giulio al Q.G. del Fiihrer sui laghi Masuri, aveva rifiutato con nobiltà d'animo e correttezza morale l'offerta di prendere in mano l'Italia al momento dell'armistizio fattagli da Hitler, riconfermando in Mussolini, l'unico italiano in grado per ascendente, esperienza politica, dirittura morale e coerenza etica di risollevare le sorti d'Italia, ancor prima che il Duce venisse liberato sul Gran Sasso dai paracadutisti di Student.

A questo progetto di parte, Oraziani oppose, da subito e fermamente, la necessità di FF.AA. apolitiche (più tardi, lo stesso Mussolini fermerà e dopo proibirà con una sua direttiva, l'iscrizione dei militari al PFR) e confermerà alla presenza del Fiihrer, il suo punto di vista in proposito, precisando di voler contare soltanto su truppe volontarie già disponibili in Italia e su ex IMI da trarre, a domanda, dai campi d'internamento.

Tali truppe avrebbero dovuto essere addestrate in Italia, con l'aiuto eventuale di consulenti tedeschi, anche se tale pensiero era in contrasto con la visione dell'OKW che voleva addestrare le truppe in Germania, e rifiutare la proposta Mussolini/Oraziani di utilizzare gli IMI, malgrado si disponesse già dì molte decine di migìiaia di internati, dichiaratisi disponibili a riprendere la lotta al fianco dei camerati tedeschi.

Fu la decisa opposizione di un gruppo di alti ufficiali tedeschi dell'OKW, capeggiati da Keitel con l'avallo potente di Rommel, a respingere con forza il progetto italiano di utilizzare gli IMI. A parere di questi importanti responsabili della Fùhrung germanica, che avevano influenzato anche il Fuhrer, tali soldati definiti "Badogliotruppen", non offrivano sufficienti garanzie di affidabilità, versavano in preoccupanti condizioni morali e risultavano affetti da complessi di rigetto psicologico a riprendere le armi: una severa diagnosi che avrebbe avuto il suo peso nel dialogo con le autorità italiane della R.S.I.

"L'atteggiamento dei citati circoli militari e politici tedeschi contrastava, inoltre, platealmente, con le forti motivazioni di quella gran massa di IMI che aveva aderito alla R.S.I. e si era dichiarata disponibile al combattimento. La ragione vera e profonda dell'atteggiamento tedesco era, infatti, ben altra e di natura tale da non avere nulla a che fare con i motivi ufficialmente addotti per giustificare il rifiuto al ricorso degli IMI. Tale ragione era che i tedeschi avevano un impellente bisogno di lavoratori e non di soldati e volevano utilizzare, ad ogni costo, gli IMI quale mano d'opera e non cederla alla R.S.I. quale forza combattente. In sintesi:

a) l'interesse tedesco, essenziale e prominente, era che gli IMI non passassero alle FF.AA. della R.S.I. e che svolgessero in Germania il loro insostituibile ruolo di lavoratori. Si arrangiasse la R.S.I. a creare un suo esercito a mezzo di coscritti da addestrare in Germania;

b) il contrastante interesse italiano era di sottrarre gli IMI al lavoro in Germania e di costituire con essi e con i volontari dall'Italia, le proprie Forze Armate".

Il timore di Mussolini e Oraziani di dover fare ricorso alla coscrizione e di dover inviare i coscritti in Germania si fondava su fosche previsioni in merito al possibile comportamento delle reclute che sarebbero state chiamate alle armi. Si temeva che l'invio in Germania avrebbe causato timori e fughe dei coscritti, col rischio potenziale di perdere la faccia al cospetto dei tedeschi, sentirsi rinfacciare, per inaffidabilità, il progetto di riarmo e il pericolo fondato, di veder naufragare miseramente ogni ulteriore possibilità di riscatto militare fin dall'inizio.

I colloqui di Canevari, presso l'OKW a Zossen, videro la partecipazione dei Col. Burcker della Fuhrungstab OKW, Linde dell'Ufficio Generale della Wehrmacht, Scheimann del Servizio Addestramento, Reinhardt dell'Ufficio Generale dell'Heer (Esercito), Col. Nessel, Ten.CoI. Pridun e del Magg. Pfatenhauer del Servizio Armamenti/Equipaggiamenti dell'OKW, e si protrassero per più giorni e i risultati, portati a conoscenza de] feldmaresciallo Keitel per la supervisione e la stesura finale, furono poi condensati in un Protocollo che contemplava quanto segue:

1) Addestramento in Germania, in appositi campi di istruzione, di 62.000 uomini per costituire 4 divisioni (tre di granatieri, fucilieri e bersaglieri ed una di alpini composte in parte da coscritti ed in parte da IMI).

2) Selezione di un gruppo di 3.000 ufficiali provenienti dai campi IMI, scelti per attitudini militari, morali, politiche, fisiche, volitive che sarebbero stati addestrati come istrut-tori ed assegnati alle unità in preparazione.

3) Successivo addestramento di altre 4 G.U. di fanteria/alpini, di una grande unità corazzata cui sarebbero seguite altre 4 G.U. considerando una permanenza minima in Germania di 6 mesi, come stabilito per l'addestramento di una normale unità di 1A linea.

4) Addestramento di un nucleo di istruttori per ogni ciclo addestrativo (4 mesi) di cui 1/3 sarebbe rimasto negli Ausbildunglager per costituire il nucleo delle successive G.U. presso i campi di Muntsingen, Grafenwòhr, Heuberg, Senne e la Panzerschule di Wunsdorf. (Complessivamente 13 G.U. di cui una corazzata e due di alpini).

5) Formazione di Reparti per il Gruppo d'Armate C (Italia): 16 Big. D.C. (Difesa Costiera), 16 Gruppi di artiglieria da P.C. (Posizione Costiera) con altrettanti battaglioni di fanti, fucilieri, granatieri, bersaglieri, alpini, artiglieria da montagna, campale e contraerei per un totale di 30.000 uomini.

6) Costituzione di 48 Btg. Genio suddivisi fra F.C. (Fortificazioni Campali), Pionieri, Costruttori, Pontieri, Ferrovieri per un totale di 40.000 uomini.

Le reclute da inviare in Germania sarebbero state vestite in Italia e opportunamente selezionate per costituire una divisione alpina, una bersaglieri, una di fanteria di Marina e una mista di granatieri/alpini.

Gli accordi costituirono un chiaro compromesso fra le opposte esigenze dei due Stati ed ebbero la nefasta conseguenza di obbligare la R.S.I. a ricorrere alla coscrizione obbligatoria delle classi 1923-1925.

Canevari dovette superare altri preconcetti tedeschi circa la pregiudiziale di imporre il giuramento di fedeltà al Fiihrer e al Duce, ugualmente contestato, ed infine l'adozione definitiva del giuramento di fedeltà alla R.S.I., che non contemplava nessun giuramento alla persona ma soltanto all'Italia ed alle sue istituzioni repubblicane. Per quanto attiene poi ai soldati italiani in servizio nella Wehrmacht, veniva previsto che essi avrebbero avuto Io stesso trattamento economico dei tedeschi con il soldo (Wehrsold) e l'indennità di servizio (Bekleidungszufage), oltre ad una speciale indennità militare. Diffidenze e perplessità generarono nell'OKW anche le nuove denominazioni ufficiali delle FF.AA. delle R.S.I., poiché parole come "nazionali", "unitarie", "apolitiche", volute da Oraziani, Canevari e sia pure con talune riserve dallo stesso Mussolini, crearono malintesi e richieste di precisazioni da parte tedesca. Le nuove FF.AA. prendevano le distanze dall'ipotesi di politicizzazio-ne, poiché si richiamavano soltanto all'Italia repubblicana e non ad una ideologia. Malgrado questa filosofia di fondo non fu però possibile eliminare subito ogni forma di dualismo, così come si era verifi-cato prima del 25 luglio 1943 fra Esercito e Milizia, e fu necessario adottare ancora una volta un compromesso, ripristinando in parte le condizioni precedenti per non allarmare ancor più i diffidenti tedeschi, soprattutto gli elementi nazisti molto prevenuti verso gli italiani.

Canevari, convinto dell'esito positivo della sua missione, rientrò in Italia con i Protocolli firmati, li sottopose a Oraziani e a Mussolini che con sorpresa e preoccupazione si imbatterono nella clausola fondamentale che prevedeva l'invio delle reclute in Germania (clausola questa voluta come conditio sine qua non da Keitel). Essi chiesero spiegazioni a Canevari accusandolo di decisione arbitraria e, infine, lo costrinsero a dimettersi. Un ultimo e inutile intervento di Mussolini presso il Fiihrer e l'OKW per modificare la situazione non ebbe alcun esito confermando il principio della coscrizione e l'addestramento in Germania imposto a Canevari dai tedeschi.

Contrariamente ad ogni pessimistica previsione, i giovani chiamati alle armi si presentarono invece in elevato numero ai distretti militari (oltre il 90%), vennero inquadrati e vestiti, senza che sorgessero particolari motivi di preoccupazione. Le stesse autorità tedesche, oltre che Mussolini e Oraziani, furono le prime a ricredersi del loro scetticismo.

Purtroppo, in Italia gli avvenimenti iniziali, così promettenti, furono ben diversi dalla situazione prevista con gli accordi italo-tedeschi, poiché oltre alle rnigliaia di giovani selezionati per l'addestramento in Germania, rimasero nelle caserme altre rnigliaia di reclute cui non fu possibile offrire sempre condizioni normali di vita militare per carenze di vestiario, deficienza di dotazioni personali, mancanza di armamento, precario alloggiamento, insufficiente trattamento morale e carenza di un minimo di comfort. La causa della mancata assegnazione dei materiali di casermaggio e vestizione va attribuita all'ottusità e cecità di parte delle autorità militari locali tedesche, che detenevano depositi e magazzini colmi di effetti militari del R.E. preda bellica dell'armistizio, autorità che attuarono artatamente, su ispirazione dell'OKW, un vero e proprio sabotaggio, freddamente perpetrato verso la R.S.I., per poi dimostrare, con rapporti destinati all'OKW, P in affidabilità degli italiani e trovare nuove conferme alla radicale prevenzione delle autorità militari del Reich a dare vita ad un Esercito della R.S.I. Le risultanze pratiche di tali comportamenti furono delusioni, disagi fisici e morali, perplessità nelle giovani reclute, sottoposte inoltre a lusinghe e blandizie della Resistenza ad abbandonare i reparti, all'influenza del clero tesa a convincere i dubbiosi, favorendo diserzioni e assenze arbitrarie, come già sopra rilevato. Il gettito delle reclute, presentatesi alla chiamata fu superiore ad ogni più rosea previsione, persino nelle regioni dove maggiori erano i timori per la presenza di radicati avversati politici; l'affluenza fu imponente e la disponibilità dei coscritti esuberante per costituire i reparti presidiar!, i Btg. D.C. e Genio F.C., i gruppi di artiglieria, i reparti di supporto tecnico/logistico e tutti gli altri reparti previsti nel programma italo-tede-sco. L'eccessivo numero di reclute costituì, inoltre, fonte di preoccupazione per l'inadeguato coordinamento da parte tedesca e il timore di non riuscire a controllare la situazione per le complicazioni collegate all'armamento ed all'equipaggiamento di uomini in misura superiore alle esigenze previste, per il timore di fornire nuovi elementi alle bande ribelli, per paura di non riuscire ad assolvere agli impegni sottoscritti. Alla sfiducia verso gli italiani si unì, quindi, una strisciante politica di sabotaggio occulta, consistente nel negare ai comandi italiani il necessario per vestire, armare ed equipaggiare, alloggiare, alimentare e pagare una massa di recinte oscillante fra le 120/140.000 unità, reclute che iniziarono ben presto a subire dubbi e perplessità nella realtà trovata nelle caserme. Nei magazzini controllati dalla Wehrmacht erano disponibili dotazioni di vestiario italiano del R.E. per circa un milione di corredi completi ed il gigantesco bottino di guerra italiano fatto al momento dell'armistizio, vedeva la presenza di 1.300.000 fucili, 38.500 mitragliatrici, 10.000 cannoni, 15.500 automezzi, 1.000 carri armati, 75.000 quadrupedi.]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<a href="http://athenasophia.bloog.it/files/2012/02/esercitorsi2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3171" title="esercitorsi2" src="http://athenasophia.bloog.it/files/2012/02/esercitorsi2.jpg" alt="" width="220" height="149" /></a>I rapporti RSI / OKW (missione militare in Germania)

inhttp://www.repubblicasocialeitaliana.eu/pagine/storia/

Con la sofferta e apprezzabile decisione del Maresciallo Rodolfo Oraziani di accettare l'incarico di Ministro della Difesa delle FF.AA. della R.S.I. (poi Ministro delle FF.AA.), l'Italia repubblicana ""dava concreta e definitiva forma alla propria struttura di Stato, ispirato, da un lato, dall'imperativo etico del rifiuto dell'armistizio e del riscatto dell'Onore della Nazione e delle sue Forze Armate, infangato, per i secoli a venire, non già dall'armistizio di per se tale, ma dalle vergognose modalità con cui si era realizzato; dall'altro lato, dall'assoluta esigenza di erigere, fra la prospettata, terribile ma legittima vendetta dell'Alleato tradito e l'ormai inerme massa del popolo italiano, un forte, valido e rispettato scudo protettivo"".

Si iniziò pertanto in quel tragico settembre del 1943, e fu una nuova dura e sanguinosa fase della guerra che si protrasse fin dopo la fine ufficiale del conflitto, che consacrò una luminosa realtà rimasta scolpita nella Storia dei popoli con centinaia di migliala di soldati italiani che si batteranno, infatti, per tenere fede all'onore della bandiera, su tutti i fronti, a decine e decine di migliaia, riscattando l'onore di un popolo e l'immagine di una Nazione, troppo spesso vilipesa da chiunque volesse farlo.

Il programma di ricostruzione delle FF.AA. venne affidato al Gen. Emilie Canevari, un esperto e originale studioso di ordinamenti militari, tecnica e dottrine tattiche moderne, sagace collaboratore di studi e relazioni già fatte conoscere nell'anteguerra, ma more solito, visionate e accantonate dalla casta militare dominante, troppo legata ai superati e comodi schemi del passato da prestare attenzione alle novità, al progresso, all'evoluzione dottrinaria e tecnologica in atto negli altri eserciti importanti. Il programma Canevari, rielaborato ad hoc su indicazioni del maresciallo Oraziani, conteneva modifiche radicali, e si fondava su collaudate esperienze di guerra, nuove strutture di comando e innovazioni tecnico/logistiche, aspetti organici diversi dal passato e più aderenti alle esperienze realizzate sul campo di battaglia: una serie di novità che anche se adottate da altri eserciti erano, però, sempre state osteggiate e boicottate dal vertice del R.E. fatalmente portato all'immobilismo, alla staticità, alla cristallizzazione dottrinaria come ampiamente dimostrato nei precedenti anni di guerra sui fronti di battaglia.

Il programma "Canevari" stabiliva l'istituzione di un esercito apolitico, così come concepito da Oraziani, dopo essere riuscito a convincere e modificare il pensiero iniziale di Mussolini, influenzato negativamente da Ricci e Pavolini, che "prevedeva, invece, in origine", un esercito fascista, politicizzato in quanto basato sulla MVSN, svincolato dalle classiche tradizioni militari italiane ereditate dal R.E. Renato Ricci che da tempo si trovava col figlio Giulio al Q.G. del Fiihrer sui laghi Masuri, aveva rifiutato con nobiltà d'animo e correttezza morale l'offerta di prendere in mano l'Italia al momento dell'armistizio fattagli da Hitler, riconfermando in Mussolini, l'unico italiano in grado per ascendente, esperienza politica, dirittura morale e coerenza etica di risollevare le sorti d'Italia, ancor prima che il Duce venisse liberato sul Gran Sasso dai paracadutisti di Student.

A questo progetto di parte, Oraziani oppose, da subito e fermamente, la necessità di FF.AA. apolitiche (più tardi, lo stesso Mussolini fermerà e dopo proibirà con una sua direttiva, l'iscrizione dei militari al PFR) e confermerà alla presenza del Fiihrer, il suo punto di vista in proposito, precisando di voler contare soltanto su truppe volontarie già disponibili in Italia e su ex IMI da trarre, a domanda, dai campi d'internamento.

Tali truppe avrebbero dovuto essere addestrate in Italia, con l'aiuto eventuale di consulenti tedeschi, anche se tale pensiero era in contrasto con la visione dell'OKW che voleva addestrare le truppe in Germania, e rifiutare la proposta Mussolini/Oraziani di utilizzare gli IMI, malgrado si disponesse già dì molte decine di migìiaia di internati, dichiaratisi disponibili a riprendere la lotta al fianco dei camerati tedeschi.

Fu la decisa opposizione di un gruppo di alti ufficiali tedeschi dell'OKW, capeggiati da Keitel con l'avallo potente di Rommel, a respingere con forza il progetto italiano di utilizzare gli IMI. A parere di questi importanti responsabili della Fùhrung germanica, che avevano influenzato anche il Fuhrer, tali soldati definiti "Badogliotruppen", non offrivano sufficienti garanzie di affidabilità, versavano in preoccupanti condizioni morali e risultavano affetti da complessi di rigetto psicologico a riprendere le armi: una severa diagnosi che avrebbe avuto il suo peso nel dialogo con le autorità italiane della R.S.I.

"L'atteggiamento dei citati circoli militari e politici tedeschi contrastava, inoltre, platealmente, con le forti motivazioni di quella gran massa di IMI che aveva aderito alla R.S.I. e si era dichiarata disponibile al combattimento. La ragione vera e profonda dell'atteggiamento tedesco era, infatti, ben altra e di natura tale da non avere nulla a che fare con i motivi ufficialmente addotti per giustificare il rifiuto al ricorso degli IMI. Tale ragione era che i tedeschi avevano un impellente bisogno di lavoratori e non di soldati e volevano utilizzare, ad ogni costo, gli IMI quale mano d'opera e non cederla alla R.S.I. quale forza combattente. In sintesi:

a) l'interesse tedesco, essenziale e prominente, era che gli IMI non passassero alle FF.AA. della R.S.I. e che svolgessero in Germania il loro insostituibile ruolo di lavoratori. Si arrangiasse la R.S.I. a creare un suo esercito a mezzo di coscritti da addestrare in Germania;

b) il contrastante interesse italiano era di sottrarre gli IMI al lavoro in Germania e di costituire con essi e con i volontari dall'Italia, le proprie Forze Armate".

Il timore di Mussolini e Oraziani di dover fare ricorso alla coscrizione e di dover inviare i coscritti in Germania si fondava su fosche previsioni in merito al possibile comportamento delle reclute che sarebbero state chiamate alle armi. Si temeva che l'invio in Germania avrebbe causato timori e fughe dei coscritti, col rischio potenziale di perdere la faccia al cospetto dei tedeschi, sentirsi rinfacciare, per inaffidabilità, il progetto di riarmo e il pericolo fondato, di veder naufragare miseramente ogni ulteriore possibilità di riscatto militare fin dall'inizio.

I colloqui di Canevari, presso l'OKW a Zossen, videro la partecipazione dei Col. Burcker della Fuhrungstab OKW, Linde dell'Ufficio Generale della Wehrmacht, Scheimann del Servizio Addestramento, Reinhardt dell'Ufficio Generale dell'Heer (Esercito), Col. Nessel, Ten.CoI. Pridun e del Magg. Pfatenhauer del Servizio Armamenti/Equipaggiamenti dell'OKW, e si protrassero per più giorni e i risultati, portati a conoscenza de] feldmaresciallo Keitel per la supervisione e la stesura finale, furono poi condensati in un Protocollo che contemplava quanto segue:

1) Addestramento in Germania, in appositi campi di istruzione, di 62.000 uomini per costituire 4 divisioni (tre di granatieri, fucilieri e bersaglieri ed una di alpini composte in parte da coscritti ed in parte da IMI).

2) Selezione di un gruppo di 3.000 ufficiali provenienti dai campi IMI, scelti per attitudini militari, morali, politiche, fisiche, volitive che sarebbero stati addestrati come istrut-tori ed assegnati alle unità in preparazione.

3) Successivo addestramento di altre 4 G.U. di fanteria/alpini, di una grande unità corazzata cui sarebbero seguite altre 4 G.U. considerando una permanenza minima in Germania di 6 mesi, come stabilito per l'addestramento di una normale unità di 1A linea.

4) Addestramento di un nucleo di istruttori per ogni ciclo addestrativo (4 mesi) di cui 1/3 sarebbe rimasto negli Ausbildunglager per costituire il nucleo delle successive G.U. presso i campi di Muntsingen, Grafenwòhr, Heuberg, Senne e la Panzerschule di Wunsdorf. (Complessivamente 13 G.U. di cui una corazzata e due di alpini).

5) Formazione di Reparti per il Gruppo d'Armate C (Italia): 16 Big. D.C. (Difesa Costiera), 16 Gruppi di artiglieria da P.C. (Posizione Costiera) con altrettanti battaglioni di fanti, fucilieri, granatieri, bersaglieri, alpini, artiglieria da montagna, campale e contraerei per un totale di 30.000 uomini.

6) Costituzione di 48 Btg. Genio suddivisi fra F.C. (Fortificazioni Campali), Pionieri, Costruttori, Pontieri, Ferrovieri per un totale di 40.000 uomini.

Le reclute da inviare in Germania sarebbero state vestite in Italia e opportunamente selezionate per costituire una divisione alpina, una bersaglieri, una di fanteria di Marina e una mista di granatieri/alpini.

Gli accordi costituirono un chiaro compromesso fra le opposte esigenze dei due Stati ed ebbero la nefasta conseguenza di obbligare la R.S.I. a ricorrere alla coscrizione obbligatoria delle classi 1923-1925.

Canevari dovette superare altri preconcetti tedeschi circa la pregiudiziale di imporre il giuramento di fedeltà al Fiihrer e al Duce, ugualmente contestato, ed infine l'adozione definitiva del giuramento di fedeltà alla R.S.I., che non contemplava nessun giuramento alla persona ma soltanto all'Italia ed alle sue istituzioni repubblicane. Per quanto attiene poi ai soldati italiani in servizio nella Wehrmacht, veniva previsto che essi avrebbero avuto Io stesso trattamento economico dei tedeschi con il soldo (Wehrsold) e l'indennità di servizio (Bekleidungszufage), oltre ad una speciale indennità militare. Diffidenze e perplessità generarono nell'OKW anche le nuove denominazioni ufficiali delle FF.AA. delle R.S.I., poiché parole come "nazionali", "unitarie", "apolitiche", volute da Oraziani, Canevari e sia pure con talune riserve dallo stesso Mussolini, crearono malintesi e richieste di precisazioni da parte tedesca. Le nuove FF.AA. prendevano le distanze dall'ipotesi di politicizzazio-ne, poiché si richiamavano soltanto all'Italia repubblicana e non ad una ideologia. Malgrado questa filosofia di fondo non fu però possibile eliminare subito ogni forma di dualismo, così come si era verifi-cato prima del 25 luglio 1943 fra Esercito e Milizia, e fu necessario adottare ancora una volta un compromesso, ripristinando in parte le condizioni precedenti per non allarmare ancor più i diffidenti tedeschi, soprattutto gli elementi nazisti molto prevenuti verso gli italiani.

Canevari, convinto dell'esito positivo della sua missione, rientrò in Italia con i Protocolli firmati, li sottopose a Oraziani e a Mussolini che con sorpresa e preoccupazione si imbatterono nella clausola fondamentale che prevedeva l'invio delle reclute in Germania (clausola questa voluta come conditio sine qua non da Keitel). Essi chiesero spiegazioni a Canevari accusandolo di decisione arbitraria e, infine, lo costrinsero a dimettersi. Un ultimo e inutile intervento di Mussolini presso il Fiihrer e l'OKW per modificare la situazione non ebbe alcun esito confermando il principio della coscrizione e l'addestramento in Germania imposto a Canevari dai tedeschi.

Contrariamente ad ogni pessimistica previsione, i giovani chiamati alle armi si presentarono invece in elevato numero ai distretti militari (oltre il 90%), vennero inquadrati e vestiti, senza che sorgessero particolari motivi di preoccupazione. Le stesse autorità tedesche, oltre che Mussolini e Oraziani, furono le prime a ricredersi del loro scetticismo.

Purtroppo, in Italia gli avvenimenti iniziali, così promettenti, furono ben diversi dalla situazione prevista con gli accordi italo-tedeschi, poiché oltre alle rnigliaia di giovani selezionati per l'addestramento in Germania, rimasero nelle caserme altre rnigliaia di reclute cui non fu possibile offrire sempre condizioni normali di vita militare per carenze di vestiario, deficienza di dotazioni personali, mancanza di armamento, precario alloggiamento, insufficiente trattamento morale e carenza di un minimo di comfort. La causa della mancata assegnazione dei materiali di casermaggio e vestizione va attribuita all'ottusità e cecità di parte delle autorità militari locali tedesche, che detenevano depositi e magazzini colmi di effetti militari del R.E. preda bellica dell'armistizio, autorità che attuarono artatamente, su ispirazione dell'OKW, un vero e proprio sabotaggio, freddamente perpetrato verso la R.S.I., per poi dimostrare, con rapporti destinati all'OKW, P in affidabilità degli italiani e trovare nuove conferme alla radicale prevenzione delle autorità militari del Reich a dare vita ad un Esercito della R.S.I. Le risultanze pratiche di tali comportamenti furono delusioni, disagi fisici e morali, perplessità nelle giovani reclute, sottoposte inoltre a lusinghe e blandizie della Resistenza ad abbandonare i reparti, all'influenza del clero tesa a convincere i dubbiosi, favorendo diserzioni e assenze arbitrarie, come già sopra rilevato. Il gettito delle reclute, presentatesi alla chiamata fu superiore ad ogni più rosea previsione, persino nelle regioni dove maggiori erano i timori per la presenza di radicati avversati politici; l'affluenza fu imponente e la disponibilità dei coscritti esuberante per costituire i reparti presidiar!, i Btg. D.C. e Genio F.C., i gruppi di artiglieria, i reparti di supporto tecnico/logistico e tutti gli altri reparti previsti nel programma italo-tede-sco. L'eccessivo numero di reclute costituì, inoltre, fonte di preoccupazione per l'inadeguato coordinamento da parte tedesca e il timore di non riuscire a controllare la situazione per le complicazioni collegate all'armamento ed all'equipaggiamento di uomini in misura superiore alle esigenze previste, per il timore di fornire nuovi elementi alle bande ribelli, per paura di non riuscire ad assolvere agli impegni sottoscritti. Alla sfiducia verso gli italiani si unì, quindi, una strisciante politica di sabotaggio occulta, consistente nel negare ai comandi italiani il necessario per vestire, armare ed equipaggiare, alloggiare, alimentare e pagare una massa di recinte oscillante fra le 120/140.000 unità, reclute che iniziarono ben presto a subire dubbi e perplessità nella realtà trovata nelle caserme. Nei magazzini controllati dalla Wehrmacht erano disponibili dotazioni di vestiario italiano del R.E. per circa un milione di corredi completi ed il gigantesco bottino di guerra italiano fatto al momento dell'armistizio, vedeva la presenza di 1.300.000 fucili, 38.500 mitragliatrici, 10.000 cannoni, 15.500 automezzi, 1.000 carri armati, 75.000 quadrupedi.]]></content:encoded>
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				<title>Liberato Russo, Segretario Regionale Casartigiani Molise:  “Carrozzieri ed addetti mobilitati contro le nuove norme sul risarcimento dei danni. A rischio moltissimi posti di lavoro”. </title>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 19:19:13 +0000</pubDate>
				<dc:creator>casartigianimolise</dc:creator>
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                <description><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://casartigianimolise.bloog.it/files/2012/02/57049104.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-124" title="57049104" src="http://casartigianimolise.bloog.it/files/2012/02/57049104-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Se entrerà in vigore l’art. 30 del decreto <strong>“Crescitalia”</strong> sulle norme in materia di <strong>RC Auto</strong>, vi saranno più costi e meno libertà di scelta per i consumatori e saranno violati i principi della libera concorrenza per le <strong>imprese di autoriparazione. </strong>E’ questa la denuncia di numerosi carrozzieri molisani, molti dei quali aderenti a <strong>Casartigiani Molise.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il provvedimento, al comma 2 dell’art. 30 (“Efficienza produttiva del risarcimento diretto e risarcimento in forma specifica”), prevede un maggior costo della riparazione, pari al 30% per i consumatori che scelgano di far aggiustare il veicolo danneggiato rivolgendosi al proprio carrozziere di fiducia. Infatti, a giudizio delle Confederazioni Artigiane presenti sul territorio, tale misura altera in maniera evidente la libera concorrenza sul mercato dell’autoriparazione, poiché l’automobilista/assicurato non può più scegliere di farsi riparare l’auto da chi vuole, tranne se non decida di rimetterci di tasca propria il 30% di quanto gli è dovuto.</p>
<p style="text-align: justify"></p>
<p style="text-align: justify"><strong><em>“Questo provvedimento</em></strong> – spiega Liberato Russo, Segretario Regionale di CASARTIGIANI Molise – <strong><em>violerebbe anche la sentenza della Corte Costituzionale n. 180/2009 che prevede che il risarcimento diretto, al cui interno si colloca l’indennizzo in forma specifica, è facoltativo e non può essere obbligatorio. Molti automobilisti, coinvolti in incidenti stradali, si sono visti “caldamente consigliare” dalle proprie compagnie, quando non proprio indurre, a portare l’auto non al proprio carrozziere di fiducia, ma ad un’officina della rete convenzionata con le compagnie ...</em></strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong><em><!--more-->Si tratta di un vero e proprio abuso</em></strong> – prosegue Russo – <strong><em>perché mette in atto comportamenti che distorcono il regime di libera concorrenza, limitano la libertà di scelta, favoriscono un controllo improprio del mercato dell’autoriparazione”.</em></strong> Spesso infatti le autocarrozzerie convenzionate, per sottostare alle condizioni imposte dalle assicurazioni, sono costrette ad applicare tariffe palesemente sottostimate. Ed è difficile davvero non pensare che questo non finisca per influire sulla qualità della riparazione eseguita.</p>
<p style="text-align: justify">Con questa nuova normativa le imprese di autoriparazione indipendenti verrebbero fortemente penalizzate perché non convenzionate con le compagnie assicurative.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><em>“Nella crisi generale che stiamo vivendo –</em></strong> continua Russo, Segretario di Casartigiani Molise -  <strong><em>tale disposizione aggraverebbe la già difficile situazione delle imprese di questo settore, causando la chiusura di molte di esse, con la perdita di numerosissimi posti di lavoro”</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Da qui scaturisce la forte azione unitaria della categoria impegnata a promuovere in tutte le sedi istituzionali una modifica della norma, così da salvaguardare la libertà d’impresa, emarginando i cartelli delle Compagnie di Assicurazione.</p>
<strong><em> </em></strong>

<strong><em> </em></strong>

<strong><em>Intervista a cura di Lucia Checchia</em></strong>

<strong><em>(nella foto Liberato RUSSO)</em></strong>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://casartigianimolise.bloog.it/files/2012/02/57049104.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-124" title="57049104" src="http://casartigianimolise.bloog.it/files/2012/02/57049104-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Se entrerà in vigore l’art. 30 del decreto <strong>“Crescitalia”</strong> sulle norme in materia di <strong>RC Auto</strong>, vi saranno più costi e meno libertà di scelta per i consumatori e saranno violati i principi della libera concorrenza per le <strong>imprese di autoriparazione. </strong>E’ questa la denuncia di numerosi carrozzieri molisani, molti dei quali aderenti a <strong>Casartigiani Molise.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il provvedimento, al comma 2 dell’art. 30 (“Efficienza produttiva del risarcimento diretto e risarcimento in forma specifica”), prevede un maggior costo della riparazione, pari al 30% per i consumatori che scelgano di far aggiustare il veicolo danneggiato rivolgendosi al proprio carrozziere di fiducia. Infatti, a giudizio delle Confederazioni Artigiane presenti sul territorio, tale misura altera in maniera evidente la libera concorrenza sul mercato dell’autoriparazione, poiché l’automobilista/assicurato non può più scegliere di farsi riparare l’auto da chi vuole, tranne se non decida di rimetterci di tasca propria il 30% di quanto gli è dovuto.</p>
<p style="text-align: justify"></p>
<p style="text-align: justify"><strong><em>“Questo provvedimento</em></strong> – spiega Liberato Russo, Segretario Regionale di CASARTIGIANI Molise – <strong><em>violerebbe anche la sentenza della Corte Costituzionale n. 180/2009 che prevede che il risarcimento diretto, al cui interno si colloca l’indennizzo in forma specifica, è facoltativo e non può essere obbligatorio. Molti automobilisti, coinvolti in incidenti stradali, si sono visti “caldamente consigliare” dalle proprie compagnie, quando non proprio indurre, a portare l’auto non al proprio carrozziere di fiducia, ma ad un’officina della rete convenzionata con le compagnie ...</em></strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong><em><!--more-->Si tratta di un vero e proprio abuso</em></strong> – prosegue Russo – <strong><em>perché mette in atto comportamenti che distorcono il regime di libera concorrenza, limitano la libertà di scelta, favoriscono un controllo improprio del mercato dell’autoriparazione”.</em></strong> Spesso infatti le autocarrozzerie convenzionate, per sottostare alle condizioni imposte dalle assicurazioni, sono costrette ad applicare tariffe palesemente sottostimate. Ed è difficile davvero non pensare che questo non finisca per influire sulla qualità della riparazione eseguita.</p>
<p style="text-align: justify">Con questa nuova normativa le imprese di autoriparazione indipendenti verrebbero fortemente penalizzate perché non convenzionate con le compagnie assicurative.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><em>“Nella crisi generale che stiamo vivendo –</em></strong> continua Russo, Segretario di Casartigiani Molise -  <strong><em>tale disposizione aggraverebbe la già difficile situazione delle imprese di questo settore, causando la chiusura di molte di esse, con la perdita di numerosissimi posti di lavoro”</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Da qui scaturisce la forte azione unitaria della categoria impegnata a promuovere in tutte le sedi istituzionali una modifica della norma, così da salvaguardare la libertà d’impresa, emarginando i cartelli delle Compagnie di Assicurazione.</p>
<strong><em> </em></strong>

<strong><em> </em></strong>

<strong><em>Intervista a cura di Lucia Checchia</em></strong>

<strong><em>(nella foto Liberato RUSSO)</em></strong>]]></content:encoded>
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						<item>
				<title>Casting Vancouver .... Eloisa Cianni (Miss Italia 1952)</title>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 19:05:01 +0000</pubDate>
				<dc:creator>castingmoda</dc:creator>
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                <description><![CDATA[<h2 style="text-align: center">Eloisa Cianni (Miss Italia 1952)</h2>
<p style="text-align: left"><a href="http://castingmoda.bloog.it/files/2012/02/imagesCABQ22X8.jpg"></a><a href="http://castingmoda.bloog.it/files/2012/02/imagesCAOSIPA7.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3594" title="imagesCAOSIPA7" src="http://castingmoda.bloog.it/files/2012/02/imagesCAOSIPA7.jpg" alt="" width="190" height="266" /></a>Eloisa Cianni all'anagrafe Aloisa Stukin è nata a Roma il 21 giugno 1932.</p>
<p style="text-align: left">E' stata eletta <a href="http://castingmoda.bloog.it/casting-aprilia-miss-italia.html" target="_self"><span style="color: #0000ff">Miss Italia</span> </a>a Merano nel 1952 e <a href="http://castingmoda.bloog.it/casting-varese-miss-europa.html" target="_self"><span style="color: #0000ff">Miss Europa</span></a> ad Instanbul in Turchia l'anno successivo.  Il suo esordio nel cinema avviene grazie ad una parte secondaria nel film "Villa Borghese" di Gianni Francolini dove la sua bellezza impressiona il pubblico.</p>
Nei dieci anni successivi ha continuato a lavorare nel cinema, collezionando apparizioni in film di scarso rilievo in cui solitamente interpretava se stessa, fino a rinunciare definitivamente alla carriera cinematografica quando non aveva ancora trent'anni.

Filmografia:
<ul>
	<li> 1953: Villa Borghese. Regia di Gianni Franciolini</li>
	<li> 1954: Peppino e la nobile dama. Regia di Piero Ballerini</li>
	<li> 1955: Racconti romani. Regia di Gianni Franciolini</li>
	<li> 1955: Il segno di Venere. Regia di Dino Risi</li>
	<li> 1955: La porta dei sogni. Regia di Angelo D'Alessandro</li>
	<li> 1955: Processo all'amore. Regia di Enzo Liberti</li>
	<li> 1956: Sangue di zingara. Regia di Maria Basaglia</li>
	<li> 1957: Ho amato una diva. Regia di Luigi De Marchi</li>
	<li> 1958: Amore a prima vista. Regia di Franco Rossi</li>
	<li> 1958: Adorabili e bugiarde. Regia di Nunzio Malasomma</li>
	<li> 1958: amore e guai. Regia di Angelo Dorigo</li>
	<li> 1958: Sergente d'ispezione. Regia di Roberto Savarese</li>
	<li> 1959: Il pirata dello sparviero nero. Regia di Sergio Grieco</li>
	<li> 1961: Le magnifiche sette. Regia di Marino Girolami</li>
</ul>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center">Eloisa Cianni (Miss Italia 1952)</h2>
<p style="text-align: left"><a href="http://castingmoda.bloog.it/files/2012/02/imagesCABQ22X8.jpg"></a><a href="http://castingmoda.bloog.it/files/2012/02/imagesCAOSIPA7.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3594" title="imagesCAOSIPA7" src="http://castingmoda.bloog.it/files/2012/02/imagesCAOSIPA7.jpg" alt="" width="190" height="266" /></a>Eloisa Cianni all'anagrafe Aloisa Stukin è nata a Roma il 21 giugno 1932.</p>
<p style="text-align: left">E' stata eletta <a href="http://castingmoda.bloog.it/casting-aprilia-miss-italia.html" target="_self"><span style="color: #0000ff">Miss Italia</span> </a>a Merano nel 1952 e <a href="http://castingmoda.bloog.it/casting-varese-miss-europa.html" target="_self"><span style="color: #0000ff">Miss Europa</span></a> ad Instanbul in Turchia l'anno successivo.  Il suo esordio nel cinema avviene grazie ad una parte secondaria nel film "Villa Borghese" di Gianni Francolini dove la sua bellezza impressiona il pubblico.</p>
Nei dieci anni successivi ha continuato a lavorare nel cinema, collezionando apparizioni in film di scarso rilievo in cui solitamente interpretava se stessa, fino a rinunciare definitivamente alla carriera cinematografica quando non aveva ancora trent'anni.

Filmografia:
<ul>
	<li> 1953: Villa Borghese. Regia di Gianni Franciolini</li>
	<li> 1954: Peppino e la nobile dama. Regia di Piero Ballerini</li>
	<li> 1955: Racconti romani. Regia di Gianni Franciolini</li>
	<li> 1955: Il segno di Venere. Regia di Dino Risi</li>
	<li> 1955: La porta dei sogni. Regia di Angelo D'Alessandro</li>
	<li> 1955: Processo all'amore. Regia di Enzo Liberti</li>
	<li> 1956: Sangue di zingara. Regia di Maria Basaglia</li>
	<li> 1957: Ho amato una diva. Regia di Luigi De Marchi</li>
	<li> 1958: Amore a prima vista. Regia di Franco Rossi</li>
	<li> 1958: Adorabili e bugiarde. Regia di Nunzio Malasomma</li>
	<li> 1958: amore e guai. Regia di Angelo Dorigo</li>
	<li> 1958: Sergente d'ispezione. Regia di Roberto Savarese</li>
	<li> 1959: Il pirata dello sparviero nero. Regia di Sergio Grieco</li>
	<li> 1961: Le magnifiche sette. Regia di Marino Girolami</li>
</ul>]]></content:encoded>
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			</item>
						<item>
				<title>Casting Montreal .... Filmografia Fulvia Franco (Miss Italia 1948)</title>
				<link>http://castingmoda.bloog.it/casting-montreal-filmografia-fulvia-franco-miss-italia-1948.html</link>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 18:42:12 +0000</pubDate>
				<dc:creator>castingmoda</dc:creator>
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                <description><![CDATA[<h2 style="text-align: center">Filmografia Fulvia Franco (Miss Italia 1948)</h2>
<ul>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1948: Totò al giro d'Italia</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1950: Romanticismo</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1952: Primo premio Mariarosa</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1952: Il romanzo della mia vita</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1952: Bellezza in moto-scooter</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1952: Totò a colori</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1952: Agenzia matrimoniale</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1953: Finalmente libero</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1954: Tripoli, bel suol d'amore</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1954: Totò all'inferno</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1954: Carovana di canzoni</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1954: Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1955: Scapricciatiello</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1955: La Rossa</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1955: La catena dell'odio</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1955: La moglie è uguale per tutti</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1955: Le avventure di Giacomo Casanova</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1956: Donne, amori e matrimoni. Regia di Roberto Bianchi Montero </div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1956: Il cavaliere dalla spada nera</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1957: Onore e sangue</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1957: Peppino, le modelle e chella là</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1957: A sud niente di nuovo</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1957: Buongiorno primo amore!. Regia di Marino Girolami e Antonio Momplet</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1957: Totò, Vittorio e la dottoressa</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1958: Le belle dell'aria</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1958: La tempesta</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1959: Ercole e la regina di Lidia</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1959: L'arciere nero</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1960: A noi piace freddo ...!</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1963: Ercole sfida Sansone</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1963: Obiettivo ragazze</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1963: L'amore difficile</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1964: Queste pazze pazze donne</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1964: Alta fedeltà</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1964: Alla conquista dell'Arkansas</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1965: Letti sbagliati</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1965: Una bara per lo sceriffo</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1966: una rete piena di sabbia</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1966: Sophia, primo episodio della serie TV I Spy</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1966: L'armata Brancaleone</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1967: I due figli di Ringo</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1967: Il magnifico Texano. Regia di luigi Capuano</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1968: Brutti di notte</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1969: Don Chisciotte e Sancio Panza. Regia di Giovanni Grimaldi</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1969: Mercanti di vergini</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1971: Tara Pokì. Regia di Amasi Damiani</div></li>
</ul>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center">Filmografia Fulvia Franco (Miss Italia 1948)</h2>
<ul>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1948: Totò al giro d'Italia</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1950: Romanticismo</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1952: Primo premio Mariarosa</div></li>
	<li>
<div style="text-align: left"> 1952: Il romanzo della mia vita</div></li>
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<div style="text-align: left"> 1952: Bellezza in moto-scooter</div></li>
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<div style="text-align: left"> 1952: Totò a colori</div></li>
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<div style="text-align: left"> 1954: Tripoli, bel suol d'amore</div></li>
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<div style="text-align: left"> 1955: Scapricciatiello</div></li>
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<div style="text-align: left"> 1955: La Rossa</div></li>
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<div style="text-align: left"> 1955: La catena dell'odio</div></li>
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<div style="text-align: left"> 1955: La moglie è uguale per tutti</div></li>
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<div style="text-align: left"> 1955: Le avventure di Giacomo Casanova</div></li>
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<div style="text-align: left"> 1956: Donne, amori e matrimoni. Regia di Roberto Bianchi Montero </div></li>
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<div style="text-align: left"> 1956: Il cavaliere dalla spada nera</div></li>
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<div style="text-align: left"> 1957: Onore e sangue</div></li>
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<div style="text-align: left"> 1958: Le belle dell'aria</div></li>
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<div style="text-align: left"> 1958: La tempesta</div></li>
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				<title>Strumenti ‹ PARLIAMONE — WordPress</title>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 18:29:29 +0000</pubDate>
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				<title>L'egemonia marxista sulla scuola italiana- di G. Cantoni</title>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 18:28:14 +0000</pubDate>
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                <description><![CDATA[<strong><a href="http://athenasophia.bloog.it/files/2012/02/Banchi-di-Scuola.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3143" title="Banchi di Scuola" src="http://athenasophia.bloog.it/files/2012/02/Banchi-di-Scuola.jpg" alt="" width="1280" height="1024" /></a>Giovanni CANTONI</strong><strong>
</strong><strong>L'egemonia marxista sulla scuola italiana</strong><strong>
</strong>tratto da: Cristianità, 23 (1995) luglio-agosto, n. 243-244, p. 18-20.<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Ho fra mani «Per la scuola. Lettera agli studenti, ai genitori, a tutte le comunità educanti», della Commissione Episcopale per l'Educazione Cattolica, la Cultura, la Scuola e l'Università della CEI, la Conferenza Episcopale Italiana (1). Per intenderci, il documento di "denuncia dell'"egemonia marxista" sulla scuola italiana", al cui proposito i mass media hanno ampiamente intrattenuto i rispettivi utenti nell'ultima settimana di maggio del 1995 e hanno "incrociato le penne" notisti di fama (2).<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Poiché mi rifiuto di emettere sentenze su quanto non conosco perché non l'ho potuto esaminare direttamente, sono destinato ad arrivare molto spesso - se non sempre - in ritardo, comunque dopo. Ma l'interesse per la problematica non si è spento, almeno a giudicare dalla tavola rotonda - cui hanno partecipato, con altri, i professori Giuseppe Goisis, dell'Università di Venezia, e Piero Viotto, dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano - ospitata nel numero datato 18 giugno 1995 del settimanale d'informazione e di opinione della diocesi di Treviso, <em>la Vita del popolo</em><strong> </strong>(3). Inoltre tale pratica - una sorta di prudenza intellettuale alla scuola di san Tommaso, non però quello d'Aquino, bensì di san Tommaso apostolo, quello che "non ci crede se non ci mette il naso" - paga. Infatti, nel documento episcopale dell'egemonia gramsciana non vi è neppure l'ombra. Quindi, l'avvenimento ampiamente e variamente commentato si riduce a una considerazione personale di S. E mons. Pietro G. Nonis, vescovo di Vicenza e presidente della Commissione episcopale ricordata, un'osservazione enunciata il 23 maggio 1995 in occasione della conferenza stampa di presentazione del documento: "L'egemonia marxista sulla scuola per 40 anni, a partire dal '45, è stata una realtà - ha detto il presule - la dimensione della quale non si è estinta con il mutare del tempo. Basta guardare ad esempio i testi di filosofia e di storia che dimostrano come la scuola può essere ideologizzata da laici e da laicisti"; poi, con evidente ironia, ha aggiunto: "Se è lecito a un vescovo complimentarsi con qualcuno, allora debbo complimentarmi con questa egemonia che forze politiche ben determinate sono riuscite a stabilire per loro fortuna nel nostro Paese, realizzando il progetto di quel piccolo grande uomo che fu Antonio Gramsci, piccolo di statura ma grande per il pensiero" (4); e ha ribadito i concetti e i termini in un'intervista raccolta da Mimmo Muolo per <em>Avvenire</em><strong> </strong>del 24 maggio (5).<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Dunque, mons. Pietro G. Nonis ha espresso un'opinione personale, per certo non condivisa nella percentuale adeguata da altri componenti ed esponenti della CEI, diversamente è lecito pensare che sarebbe probabilmente entrata a far parte integrante del documento <em>Per la scuola</em>; inoltre questa opinione, nella seconda parte della sua formulazione, nonostante l'ironia, mi pare tale da suscitare perplessità.<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Che si tratti di un'opinione personale è provato anche da un'intervista rilasciata da S. E. mons. Alberto Ablondi, vescovo di Livorno e neo-eletto vicepresidente della CEI, raccolta il 26 maggio da Ignazio Ingrao per l'agenzia della stessa CEI, la SIR, il Servizio di Informazione Religiosa (6). In tale intervista il presule ammette: "Abbiamo certamente assistito, negli anni passati, al tentativo politico di imporre un'egemonia della cultura marxista sulla scuola italiana"; ma ritiene di dover immediatamente precisare: "Non direi però che i risultati di questo tentativo siano stati particolarmente eclatanti. Infatti, se si fosse realizzata una vera e propria egemonia di questa cultura sulla scuola, ci sarebbero state anche delle reazioni, si sarebbe potuta produrre una dialettica tra cultura cattolica e cultura marxista, ad esempio" (7). Quindi, quanto per il vescovo di Vicenza è un'operazione realizzata e ancora attiva, per quello di Livorno è stato un tentativo fallito; e, a prova del fallimento, quest'ultimo adduce la mancata reazione della cultura cattolica e la conseguente mancata dialettica fra la cultura cattolica e la cultura marxista. Mi chiedo di quale cultura cattolica intenda parlare mons. Alberto Ablondi, anzitutto intenzionata a contrastare, quindi in condizioni operative tali da contrastare l'eventuale egemonia marxista: senza assolutamente la pretesa di esaurire lo spettro penso, in primo luogo, a quella cattocomunista, "fredda" e "razionale", strutturalmente fiancheggiatrice del marxismo; in secondo luogo a quella terzomondista, "calda" e "passionale", echeggiante in Italia la "teologia della liberazione" di stampo marxista; in terzo luogo a quella pacifista, nata dagli sponsali fra l'"utilità", cioè il servizio propagandistico al nemico socialcomunista, e l'"idiozia", perciò l'indifferenza non solo ai suoi errori ma pure alle sue vittime; infine, per completare in qualche modo il rapidissimo giro d'orizzonte, a quella benpensante, da comitato civico, tanto clerodipendente da far "sbiancare" il guelfismo più nero e, perciò, praticante la più radicale delle censure, cioè l'autocensura. Francamente, in questo quadro non trovo protagonisti né per la reazione né per la dialettica evocate da mons. Alberto Ablondi. Quindi, di fronte alla rilevazione storica della mancata reazione e dell'altrettanto mancata dialettica, piuttosto che il sospetto di un fallimento avanzo quello di un successo perfetto, tanto perfetto da non insospettire neppure con la sua celebrazione, analogo al "suicidio dei popolari": infatti, l'induzione al suicidio non è forse l'omicidio perfetto, in cui il colpevole non lascia tracce di sorta?<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Proseguo e vengo al "piccolo grande uomo che fu Antonio Gramsci, piccolo di statura ma grande per il pensiero", di cui ha parlato mons. Pietro G. Nonis. Sono francamente contrario alla squalificazione polemica dell'avversario quando infondata: anzi, sono assolutamente convinto che molte sconfitte di una certa parte siano frutto di una infondata - questa sì - presunzione di superiorità; ma "grande" mi sembra troppo, soprattutto se riferito al pensiero di chi, il 25 maggio 1916, scriveva sull'<em>Avanti!</em><strong> </strong>che "il socialismo è precisamente la religione che deve ammazzare il cristianesimo" (8).<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Se la qualificazione di Antonio Gramsci mi lascia perplesso, non minore perplessità suscita in me quanto ha detto lo stesso mons. Pietro G. Nonis nella citata intervista ad Avvenire: "Quando parliamo di progetto culturale della Chiesa che è in Italia non vogliamo arrivare a una nostra egemonia per riguadagnare il tempo perduto" (9). Non capisco proprio perché apprezzare il pensiero di Antonio Gramsci, certamente da respingere a prescindere dal risultato che perseguiva, cioè dal fatto che sia o meno riuscito ad "ammazzare il cristianesimo", e rifiutarne il metodo, la pratica egemonica, se - come ebbe a dire Papa Pio XII il 7 settembre 1947 - "nell'arte di guadagnare gli uomini voi potete apprendere qualche cosa anche dai vostri avversari" (10).<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Se non si vuole confessare, come fece lo stesso Papa Pio XII il 7 settembre 1955, che "la Chiesa non nasconde [...] che essa ritiene come un ideale l'unità del popolo nella vera religione e l'unanimità di azione tra essa e lo Stato" (11), cioè la piena realizzazione dell'egemonia culturale cattolica, credo si debba almeno meditare su una notazione del sociologo Giuseppe De Rita, fatta ad Arezzo nel mese di aprile del 1995, in occasione della presentazione dei risultati dell'inchiesta del CENSIS - il Centro Studi ed Investimenti Sociali di cui è segretario generale - sulla famiglia nella diocesi: "Abbiamo vissuto un secolo di verità pubbliche - l'ideologia del progresso illimitato, del comunismo, del fascismo e del nazismo, della psicanalisi - il secolo delle verità ideologiche a cui uniformarsi, e ora abbiamo di fronte un mondo di verità private. E la Chiesa, di fatto per secoli portatrice della verità pubblica, si è ritrovata in difficoltà perchè le è stato imposto un confronto in cui si è ritrovata ad essere una agenzia valoriale tra le altre"; e "oggi la verità pubblica - ha aggiunto - non esiste di fatto più, ognuno cerca la sua verità, ma la società non può vivere come una semplice somma di verità private. L'unica realtà che può riproporre oggi una verità pubblica non ideologica, ma che si esprime nel senso di appartenenza sociale da vivere è la Chiesa" (12). Se della condizione descritta il documento episcopale fa stato - infatti si legge al paragrafo 4: "Viviamo [...] in un pluralismo culturale povero di evidenze condivise, caratterizzato dalla "convivenza" passiva dei diversi orientamenti e talora dalla pretesa della "neutralità" della scuola circa i valori" (13) -, non altrettanto mi pare si possa dire quanto alla proposta.<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Nei <em>Quaderni del carcere</em><strong> </strong>- precisamente nel Quaderno 16 (XXII), datato 1933-1934 - Antonio Gramsci scrive che "la filosofia della praxis - è il nome con cui indica il materialismo dialettico e storico - presuppone tutto questo passato culturale, la Rinascita e la Riforma, la filosofia tedesca e la rivoluzione francese, il calvinismo e la economia classica inglese, il liberalismo laico e lo storicismo che è alla base di tutta la concezione moderna della vita. La filosofia della praxis è il coronamento di tutto questo movimento di riforma intellettuale e morale [...]. Corrisponde al nesso Riforma protestante + Rivoluzione francese" (14).<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Nel 1991 l'Assemblea speciale per l'Europa del Sinodo dei Vescovi rendeva pubblica la dichiarazione Siamo testimoni di Cristo che ci ha liberato in cui affermava: "Oggi in Europa il comunismo come sistema è crollato, ma restano le sue ferite e la sua eredità nel cuore delle persone e nelle nuove società che stanno sorgendo. Le persone hanno difficoltà nel retto uso della libertà e del regime democratico; i valori morali radicalmente sovvertiti debbono essere rivivificati. [...]. Il crollo del comunismo mette in questione l'intero itinerario culturale e socio-politico dell'umanesimo europeo, segnato dall'ateismo non solo nel suo esito marxista, e mostra coi fatti, oltre che in linea di principio, che non è possibile disgiungere la causa di Dio dalla causa dell'uomo" (15).<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Il 12 ottobre 1992, parlando a Santo Domingo, Papa Giovanni Paolo II ha detto: "[...] non possiamo dimenticare che la storia recente ha mostrato che quando, sotto la copertura di certe ideologie, vengono negate la verità su Dio e la verità sull'uomo, si rende impossibile costruire una società dal volto umano. Con la caduta dei regimi del cosiddetto "socialismo reale" nell'Europa orientale si deve sperare che [...] si traggano le deduzioni pertinenti sul valore effimero di tali ideologie" (16).<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Ebbene, credo di poter affermare che, fino a quando non si ammetterà che il popolo italiano sta uscendo, né più né meno delle nazioni di oltre cortina, da un regime socialcomunista, anche se non marxista-leninista ma marxista-gramsciano; quindi non si trarranno le deduzioni pertinenti sul valore dell'itinerario culturale cui è stato sottoposto, mettendo radicalmente in questione tale itinerario e facendo di questa messa in questione il quadro - possibilmente esplicito - in cui inserire ogni problematica culturale, a essa dunque rispondendo con una serena, pubblica e forte "coscienza di verità" cattolica e storica, ogni speranza di mutamento è decisamente infondata. Anche, se non soprattutto, «Per la scuola».<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>* Articolo anticipato senza note in <em>Secolo d'Italia. Quotidiano di Alleanza Nazionale</em>, anno XLIV, n. 145, 24-6-1995, pp. 1 e 14, dove è comparso con il titolo redazionale <em>L'egemonia catto-comunista nella scuola</em>.<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>(1) Cfr. Commissione Episcopale CEI [Conferenza Episcopale Italiana] per l'Educazione Cattolica, la Cultura, la Scuola e l'Università, Per la scuola. Lettera agli studenti, ai genitori, a tutte le comunità educanti, del 29-4-1995.<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>(2) Cfr. Filippo Gentiloni, Eppur si muovono, in Il Manifesto, 24-5-1995; Pierluigi Battista, Nella scuola italiana esiste davvero una "egemonia marxista"?, in La Stampa, 25-5-1995; Geno Pampaloni, Il vescovo Gramsci e la scuola, ibid., 25-5-1995; Aldo Schiavone, Gramsci e il vescovo Colletti, in la Repubblica, 27-5-1995; e Domenico Starnone, E la chiamano egemonia di sinistra, in Corriere della Sera, 27-5-1995.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(3) Cfr. La scuola è davvero di sinistra?, in la Vita del popolo. Settimanale d'informazione e di opinione della diocesi di Treviso, anno CIII, n. 24, 18-6-1995, pp. 2-3.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(4) Ricominciamo da tre: i vescovi spiegano come e perché va rifatta la scuola italiana, in ADISTA. Documenti, rassegne, dossier su mondo cattolico e realtà religiose, supplemento ad ADISTA. Fatti, notizie, avvenimenti su mondo cattolico e realtà religiose, anno XXIX, n. 41 (5272), 3-6-1995, p. 5.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(5) Cfr. mons. Pietro G. Nonis, "Una scuola più attenta alla persona", intervista a cura di Mimmo Muolo, in Avvenire, 24-5-1995.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(6) Cfr. mons. Alberto Ablondi, Peggiore di ogni egemonia culturale è l'indifferenza, intervista a cura di Ignazio Ingrao, in SIR servizio informazione religiosa, anno 7, n. 39 (484), 26-5-1995, p. 9.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(7) Ibidem.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(8) Antonio Gramsci, Audacia e fede, in Avanti!, 22-5-1916, in Sotto la Mole. 1916-1929, Einaudi, Torino 1960, p. 148.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(9) Mons. P. G. Nonis, intervista cit.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(10) Pio XII, Discorso all'Unione Uomini dell'Azione Cattolica Italiana, del 7-9-1947, in Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, vol. IX, p. 218.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(11) Idem, Discorso ai partecipanti al X Congresso Internazionale delle Scienze Storiche, del 7-9-1955, ibid., vol. XVII, p. 218.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(12) La società non può vivere come una semplice somma di verità private, in SIR servizio informazione religiosa, anno 7, n. 28 (473), 12-4-1995, p. 3.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(13) Commissione Episcopale CEI per l'Educazione Cattolica, la Cultura, la Scuola e l'Università, doc. cit., n. 4.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(14) A. Gramsci, Quaderni del carcere, vol. terzo, Quaderni 12 (XXIX)-29 (XXI), edizione critica dell'Istituto Gramsci, a cura di Valentino Giarratana, Einaudi, Torino 1975, p. 1860.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(15) Sinodo dei Vescovi. Assemblea Speciale per l'Europa, Dichiarazione Siamo testimoni di Cristo che ci ha liberato, s.d. ma reso pubblico il 13-12-1991, n. 1.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(16) Giovanni Paolo II, Discorso Nueva Evangelización, Promoción humana, Cultura cristiana. "Jesucristo ayer, hoy y siempre", del 12-10-1992, II, 11, in Insegnamenti di Giovanni Paolo II, vol. XV, 2, p. 322.]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<strong><a href="http://athenasophia.bloog.it/files/2012/02/Banchi-di-Scuola.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3143" title="Banchi di Scuola" src="http://athenasophia.bloog.it/files/2012/02/Banchi-di-Scuola.jpg" alt="" width="1280" height="1024" /></a>Giovanni CANTONI</strong><strong>
</strong><strong>L'egemonia marxista sulla scuola italiana</strong><strong>
</strong>tratto da: Cristianità, 23 (1995) luglio-agosto, n. 243-244, p. 18-20.<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Ho fra mani «Per la scuola. Lettera agli studenti, ai genitori, a tutte le comunità educanti», della Commissione Episcopale per l'Educazione Cattolica, la Cultura, la Scuola e l'Università della CEI, la Conferenza Episcopale Italiana (1). Per intenderci, il documento di "denuncia dell'"egemonia marxista" sulla scuola italiana", al cui proposito i mass media hanno ampiamente intrattenuto i rispettivi utenti nell'ultima settimana di maggio del 1995 e hanno "incrociato le penne" notisti di fama (2).<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Poiché mi rifiuto di emettere sentenze su quanto non conosco perché non l'ho potuto esaminare direttamente, sono destinato ad arrivare molto spesso - se non sempre - in ritardo, comunque dopo. Ma l'interesse per la problematica non si è spento, almeno a giudicare dalla tavola rotonda - cui hanno partecipato, con altri, i professori Giuseppe Goisis, dell'Università di Venezia, e Piero Viotto, dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano - ospitata nel numero datato 18 giugno 1995 del settimanale d'informazione e di opinione della diocesi di Treviso, <em>la Vita del popolo</em><strong> </strong>(3). Inoltre tale pratica - una sorta di prudenza intellettuale alla scuola di san Tommaso, non però quello d'Aquino, bensì di san Tommaso apostolo, quello che "non ci crede se non ci mette il naso" - paga. Infatti, nel documento episcopale dell'egemonia gramsciana non vi è neppure l'ombra. Quindi, l'avvenimento ampiamente e variamente commentato si riduce a una considerazione personale di S. E mons. Pietro G. Nonis, vescovo di Vicenza e presidente della Commissione episcopale ricordata, un'osservazione enunciata il 23 maggio 1995 in occasione della conferenza stampa di presentazione del documento: "L'egemonia marxista sulla scuola per 40 anni, a partire dal '45, è stata una realtà - ha detto il presule - la dimensione della quale non si è estinta con il mutare del tempo. Basta guardare ad esempio i testi di filosofia e di storia che dimostrano come la scuola può essere ideologizzata da laici e da laicisti"; poi, con evidente ironia, ha aggiunto: "Se è lecito a un vescovo complimentarsi con qualcuno, allora debbo complimentarmi con questa egemonia che forze politiche ben determinate sono riuscite a stabilire per loro fortuna nel nostro Paese, realizzando il progetto di quel piccolo grande uomo che fu Antonio Gramsci, piccolo di statura ma grande per il pensiero" (4); e ha ribadito i concetti e i termini in un'intervista raccolta da Mimmo Muolo per <em>Avvenire</em><strong> </strong>del 24 maggio (5).<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Dunque, mons. Pietro G. Nonis ha espresso un'opinione personale, per certo non condivisa nella percentuale adeguata da altri componenti ed esponenti della CEI, diversamente è lecito pensare che sarebbe probabilmente entrata a far parte integrante del documento <em>Per la scuola</em>; inoltre questa opinione, nella seconda parte della sua formulazione, nonostante l'ironia, mi pare tale da suscitare perplessità.<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Che si tratti di un'opinione personale è provato anche da un'intervista rilasciata da S. E. mons. Alberto Ablondi, vescovo di Livorno e neo-eletto vicepresidente della CEI, raccolta il 26 maggio da Ignazio Ingrao per l'agenzia della stessa CEI, la SIR, il Servizio di Informazione Religiosa (6). In tale intervista il presule ammette: "Abbiamo certamente assistito, negli anni passati, al tentativo politico di imporre un'egemonia della cultura marxista sulla scuola italiana"; ma ritiene di dover immediatamente precisare: "Non direi però che i risultati di questo tentativo siano stati particolarmente eclatanti. Infatti, se si fosse realizzata una vera e propria egemonia di questa cultura sulla scuola, ci sarebbero state anche delle reazioni, si sarebbe potuta produrre una dialettica tra cultura cattolica e cultura marxista, ad esempio" (7). Quindi, quanto per il vescovo di Vicenza è un'operazione realizzata e ancora attiva, per quello di Livorno è stato un tentativo fallito; e, a prova del fallimento, quest'ultimo adduce la mancata reazione della cultura cattolica e la conseguente mancata dialettica fra la cultura cattolica e la cultura marxista. Mi chiedo di quale cultura cattolica intenda parlare mons. Alberto Ablondi, anzitutto intenzionata a contrastare, quindi in condizioni operative tali da contrastare l'eventuale egemonia marxista: senza assolutamente la pretesa di esaurire lo spettro penso, in primo luogo, a quella cattocomunista, "fredda" e "razionale", strutturalmente fiancheggiatrice del marxismo; in secondo luogo a quella terzomondista, "calda" e "passionale", echeggiante in Italia la "teologia della liberazione" di stampo marxista; in terzo luogo a quella pacifista, nata dagli sponsali fra l'"utilità", cioè il servizio propagandistico al nemico socialcomunista, e l'"idiozia", perciò l'indifferenza non solo ai suoi errori ma pure alle sue vittime; infine, per completare in qualche modo il rapidissimo giro d'orizzonte, a quella benpensante, da comitato civico, tanto clerodipendente da far "sbiancare" il guelfismo più nero e, perciò, praticante la più radicale delle censure, cioè l'autocensura. Francamente, in questo quadro non trovo protagonisti né per la reazione né per la dialettica evocate da mons. Alberto Ablondi. Quindi, di fronte alla rilevazione storica della mancata reazione e dell'altrettanto mancata dialettica, piuttosto che il sospetto di un fallimento avanzo quello di un successo perfetto, tanto perfetto da non insospettire neppure con la sua celebrazione, analogo al "suicidio dei popolari": infatti, l'induzione al suicidio non è forse l'omicidio perfetto, in cui il colpevole non lascia tracce di sorta?<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Proseguo e vengo al "piccolo grande uomo che fu Antonio Gramsci, piccolo di statura ma grande per il pensiero", di cui ha parlato mons. Pietro G. Nonis. Sono francamente contrario alla squalificazione polemica dell'avversario quando infondata: anzi, sono assolutamente convinto che molte sconfitte di una certa parte siano frutto di una infondata - questa sì - presunzione di superiorità; ma "grande" mi sembra troppo, soprattutto se riferito al pensiero di chi, il 25 maggio 1916, scriveva sull'<em>Avanti!</em><strong> </strong>che "il socialismo è precisamente la religione che deve ammazzare il cristianesimo" (8).<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Se la qualificazione di Antonio Gramsci mi lascia perplesso, non minore perplessità suscita in me quanto ha detto lo stesso mons. Pietro G. Nonis nella citata intervista ad Avvenire: "Quando parliamo di progetto culturale della Chiesa che è in Italia non vogliamo arrivare a una nostra egemonia per riguadagnare il tempo perduto" (9). Non capisco proprio perché apprezzare il pensiero di Antonio Gramsci, certamente da respingere a prescindere dal risultato che perseguiva, cioè dal fatto che sia o meno riuscito ad "ammazzare il cristianesimo", e rifiutarne il metodo, la pratica egemonica, se - come ebbe a dire Papa Pio XII il 7 settembre 1947 - "nell'arte di guadagnare gli uomini voi potete apprendere qualche cosa anche dai vostri avversari" (10).<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Se non si vuole confessare, come fece lo stesso Papa Pio XII il 7 settembre 1955, che "la Chiesa non nasconde [...] che essa ritiene come un ideale l'unità del popolo nella vera religione e l'unanimità di azione tra essa e lo Stato" (11), cioè la piena realizzazione dell'egemonia culturale cattolica, credo si debba almeno meditare su una notazione del sociologo Giuseppe De Rita, fatta ad Arezzo nel mese di aprile del 1995, in occasione della presentazione dei risultati dell'inchiesta del CENSIS - il Centro Studi ed Investimenti Sociali di cui è segretario generale - sulla famiglia nella diocesi: "Abbiamo vissuto un secolo di verità pubbliche - l'ideologia del progresso illimitato, del comunismo, del fascismo e del nazismo, della psicanalisi - il secolo delle verità ideologiche a cui uniformarsi, e ora abbiamo di fronte un mondo di verità private. E la Chiesa, di fatto per secoli portatrice della verità pubblica, si è ritrovata in difficoltà perchè le è stato imposto un confronto in cui si è ritrovata ad essere una agenzia valoriale tra le altre"; e "oggi la verità pubblica - ha aggiunto - non esiste di fatto più, ognuno cerca la sua verità, ma la società non può vivere come una semplice somma di verità private. L'unica realtà che può riproporre oggi una verità pubblica non ideologica, ma che si esprime nel senso di appartenenza sociale da vivere è la Chiesa" (12). Se della condizione descritta il documento episcopale fa stato - infatti si legge al paragrafo 4: "Viviamo [...] in un pluralismo culturale povero di evidenze condivise, caratterizzato dalla "convivenza" passiva dei diversi orientamenti e talora dalla pretesa della "neutralità" della scuola circa i valori" (13) -, non altrettanto mi pare si possa dire quanto alla proposta.<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Nei <em>Quaderni del carcere</em><strong> </strong>- precisamente nel Quaderno 16 (XXII), datato 1933-1934 - Antonio Gramsci scrive che "la filosofia della praxis - è il nome con cui indica il materialismo dialettico e storico - presuppone tutto questo passato culturale, la Rinascita e la Riforma, la filosofia tedesca e la rivoluzione francese, il calvinismo e la economia classica inglese, il liberalismo laico e lo storicismo che è alla base di tutta la concezione moderna della vita. La filosofia della praxis è il coronamento di tutto questo movimento di riforma intellettuale e morale [...]. Corrisponde al nesso Riforma protestante + Rivoluzione francese" (14).<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Nel 1991 l'Assemblea speciale per l'Europa del Sinodo dei Vescovi rendeva pubblica la dichiarazione Siamo testimoni di Cristo che ci ha liberato in cui affermava: "Oggi in Europa il comunismo come sistema è crollato, ma restano le sue ferite e la sua eredità nel cuore delle persone e nelle nuove società che stanno sorgendo. Le persone hanno difficoltà nel retto uso della libertà e del regime democratico; i valori morali radicalmente sovvertiti debbono essere rivivificati. [...]. Il crollo del comunismo mette in questione l'intero itinerario culturale e socio-politico dell'umanesimo europeo, segnato dall'ateismo non solo nel suo esito marxista, e mostra coi fatti, oltre che in linea di principio, che non è possibile disgiungere la causa di Dio dalla causa dell'uomo" (15).<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Il 12 ottobre 1992, parlando a Santo Domingo, Papa Giovanni Paolo II ha detto: "[...] non possiamo dimenticare che la storia recente ha mostrato che quando, sotto la copertura di certe ideologie, vengono negate la verità su Dio e la verità sull'uomo, si rende impossibile costruire una società dal volto umano. Con la caduta dei regimi del cosiddetto "socialismo reale" nell'Europa orientale si deve sperare che [...] si traggano le deduzioni pertinenti sul valore effimero di tali ideologie" (16).<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>Ebbene, credo di poter affermare che, fino a quando non si ammetterà che il popolo italiano sta uscendo, né più né meno delle nazioni di oltre cortina, da un regime socialcomunista, anche se non marxista-leninista ma marxista-gramsciano; quindi non si trarranno le deduzioni pertinenti sul valore dell'itinerario culturale cui è stato sottoposto, mettendo radicalmente in questione tale itinerario e facendo di questa messa in questione il quadro - possibilmente esplicito - in cui inserire ogni problematica culturale, a essa dunque rispondendo con una serena, pubblica e forte "coscienza di verità" cattolica e storica, ogni speranza di mutamento è decisamente infondata. Anche, se non soprattutto, «Per la scuola».<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>* Articolo anticipato senza note in <em>Secolo d'Italia. Quotidiano di Alleanza Nazionale</em>, anno XLIV, n. 145, 24-6-1995, pp. 1 e 14, dove è comparso con il titolo redazionale <em>L'egemonia catto-comunista nella scuola</em>.<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>(1) Cfr. Commissione Episcopale CEI [Conferenza Episcopale Italiana] per l'Educazione Cattolica, la Cultura, la Scuola e l'Università, Per la scuola. Lettera agli studenti, ai genitori, a tutte le comunità educanti, del 29-4-1995.<strong> </strong>

<strong> </strong>

<strong> </strong>(2) Cfr. Filippo Gentiloni, Eppur si muovono, in Il Manifesto, 24-5-1995; Pierluigi Battista, Nella scuola italiana esiste davvero una "egemonia marxista"?, in La Stampa, 25-5-1995; Geno Pampaloni, Il vescovo Gramsci e la scuola, ibid., 25-5-1995; Aldo Schiavone, Gramsci e il vescovo Colletti, in la Repubblica, 27-5-1995; e Domenico Starnone, E la chiamano egemonia di sinistra, in Corriere della Sera, 27-5-1995.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(3) Cfr. La scuola è davvero di sinistra?, in la Vita del popolo. Settimanale d'informazione e di opinione della diocesi di Treviso, anno CIII, n. 24, 18-6-1995, pp. 2-3.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(4) Ricominciamo da tre: i vescovi spiegano come e perché va rifatta la scuola italiana, in ADISTA. Documenti, rassegne, dossier su mondo cattolico e realtà religiose, supplemento ad ADISTA. Fatti, notizie, avvenimenti su mondo cattolico e realtà religiose, anno XXIX, n. 41 (5272), 3-6-1995, p. 5.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(5) Cfr. mons. Pietro G. Nonis, "Una scuola più attenta alla persona", intervista a cura di Mimmo Muolo, in Avvenire, 24-5-1995.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(6) Cfr. mons. Alberto Ablondi, Peggiore di ogni egemonia culturale è l'indifferenza, intervista a cura di Ignazio Ingrao, in SIR servizio informazione religiosa, anno 7, n. 39 (484), 26-5-1995, p. 9.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(7) Ibidem.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(8) Antonio Gramsci, Audacia e fede, in Avanti!, 22-5-1916, in Sotto la Mole. 1916-1929, Einaudi, Torino 1960, p. 148.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(9) Mons. P. G. Nonis, intervista cit.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(10) Pio XII, Discorso all'Unione Uomini dell'Azione Cattolica Italiana, del 7-9-1947, in Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, vol. IX, p. 218.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(11) Idem, Discorso ai partecipanti al X Congresso Internazionale delle Scienze Storiche, del 7-9-1955, ibid., vol. XVII, p. 218.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(12) La società non può vivere come una semplice somma di verità private, in SIR servizio informazione religiosa, anno 7, n. 28 (473), 12-4-1995, p. 3.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(13) Commissione Episcopale CEI per l'Educazione Cattolica, la Cultura, la Scuola e l'Università, doc. cit., n. 4.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(14) A. Gramsci, Quaderni del carcere, vol. terzo, Quaderni 12 (XXIX)-29 (XXI), edizione critica dell'Istituto Gramsci, a cura di Valentino Giarratana, Einaudi, Torino 1975, p. 1860.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(15) Sinodo dei Vescovi. Assemblea Speciale per l'Europa, Dichiarazione Siamo testimoni di Cristo che ci ha liberato, s.d. ma reso pubblico il 13-12-1991, n. 1.<strong></strong>

<strong> </strong>

<strong></strong>(16) Giovanni Paolo II, Discorso Nueva Evangelización, Promoción humana, Cultura cristiana. "Jesucristo ayer, hoy y siempre", del 12-10-1992, II, 11, in Insegnamenti di Giovanni Paolo II, vol. XV, 2, p. 322.]]></content:encoded>
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				<title>spy people </title>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 18:28:04 +0000</pubDate>
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                <description><![CDATA[<p style="text-align: center"><em><span style="color: #ff00ff"><strong>ciao mi chiamo joyce ho solo 16 anni   e  ho scelto di  fare un bloog   perché e da tanto tempo che spio tutti quelli che mi stano atorno     ho osservato molto le persone  e ognuna di loro a un segreto   anke  quello banale  ma celano    .</strong></span></em></p>
<a href="http://spypeople.bloog.it/files/2012/02/380824_2610051969659_1205772975_32228447_1036362322_n.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-4" title="joyce" src="http://spypeople.bloog.it/files/2012/02/380824_2610051969659_1205772975_32228447_1036362322_n-222x300.jpg" alt="" width="222" height="300" /></a>]]></description>
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				<title>Casting Toronto .... Fulvia Franco (Miss Italia 1948)</title>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 18:19:24 +0000</pubDate>
				<dc:creator>castingmoda</dc:creator>
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                <description><![CDATA[<h2 style="text-align: center">Fulvia Franco (Miss Italia 1948)</h2>
<p style="text-align: left"><a href="http://castingmoda.bloog.it/files/2012/02/imagesCALYPKSF.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3581" title="imagesCALYPKSF" src="http://castingmoda.bloog.it/files/2012/02/imagesCALYPKSF.jpg" alt="" width="182" height="276" /></a>Fulvia Franco ha vinto <a href="http://castingmoda.bloog.it/casting-aprilia-miss-italia.html" target="_self"><span style="color: #0000ff">Miss Italia</span></a> a Stresa nel 1948.</p>
<p style="text-align: left">Nata a Trieste il 21 maggio 1931 è morta a Roma il 15 maggio 1988.</p>
<p style="text-align: left">Appena vinto il titolo di <a href="http://castingmoda.bloog.it/casting-aprilia-miss-italia.html" target="_self"><span style="color: #0000ff">Miss Italia</span></a> fece una breve apparizione nei panni di sé stessa, nel film "Totò al Giro D'Italia" di Mario Mattoli.</p>
<p style="text-align: left">La sua elezione rappresentò una vittoria "patriottica", in quanto la città di Trieste all'epoca era parte del Territorio Libero di Trieste, territorio governato dal cosiddetto GMA (Governo Militare Alleato) sotto la giurisdizione anglo-americana.</p>
Nel 1950 sposò il pugile e attore Tiberio Mitri, anche lui triestino e tra gli sportivi simbolo dell'Italia di quegli anni. Il matrimonio, messo subito a dura prova dalla trasferta in America, dove Mitri doveva sostenere alcuni incontri, e dalle mire hollywoodiane di Fulvia, finì nel 1954: i due, che nel 1951 ebbero un figlio, Alessandro, divorziarono. Fulvia non si risposò, a differenza del pugile che contrasse matrimonio con una donna americana, dalla quale ebbe una figlia, Tiberia. Alessandro, il primogenito, morì nel 1981 per droga.

La carriera cinematografica di Fulvia, imperniata sulla sua avvenenza fisica, proseguì principalmente in film in cui interpretava ruoli di "femme fatale", in commedie ambientate nel mondo dello spettacolo e in pellicole del filone mitologico.

Il 26 e 27 settembre 2011 la RAI ha trasmesso su RaiUno la miniserie dal titolo <em>Tiberio Mitri: Il campione e la miss</em>, dedicata alla vita di Tiberio Mitri, diretta da Angelo Longoni e interpretata nel ruolo di Fulvia Franco da Martina Stella. La messa in onda della miniserie, in prima visione, era prevista inizialmente per il 6 e il 7 marzo 2011 sempre su Rai Uno, ma pochi giorni prima è stata sospesa a scopo cautelativo, per via di una causa civile aperta dal nipote di Mitri al fine di tutelare l'immagine dei nonni.

<a href="http://castingmoda.bloog.it/casting-montreal-filmografia-fulvia-franco-miss-italia-1948.html" target="_self"><span style="color: #0000ff">Filmografia</span></a><span style="color: #0000ff"> </span>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center">Fulvia Franco (Miss Italia 1948)</h2>
<p style="text-align: left"><a href="http://castingmoda.bloog.it/files/2012/02/imagesCALYPKSF.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3581" title="imagesCALYPKSF" src="http://castingmoda.bloog.it/files/2012/02/imagesCALYPKSF.jpg" alt="" width="182" height="276" /></a>Fulvia Franco ha vinto <a href="http://castingmoda.bloog.it/casting-aprilia-miss-italia.html" target="_self"><span style="color: #0000ff">Miss Italia</span></a> a Stresa nel 1948.</p>
<p style="text-align: left">Nata a Trieste il 21 maggio 1931 è morta a Roma il 15 maggio 1988.</p>
<p style="text-align: left">Appena vinto il titolo di <a href="http://castingmoda.bloog.it/casting-aprilia-miss-italia.html" target="_self"><span style="color: #0000ff">Miss Italia</span></a> fece una breve apparizione nei panni di sé stessa, nel film "Totò al Giro D'Italia" di Mario Mattoli.</p>
<p style="text-align: left">La sua elezione rappresentò una vittoria "patriottica", in quanto la città di Trieste all'epoca era parte del Territorio Libero di Trieste, territorio governato dal cosiddetto GMA (Governo Militare Alleato) sotto la giurisdizione anglo-americana.</p>
Nel 1950 sposò il pugile e attore Tiberio Mitri, anche lui triestino e tra gli sportivi simbolo dell'Italia di quegli anni. Il matrimonio, messo subito a dura prova dalla trasferta in America, dove Mitri doveva sostenere alcuni incontri, e dalle mire hollywoodiane di Fulvia, finì nel 1954: i due, che nel 1951 ebbero un figlio, Alessandro, divorziarono. Fulvia non si risposò, a differenza del pugile che contrasse matrimonio con una donna americana, dalla quale ebbe una figlia, Tiberia. Alessandro, il primogenito, morì nel 1981 per droga.

La carriera cinematografica di Fulvia, imperniata sulla sua avvenenza fisica, proseguì principalmente in film in cui interpretava ruoli di "femme fatale", in commedie ambientate nel mondo dello spettacolo e in pellicole del filone mitologico.

Il 26 e 27 settembre 2011 la RAI ha trasmesso su RaiUno la miniserie dal titolo <em>Tiberio Mitri: Il campione e la miss</em>, dedicata alla vita di Tiberio Mitri, diretta da Angelo Longoni e interpretata nel ruolo di Fulvia Franco da Martina Stella. La messa in onda della miniserie, in prima visione, era prevista inizialmente per il 6 e il 7 marzo 2011 sempre su Rai Uno, ma pochi giorni prima è stata sospesa a scopo cautelativo, per via di una causa civile aperta dal nipote di Mitri al fine di tutelare l'immagine dei nonni.

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			</item>
						<item>
				<title>Versamenti oneri contributivi e previdenziali: differimento termini in scadenza il 16 febbraio. L'intervento delle Associazioni di Categoria.</title>
				<link>http://casartigianimolise.bloog.it/versamenti-oneri-contributivi-e-previdenziali-differimento-termini-in-scadenza-il-16-febbraio-lintervento-delle-associazioni-di-categoria.html</link>
				<comments>http://casartigianimolise.bloog.it/versamenti-oneri-contributivi-e-previdenziali-differimento-termini-in-scadenza-il-16-febbraio-lintervento-delle-associazioni-di-categoria.html#comments</comments>
				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 18:17:25 +0000</pubDate>
				<dc:creator>casartigianimolise</dc:creator>
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                <description><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://casartigianimolise.bloog.it/files/2012/02/testata-scadenze.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-119" title="testata-scadenze" src="http://casartigianimolise.bloog.it/files/2012/02/testata-scadenze-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>CAMPOBASSO - Con una nota congiunta, condivisa da varie Associazioni che rappresentano e tutelano le istanze del mondo imprenditoriale, commerciale ed artigianale della Regione Molise (ACEM; AMA CASARTIGIANI;  API MOLISE; CNA;  CONFARTIGIANATO; CONFCOMMERCIO; CONFESERCENTI; URA CLAAI), è stata richiesta questa mattina la proroga almeno a fine mese, dei termini in scadenza il 16 febbraio prossimo, in considerazione della eccezionale ondata di maltempo che ha ulteriormente accentuato i disagi delle piccole e medie aziende, già profondamente colpite ed attanagliate dalla grave congiuntura in atto, dovuta alla crisi di liquidità, alla carenza di commesse ed acuita dalle enormi difficoltà di riscossione dei crediti vantati nei confronti degli Enti pubblici.</p>
<p style="text-align: justify">La nota è stata  inoltrata al Prefetto del Capoluogo di Regione Stefano Trotta ed al Presidente della Giunta Regionale del Molise Michele Iorio affinché, ciascuno per il proprio ambito di competenza, spendano i rispettivi Autorevoli Uffizi, ai fini dell’adozione degli specifici agognati provvedimenti.</p>
<p style="text-align: justify">Si tratta – com’è noto – dei termini di scadenza per il versamento degli oneri sociali, nonché contributivi, previdenziali ed assicurativi (versamento IVA, ritenute IRPEF, contributi INPS dipendenti ed artigiani e commercianti, autoliquidazione INAIL) dovuti dalle aziende e che la cagionevole situazione meteorologica avversa rende ancora più complicato adempiere con la richiesta puntualità, con tutte le deleterie conseguenze che dal mancato rispetto ne derivano a causa della situazione di irregolarità (DURC negativo) che inibirebbe in seguito ogni possibilità di operare materialmente, oltre che di riscuotere le spettanze maturate.</p>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://casartigianimolise.bloog.it/files/2012/02/testata-scadenze.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-119" title="testata-scadenze" src="http://casartigianimolise.bloog.it/files/2012/02/testata-scadenze-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>CAMPOBASSO - Con una nota congiunta, condivisa da varie Associazioni che rappresentano e tutelano le istanze del mondo imprenditoriale, commerciale ed artigianale della Regione Molise (ACEM; AMA CASARTIGIANI;  API MOLISE; CNA;  CONFARTIGIANATO; CONFCOMMERCIO; CONFESERCENTI; URA CLAAI), è stata richiesta questa mattina la proroga almeno a fine mese, dei termini in scadenza il 16 febbraio prossimo, in considerazione della eccezionale ondata di maltempo che ha ulteriormente accentuato i disagi delle piccole e medie aziende, già profondamente colpite ed attanagliate dalla grave congiuntura in atto, dovuta alla crisi di liquidità, alla carenza di commesse ed acuita dalle enormi difficoltà di riscossione dei crediti vantati nei confronti degli Enti pubblici.</p>
<p style="text-align: justify">La nota è stata  inoltrata al Prefetto del Capoluogo di Regione Stefano Trotta ed al Presidente della Giunta Regionale del Molise Michele Iorio affinché, ciascuno per il proprio ambito di competenza, spendano i rispettivi Autorevoli Uffizi, ai fini dell’adozione degli specifici agognati provvedimenti.</p>
<p style="text-align: justify">Si tratta – com’è noto – dei termini di scadenza per il versamento degli oneri sociali, nonché contributivi, previdenziali ed assicurativi (versamento IVA, ritenute IRPEF, contributi INPS dipendenti ed artigiani e commercianti, autoliquidazione INAIL) dovuti dalle aziende e che la cagionevole situazione meteorologica avversa rende ancora più complicato adempiere con la richiesta puntualità, con tutte le deleterie conseguenze che dal mancato rispetto ne derivano a causa della situazione di irregolarità (DURC negativo) che inibirebbe in seguito ogni possibilità di operare materialmente, oltre che di riscuotere le spettanze maturate.</p>]]></content:encoded>
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						<item>
				<title>EGIDIO ADDESSE ARTE CONTEMPORANEA MOSTRE PITTURA ARTE MODERNA OSTUNI</title>
				<link>http://brico.bloog.it/egidio-addesse-arte-contemporanea-mostre-pittura-arte-moderna-ostuni.html</link>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 18:15:29 +0000</pubDate>
				<dc:creator>brico</dc:creator>
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                <description><![CDATA[<a href="http://ilsegnonellarte.blogspot.com/">

BLOG
L'ARTE è  anche uno strumento che permette di mettere dei confini su una realtà acquisita e collaudata e, di elevarsi con l'intelletto ad interpretare ciò che vi è di più profondo nell'animo umano.
Egidio Addesse

[caption id="attachment_3007" align="alignnone" width="300" caption="Piano n°1 - Acrilico 50 x 70"]</a><a href="http://brico.bloog.it/files/2012/02/IMMAGINI-13-MAGGIO-187.jpg"><img src="http://brico.bloog.it/files/2012/02/IMMAGINI-13-MAGGIO-187-300x214.jpg" alt="" title="Piano n°1 - Acrilico 50 x 70" width="300" height="214" class="size-medium wp-image-3007" /></a>[/caption]


[caption id="attachment_3001" align="alignnone" width="300" caption="Piano - Acrilico 50 x 70"]<a href="http://brico.bloog.it/files/2012/02/IMMAGINI-13-MAGGIO-178.jpg"><img src="http://brico.bloog.it/files/2012/02/IMMAGINI-13-MAGGIO-178-300x213.jpg" alt="" title="Piano - Acrilico 50 x 70" width="300" height="213" class="size-medium wp-image-3001" /></a>[/caption]

http://www.youtube.com/watch?v=awqk0vxKqlA


]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<a href="http://ilsegnonellarte.blogspot.com/">

BLOG
L'ARTE è  anche uno strumento che permette di mettere dei confini su una realtà acquisita e collaudata e, di elevarsi con l'intelletto ad interpretare ciò che vi è di più profondo nell'animo umano.
Egidio Addesse

[caption id="attachment_3007" align="alignnone" width="300" caption="Piano n°1 - Acrilico 50 x 70"]</a><a href="http://brico.bloog.it/files/2012/02/IMMAGINI-13-MAGGIO-187.jpg"><img src="http://brico.bloog.it/files/2012/02/IMMAGINI-13-MAGGIO-187-300x214.jpg" alt="" title="Piano n°1 - Acrilico 50 x 70" width="300" height="214" class="size-medium wp-image-3007" /></a>[/caption]


[caption id="attachment_3001" align="alignnone" width="300" caption="Piano - Acrilico 50 x 70"]<a href="http://brico.bloog.it/files/2012/02/IMMAGINI-13-MAGGIO-178.jpg"><img src="http://brico.bloog.it/files/2012/02/IMMAGINI-13-MAGGIO-178-300x213.jpg" alt="" title="Piano - Acrilico 50 x 70" width="300" height="213" class="size-medium wp-image-3001" /></a>[/caption]

http://www.youtube.com/watch?v=awqk0vxKqlA


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				<title>ss. sto peggiodelmilan</title>
				<link>http://lalegadegliinfami.bloog.it/ss-sto-peggiodelmilan.html</link>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 18:09:20 +0000</pubDate>
				<dc:creator>lalegadegliinfami</dc:creator>
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                <description><![CDATA[handanovic
tsilva abate barzagli astori
maggio armero pepe
amauri vucinic osvaldo

udinese
jokic nesta
pinzi vargas
pellissier bojan
]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[handanovic
tsilva abate barzagli astori
maggio armero pepe
amauri vucinic osvaldo

udinese
jokic nesta
pinzi vargas
pellissier bojan
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				<title>Splende il sole, ma dentro di me è tempesta</title>
				<link>http://ilcielosopralenuvole.bloog.it/splende-il-sole-ma-dentro-di-me-e-tempesta.html</link>
				<comments>http://ilcielosopralenuvole.bloog.it/splende-il-sole-ma-dentro-di-me-e-tempesta.html#comments</comments>
				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 18:04:46 +0000</pubDate>
				<dc:creator>ilcielosopralenuvole</dc:creator>
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                <description><![CDATA[Oggi splende il sole..

Dentro di me però è ancora in atto una tempesta!

Cosa fare?

Beh inanzitutto affogo i miei pensieri nel cioccolato e per fare un pò di chiarezza interiore ascolto un pò di musica. Per l'esattezza una canzone di Taylor Swift, "Safe &amp; sound", una canzone alquanto malinconica che però mi fa venire la pelle d'oca..è più forte di me, amo le canzoni tristi.

"Allora chiudi gli occhi

il sole sta calando

starai bene

nessuno può farti del male ora.

Vieni luce del mattino

tu ed io saremo sani e salvi"

Credo che la musica riesca ad esprimere tutto.

Forse è l'unica lingua universale.

Riesce a comunicare comunicare con tutti. Non ho mai conosciuto nessuno che odi la musica e se mai lo conoscerò gli dirò che è veramente un cretino perchè a mio parere senza musica non si può vivere!!

Beh che altro dire?? Non è un gran momento per me! Oltre ai mille soliti problemi ora ci si mette pure la scuola.

La bella notizia si è presentata questa mattina sulla "tanto attesa" pagella. Sette insufficienze... Mi faccio schifo da solo. Non ho mai brillato a scuola ma ho sempre fatto il minimo per andare avanti.

Mi consolo pensando che ci sono problemi peggiori in questo mondo, e anche se non ho ancora trovato la ricetta giusta per la felicità proverò a sopravvivere in questo mondo difficile!!

Un bacio a chi mi segue :)]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[Oggi splende il sole..

Dentro di me però è ancora in atto una tempesta!

Cosa fare?

Beh inanzitutto affogo i miei pensieri nel cioccolato e per fare un pò di chiarezza interiore ascolto un pò di musica. Per l'esattezza una canzone di Taylor Swift, "Safe &amp; sound", una canzone alquanto malinconica che però mi fa venire la pelle d'oca..è più forte di me, amo le canzoni tristi.

"Allora chiudi gli occhi

il sole sta calando

starai bene

nessuno può farti del male ora.

Vieni luce del mattino

tu ed io saremo sani e salvi"

Credo che la musica riesca ad esprimere tutto.

Forse è l'unica lingua universale.

Riesce a comunicare comunicare con tutti. Non ho mai conosciuto nessuno che odi la musica e se mai lo conoscerò gli dirò che è veramente un cretino perchè a mio parere senza musica non si può vivere!!

Beh che altro dire?? Non è un gran momento per me! Oltre ai mille soliti problemi ora ci si mette pure la scuola.

La bella notizia si è presentata questa mattina sulla "tanto attesa" pagella. Sette insufficienze... Mi faccio schifo da solo. Non ho mai brillato a scuola ma ho sempre fatto il minimo per andare avanti.

Mi consolo pensando che ci sono problemi peggiori in questo mondo, e anche se non ho ancora trovato la ricetta giusta per la felicità proverò a sopravvivere in questo mondo difficile!!

Un bacio a chi mi segue :)]]></content:encoded>
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